![]() |
Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
||
|
||||||
|
Cronache, assaggi,
anticipazioni. Il Prosecco di Valdobbiadene Vecchie Viti 2005 di
Ruggeri e il Malvasia delle Lipari Passito 2004 di Virgona
di Andrea GabbrielliProsecco di Valdobbiadene Vecchie Viti 2005 - Ruggeri Paolo
Bisol della Cantina Ruggeri di Valdobbiadene è una vecchia
conoscenza. Di lui ho sempre apprezzato il modo estremamente serio e professionale
con cui affronta il suo lavoro ma anche la sua razionale passione per
tutto ciò che riguarda il Prosecco. Qui parlare di passione e razionalità
non è una contraddizione. Ho sempre pensato che non sono poi così
tanti i posti in Italia dove il rapporto tra gli uomini e la terra assume
delle caratteristiche di fisicità così spiccata, come da
queste parti. È un sentimento profondo e soprattutto condiviso
che cementa unintera comunità e le dà una grande forza.
I Bisol, unantica schiatta che dal Cinquecento ha dato alla zona dei provetti vignaioli, da metà del secolo scorso, decidono di specializzarsi nella spumantizzazione con la fondazione nel 1950 della cantina Ruggeri ad opera di Giustino Bisol. Oggi tocca a Paolo contribuire a questa storia familiare e a questa tradizione produttiva. Il Prosecco di Valdobbiadene Vecchie Viti che significativamente ha come sottotitolo la specifica Vecchie Viti delle terre di Valdobbiadene, è un esempio di come interpretare in modo attuale le vicende di questo vino. Il Prosecco, che nella zona ha una presenza documentata sin dalla fine del 1700, tradizionalmente veniva allevato insieme ad altre varietà come Verdiso, Boschera, Bianchetta e altre ancora non nel modo a cui oggi siamo abituati a vedere cioè in filari perfettamente allineati bensì in modo molto disordinato. Attilio Scienza spiega che il filare non aveva né una direzione costante, né un orientamento, si curava solo che fosse trasversale alla pendenza per evitare le frane. In questo particolare contesto molti ceppi sono sopravvissuti ai cambiamenti intervenuti nei vigneti a partire dalla grande trasformazione degli anni Sessanta. Queste vecchie viti oggi hanno 70-100 anni e ancora fruttificano. Paolo Bisol ha voluto creare un Prosecco che facesse rivivere questa storia selezionando le più belle e longeve uve Prosecco (90%), Verdiso (6%), Bianchetta (2%), Perera (2%) provenienti dai vigneti di San Pietro, Santo Stefano, Cartizze, Guia e Saccol. I grappoli, raccolti da circa 2.000 vecche viti, hanno dato 5.800 kg duva e circa 4.000 litri di vino. Dopo una maturazione sulle feccie sino a primavera è entrato in autoclave per una lenta presa di spuma a cui è seguito un riposo sui lieviti sino a giugno 2006 quando è stato imbottigliato. Il Prosecco di Valdobbiadene Vecchie Viti 2005 Ruggeri ha colore paglierino brillante e naso delicatamente fruttato (note di pera, mela ma anche aromi di salvia) molto netto ed elegante, di ottima intensità. In bocca grande piacevolezza ed equilibrio ma anche pienezza, persistenza e complessità. Non ho idea di come le guide tratteranno questo Prosecco, la cosa mi lascia del tutto indifferente. Solo una notazione però. Lidea prima e la realizzazione poi, di per sé sono da premiare. Malvasia delle Lipari Passito 2004 - Virgona Negli
ultimi anni la Malvasia delle Lipari sta rinascendo. Attualmente
nellarcipelago eoliano sono attivi una sessantina di produttori
viticoli e una dozzina di cantine ma la novità è che i vigneti
di Malvasia delle Lipari dopo aver toccato il minimo storico nel 1975,
due anni dopo la promulgazione della Doc, quando i vigneti erano appena
14 ettari oggi sono arivati ad 85 ettari. Infatti nel periodo 2000
2006 lincremento, tuttora in corso, è stato di 35 ettari.
Complessivamente si stima che nelle Eolie la superficie vitata complessiva
comprensiva dellIgt Salina raggiunga i 120 ettari, un dato questultimo
che allontanerebbe qualsiasi rischio di estinzione causato dagli abbandoni.
Questo risultato non si sarebbe potuto ottenere se la viticoltura non
fosse ritornata anche nelle isole da dove ormai da tempo era scomparsa.
Non più quindi solo Salina o Vulcano ma anche Alicudi,
Filicudi, Lipari. Piccoli appezzamenti certo ma non per questo meno
importanti se rapportati agli spazi realmente coltivabili come nel caso
delle scoscese Alicudi e Filicudi. Il centro però della vitivinicoltura eoliana continua a rimanere saldamente a Salina dove accanto ai marchi più conosciuti stanno crescendo nuove realtà. Virgona è una di queste. Lazienda ha i vigneti nella zona collinare di Malfa da cui ottiene un Passito tradizionale sia per rispetto delluvaggio (95% malvasia, 5% corinto nero) sia per lo stile del prodotto. Ha colore ambrato-aranciato e spiccati profumi di uva passa, note di albicocca secca, miele e un lieve sentore di anice. In bocca è dolce, caldo, leggermente speziato, di buona persistenza. È un vino con una buona dose di rusticità ma la strada è quella giusta. È solo questione di tempo. Nelle foto: Paolo Bisol fra le sue vecchie vigne Appassimento delle uve a Virgona 5 settembre 2006 |
||||||
|
prima pagina | la parola all'agronomo | l'appunto al vino | l'articolo | in azienda | in dettaglio | en passant | affari di gola presa diretta | mbud | rassegna | la cucina | appunti di viaggio | assaggiati per voi | visioni da sud | sottoscrivi | scrivici |
||||||