Grandine!
Dal gelo un caldissimo sangiovese:
La macerazione pre-fermentativa a freddo
GoWine:
Presentato il concorso letterario "Bere
il territorio"
Per chi
suona la campagna
Varietà
autoctone del Valdarno Superiore: prime microvinificazioni
E fu prezzemolo per
tutti
Vino e olio pugliesi
a Castel del Monte
Una
lezione di onestà
Alla ricerca del vino
e dell'olio perduti
Progetto
Piattaforma Ampeleografica
Anteprima 2002 - I Vini
della Costa Toscana
Con gli olii alla
rivoluzione
La voglia di cambiare
Ceppi di lieviti "autoctoni"
per il Chianti
Il bastone senza carota
Il derby del vino
35^ Vinitaly:
un primo bilancio
Bianchi
di Montagna
Highlight
di Toscana: i grandi si presentano
Sommeliers
in Polonia
Il
Poggio alle Gazze se ne va...
Cosa
brilla nella paglia?
Il vino rosso difende dalle malattie
cardiovascolari
Chi
ha incastrato l'abboccato?
Occhio
di falco
Il
Treno Toscano delle Dolcezze
Presentato il progetto Enoturismo.it
Con certi pesci bevete
il rosso!
L'AcquaBuona premiata
a San Miniato
Dal mangiarbere giudizi
meno altezzosi
Vini
da poveri?
Affluenza record al Wine
Festival di Merano
Ancora pareri sulla "DOC
Toscana"
Alba: vino
e internet a Go Wine
Due
anni di AcquaBuona
Vini lucchesi
all'Enoteca la Brilla
Introduzione
alle Colline Lucchesi
Incontrare Veronelli:
prima e seconda
parte
In archivio

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Domenica
30 Settembre Alba, capitale delle Langhe, è stata letteralmente
invasa da una folla di appassionati del bere di qualità. L'occasione
è stata la festa del vino organizzata dall'associazione Go Wine
(per tutte le informazioni si può visitare il suo sito www.gowinet.it),
che si è snodata lungo tutta la via Vittorio Emanuele II fino a
piazza del Duomo. Una volta acquistato il bicchiere, il pubblico aveva
la possibilità di sbizzarrirsi negli assaggi dei vini esposti nei
banchi di degustazione corrispondenti ai comuni di Langa e Roero come
Barolo, Monforte, Serralunga, Verduno, Dogliani, Castiglione Falletto,
La Morra, Monteu Roero ed altri ancora. Nella piazza del Duomo si è
svolta una degustazione di cioccolato che ha avuto grande successo.
Opera meritoria di Go Wine è stata organizzare, oltre al naturale
momento della degustazione e del contatto diretto con la "materia" vino,
uno spazio dedicato alla riflessione e alla discussione che si è
tradotto in un incontro pubblico sul problema del rapporto fra vino ed
internet, o meglio sullo "stato dell'arte" della comunicazione del vino
via internet. E l'iniziativa ha avuto successo, perché il pubblico,
fatto di gente comune, ma anche di piccoli e grandi produttori delle Langhe
ovviamente interessati al problema, è stato numeroso e attento
nonostante alle proprie spalle continuasse a scorrere il flusso dei visitatori
della manifestazione.
A
descrivere il panorama dell'informazione sul vino tramite il Web sono
intervenuti Franco Ziliani, di Winereport (www.winereport.com)
e chi scrive per l'AcquaBuona, iniziando da una presentazione dei siti
che erano lì a rappresentare. Da parte nostra, abbiamo cercato
di sintetizzare la filosofia delle nostre pagine partendo da una riflessione:
internet è un mezzo dalla grande "democraticità", in quanto
permette di esprimere e diffondere le proprie idee, e quelle altrui, senza
la necessità dei mezzi e delle strutture che sono inevitabilmente
associate alla tradizionale stampa su carta. Ecco che quindi un sito come
il nostro può e vuole essere l'ideale mezzo di espressione di una
realtà vista "dal basso", dai nostri occhi (che cercano di essere
anche i vostri), e da quelli di coloro che questa realtà contribuiscono
a determinare, nel nostro caso i produttori di vino, o i protagonisti
della nostra enogastronomia in generale.
Assai diversa la filosofia e l'impostazione che Franco Ziliani dà
al "suo" Winereport del quale è, come ha detto lui stesso, monarca
assoluto decidendone contenuti, taglio e collaboratori. È lo spazio
in cui scrive quello che pensa, spesso cose scomode, polemiche, ma dettate
dalla massima onestà e cose che "molti pensano ma non hanno il
coraggio di dire, o le dicono a bassa voce". Bersaglio principale delle
sue critiche sono ad esempio quegli importanti (anzi: importantissimi)
produttori di Langa che declassano i loro Barbaresco non spiegando il
perché in modo convincente, a quelli che "dopano" i vini
snaturando completamente i vitigni da cui partono, o i soggetti che monopolizzano
e cercano di "blindare" l'informazione sull'enogastronomia.
Ma blindare l'informazione, aggiungiamo noi, è molto difficile
quando si ha a che fare con internet, questo è il bello. È
molto semplice, naturale e rapido (bastano dei semplici "click") avere
un ventaglio così ampio di pareri e di opinioni (e poter scegliere
di volta in volta) che (è quello che speriamo) almeno in questo
ambito i "monopolisti" di cui sembra così innamorato il nostro
Paese non avranno vita facile.
Il moderatore del dibattito, Luca Ferrua de La Stampa, ha stimolato la
discussione chiedendo se in qualche modo è possibile "inquadrare"
il lettore dei rispettivi siti. Questo è naturalmente possibile
dalle lettere che arrivano (provenienti da appassionati, da chi vuole
iniziare a capire qualcosa di vino, ma anche da produttori) e dagli "abbonati",
cioè coloro che chiedono di ricevere le novità del sito
tramite e-mail. Per avere un più preciso monitoraggio, Winereport
ha deciso di istituire un "club" al quale è possibile iscriversi
e accedere con una password.
Ma il panorama del vino trattato su internet si riduce solo a questi due
siti? Certo che no: a parte quelli che sono "emanazione" di grosse realtà
le quali hanno "anche" un sito internet (www.slowfood.it e www.gamberorosso.it),
possiamo menzionare www.enotime.it (rappresentato ancora da Ziliani),
www.winenews.it, www.lavinium.com, www.tigulliovino.it, il www.clubpapillon.it
di Paolo Massobrio, il www.veronelli.com del "padre nobile" della nostra
enogastronomia, ognuno con il suo taglio e la propria filosofia. Insomma
c'è proprio da scegliere, per fortuna!
L'incontro si è concluso con un accenno alla "realtà" locale:
"cosa vi piace e cosa non vi piace della Langa?", ha chiesto
Ferrua: "Beh, la Langa ha il Nebbiolo, e poi ha paesaggi stupendi", ha
risposto Ziliani. "Quelli che non mi piacciono sono i produttori che dicono
una cosa e ne pensano un'altra, che insomma sono diventati un po' furbi,
anche se bisogna capire che sono persone che adesso girano il mondo mentre
prima conoscevano a malapena il mare...". Da parte nostra, rimaniamo incantati
ogni volta (ed è assai spesso) che incontriamo quei produttori
di Langa (ma potremmo dire più in generale piemontesi) che con
modestia e quasi scusandosi ci fanno assaggiare i vini che ci lasciano
poi esterrefatti per la loro bontà. Ma rimaniamo altrettanto delusi
quando siamo testimoni di una visione del vino come realtà per
pochi, come ci sembra sia accaduto con lo stand di Langa In nell'ultimo
Vinitaly.
Riccardo Farchioni
(2 Ottobre 2001)
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