Clavette e rosticciana
di Lola Teale
Due
ragazzi con lo zaino semiaperto da cui appaiono clavette viola e gialle
da giocolieri camminano mano nella mano lungo un viottolo che costeggia
il crinale di una collina. Sono vestiti con due tute di cotone pesante
a righe e parlano fra di loro senza staccare una parola dallaltra.
Ridono. Si baciano. Guardano la vista e dopo una breve sosta ricominciano
a camminare. Gli occhi ridenti e le bocche piene di parole e sogni.
Stanno cercando un piccolo spiazzo dove esibirsi ma nessuno sembra andare
bene. Troppa gente che va avanti e indietro e loro non vogliono fermare
il traffico pedonale fatto di piedi, zampe e ruote di passeggini su
cui pisolano neonati con i pugni alti e le gote paffute, oppure con
le dita in bocca o tenendosi stretto un piede senza calza, finita chissà
dove. Tamburi suonano ritmi che provengono da terre lontane fatte di
sole e savana. I due giocolieri si fermano vicino ai suonatori dove
la gente si è accalcata e batte le mani. Posano gli zaini, si
fanno cenno con lo sguardo, si posizionano
e le clavette cominciano
a volare.
Anche
questo è la festa del 1° Maggio alla Leccia. Un piccolissimo
paesello nellentroterra della provincia di Pisa che per risollevare
un po le sue sorti organizza ormai da anni una tradizionale e
paesana festa del 1° Maggio a base di musica, cibo e vino. Sulla
strada principale che porta al paese arroccato sulla collina è
stato anche allestito un piccolo mercato di oggetti artigianali, libri,
vestiti dallaroma orientaleggiante e tra questi si incontrano
gli stand del commercio equo e solidale, che espone caffè, cioccolata,
biscotti con anacardi e cioccolato e cracker al sesamo, Emergency
e Amnesty.
Immancabili per ogni festa paesana che si rispetti sono le tavolate
accompagnate da panche e sedie, menù scritti in stampatello,
il profumo della brace ed enormi damigiane da cui si spilla il vino,
lo si serve in bottiglie di vetro verde, che furono dellacqua,
e lo si gusta in bicchieri di plastica. Il fumo aromatico del carbone
sempre caldo è ipnotizzante. Come resistere dunque alla rosticciana?
Oppure ad una enorme e generosa salsiccia alla brace? Anche perché
generalmente i tentativi casalinghi sono una delusione colossale.
Le
delizie gastronomiche della Leccia, però, non si fermano qui:
cè infatti anche una cantina vegetariana dove si possono
trovare numerose squisitezze a patto che si arrivi entro lora
di pranzo poiché viene letteralmente presa dassalto e al
pomeriggio non rimane che il pane col pecorino e una lacrimuccia su
tutto ciò che poteva essere assaggiato. E cioè frittate,
zuppe, crostoni con salse alle verdure, riso e pasta freddi e naturalmente
fette abbondanti di dolci casalinghi. Questo è il lato conviviale
dellenogastronomia, il mangiare per stare insieme, mangiare bene
certo ma senza dimenticarsi di chi ti sta davanti. Senza punteggi ma
gustando veramente la bontà di ciò che è nel piatto,
da un pecorino fresco e aromatico accompagnato da erbe di campo saltate
in padella, alla rosticciana da assaporare al meglio senza posate per
poi leccarsi le dita.
16 maggio 2006