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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Primavera golosa sulle sponde del lago Trasimeno
di Tiziana Del Frate

Alla ribalta delle cronache nazionali a causa dello “strano caso del dott. Narducci”, che secondo alcuni quotidiani sembrerebbe essere addirittura collegato ad uno dei misteri più fitti ed inquietanti della storia della seconda repubblica, il lago Trasimeno si è guadagnato in questi giorni, per sua fortuna, un ulteriore ruolo da protagonista dai risvolti ben più piacevoli e gustosi. Fuori dalle cronache giudiziarie, è nel settore del turismo enogastronomico che il più grande lago del centro Italia si è meritato a pieno titolo un posto al sole dal 26 al 28 maggio.

Bellezze naturalistiche, pesca turismo, bird watching ed enogastronomia sono i quattro elementi chiave dell’offerta turistica del Trasimeno, i quali in questi giorni vengono proposti, è proprio il caso di dirlo, nella maniera più ottimale e divertente. Ma è bene mettere in chiaro fin da subito che non stiamo parlando di una risorsa turistica fine a se stessa, ad uso e consumo dei tanti visitatori, ma di un comparto economico produttivo importante nel comprensorio, nato e sviluppatosi grazie all’impegno di piccole realtà locali ed al sostegno di enti ed istituzioni regionali.

Iniziamo questo avvincente viaggio nel lago Trasimeno partendo dall’aspetto più strettamente turistico, ovvero dalla “ Pescaturismo”: una divertente ed istruttiva “vacanza attiva” che permetterà ai partecipanti di vivere l’esperienza di essere pescatori per un giorno. Grazie alla Cooperativa Pescatori “Alba - Trasimeno” nei giorni 26, 27 e 28 maggio sarà possibile cimentarsi nella pesca insieme a pescatori professionisti navigando nelle acque del lago sulle caratteristiche imbarcazioni tradizionali. Siccome si tratta di barche di piccole dimensioni, che non possono imbarcare più di 3 persone, è d’obbligo la prenotazione. Per domenica 28 maggio invece, dalle 9 alle 12, è in programma una gita naturalistica di pesca-turismo che accoglierà un massimo di 20 persone. Questa iniziativa verrà poi riproposta anche nel mese di Agosto, quando ai turisti verrà proposto un vero e proprio un itinerario strutturato delle coste del lago, insieme all’insegnamento delle tecniche di pesca ed anche alla possibilità di partecipare a battute di pesca con conseguente cottura del pesce a bordo o a terra.

Sempre domenica 28 è in calendario, alle ore 12.30, un’altra interessante dimostrazione delle tradizioni lacustri, che siamo sicuri non potrà che appassionare i visitatori. Si tratta del “lancio del Giacchio”, un’antica forma di pesca con la rete oggi non più in uso perché dannosa per i fondali. Il Giacchio è una rete di canapa dotata di piccoli piombi per farla posizionare stabilmente sul fondo del lago. Una volta catturato il quantitativo di pesce desiderato, la rete viene richiusa grazie ad un sistema di cordicelle e quindi ritirata in barca come un grande sacco con i pesci imprigionati all’interno. L’antica usanza prevedeva che la rete venisse tessuta artigianalmente direttamente dalle mogli dei pescatori, creando così uno stretto trait d’union nei nuclei famigliari impegnati nell’atavica lotta per la sopravvivenza. Le diverse dimensioni delle maglie permettevano addirittura la selezione dei pesci da catturare: zatterini, tinche, carpe…Il Giacchio è ancora oggi uno dei simboli culturali del Trasimeno, tanto che nel mese di luglio il piccolo borgo di San Feliciano, sulla costa orientale del lago, ospita una sagra ad esso dedicata.

Ma le proposte offerte da “Qualità Trasimeno”, è questo il nome della manifestazione che animerà per tutto il fine settimana le sponde del lago umbro, non si fermano qui e anzi percorrono golosamente i sentieri del gusto per coinvolgere i turisti nel connubio tra gastronomia ed enologia, dove le saporite ricette a base di pesce di lago ben sposano i vini bianchi e rosati della zona. Prima di sedersi davanti ad una accogliente tavola apparecchiata, è comunque d’obbligo una visita al Museo della Pesca di San Feliciano, aperto per tutto il fine settimana dalle 11 alle 16. Con la modica cifra 2 euro, questo il costo del biglietto ridotto per l’occasione, si potrà usufruire di una visita guidata al Museo della Pesca.

Ed ora lasciamo spazio alla cucina tradizionale del lago Trasimeno, ricca di storia e di sapori, dove oggigiorno si assaporano ancora gli stessi aromi speziati in uso nel Medioevo, quando il precetto della cucina di magro obbligava a rinunciare alla carne ed erano erbette e spezie ad avere il compito di insaporire le pietanze. La fauna ittica umbra, composta prevalentemente da carpe, tinche, persici e anguille, è la protagonista di numerosi piatti tipici che si distinguono per i sapori caratteristici, oltre che per la qualità delle materie prime.

Fra i piatti più rappresentativi della tradizione gastronomica lacustre spicca fra tutti la carpa regina in porchetta, così chiamata perché cucinata al forno con lo stesso metodo della porchetta, ovvero con una lunga e laboriosa preparazione e la forte presenza di spezie ed odori. La preparazione della “Regina del lago Trasimeno”, prevede lo svuotamento delle interiora del pesce e successivamente la farcitura, gustosissima, con lardo e pancetta, aglio, finocchio selvatico, rosmarino, sale e pepe. Una volta legata la carpa allo spiedo con dello spago, si procede con la cottura sulla griglia aggiungendo qualche goccia di limone. Durante la cottura è d’obbligo spennellare ripetutamente il pesce con un’infusione di olio extravergine di oliva del Trasimeno, sale, ancora succo di limone e pepe. Va portata in tavola ancora calda ed abbinata ad un vino bianco della zona, preferibilmente un bianco Colli del Trasimeno a base di grechetto e trebbiano o uno chardonnay dell’Umbria. Ottimi abbinamenti, fra le svariate aziende vitivinicole della Doc Colli del Trasimeno, sono offerti dalla Cantina Fanini, la quale vanta uno dei vini bianchi più rinomati, il Robbiano, Chardonnay in purezza, che viene fatto fermentare in barriques nuove, di anno in anno, di rovere francese. Altre altrettanto valide proposte sono offerte da Terre del Carpine, azienda vinicola di Magione che produce il Greco, un grechetto in purezza ed uno chardonnay in purezza entrambi vini giovani, insieme a “Guizzo del Lago”, uno spumante composto da Grechetto 60%, Trebbiano 20% e Malvasia 20%. Vanno annoverate infine anche la Querciolana e la Vitivinicola Il Poggio, due aziende che, oltre ai tradizionali bianchi Colli del Trasimeno, propongono anche dei vini rosati.

Un altro piatto tipico è il “Tegamaccio”, una speciale zuppa di pesce anch’essa frutto di una lunghissima preparazione e che, proprio a causa di questo fatto, è possibile oggigiorno degustare solo nei migliori ristoranti, mentre si è invece quasi del tutto persa la tradizione di prepararlo in famiglia.
Il piatto è costituito da un misto di pesci di lago (lucci, persici reali, tinche e soprattutto anguille) che vengono squamati, sviscerati, lavati e tagliati a pezzi medio-piccoli. La cottura, lunghissima e rigorosamente con fuoco a legna, del preparato così composto avveniva all’interno di un tegame di coccio, il “tegamaccio” appunto. Cipolla, pomodori, sale e pepe gli altri ingredienti di questo piatto tipico tanto gustoso quanto tradizionale da gustare accompagnandolo al tipico pane umbro privo di sale.

Un’ulteriore ricetta tradizionale è poi il Brustico, ovvero l’anguilla cucinata nella maniera più classica del comprensorio lacustre, vale a dire cotta a legna sopra le "Canine" (le canne) che costeggiano le rive del lago. Ma le eccellenze gastronomiche del Trasimeno sono proprio tante: dai taglierini in brodo di tinca agli spaghetti al profumo di lago, dal coregone al cartoccio al persico reale fritto fino ai crostini alle uova di carpa (il caviale del Trasimeno), tanti sono i piatti prelibati da accompagnare con i vini bianchi e rosati del Trasimeno, i quali sposano le più moderne metodologie di vinificazione con una tradizione vitivinicola risalente al tempo degli Etruschi.

Ma prima di lasciare il lago, rechiamoci per una breve visita all’Oasi Naturalistica “La Valle” di San Feliciano, dove è possibile praticare il bird watching. E’ infatti sulle chiare acque del Trasimeno che ogni anno tantissime specie di volatili approdano sia per i loro flussi migratori sia a fini riproduttivi. Sulle acque del lago è possibile osservare da vicino una straordinaria ricchezza faunistica composta da folaghe, svassi, aironi, cormorani, alzavole, germani, fischioni e tanti altri uccelli acquatici che vengono illustrati al pubblico grazie alla guida di esperti impegnati nella preservazione di questo patrimonio naturalistico immenso. Da notare che presso l’oasi naturalistica attrezzata è anche possibile approfondire le tecniche di inanellamento dei volatili, principale strumento della salvaguardia delle specie.

Dove mangiare:
Ristorante Da Sauro – Isola Maggiore tel. 075 826168
Ristorante Da Settimio – San Feliciano tel 075 8476000
Prodotti tipici:
Frantoio Mancianti - San Feliciano tel. 8476045
Vini Terre del Carpine – Magione Tel 075840298
Vini "Il Poggio" - Le Macchie Tel 075 9589923
Cantina Fanini - Petrignano del Lago Tel 0755173122
Az. Agr. La Querciolana - Panicale Tel 075 837477


L'immagine del lago Trasimento è tratta da www.trasimeno.umbria2000.it
L'immagine del tagamaccio è tratta da www.trasinet.it


26 maggio 2006
 
 
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