Grandine!
Dal gelo un caldissimo sangiovese:
La macerazione pre-fermentativa a freddo
GoWine:
Presentato il concorso letterario "Bere
il territorio"
Per chi
suona la campagna
Varietà
autoctone del Valdarno Superiore: prime microvinificazioni
E fu prezzemolo per
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Vino e olio pugliesi
a Castel del Monte
Una
lezione di onestà
Alla ricerca del vino
e dell'olio perduti
Progetto
Piattaforma Ampeleografica
Anteprima 2002 - I Vini
della Costa Toscana
Con gli olii alla
rivoluzione
La voglia di cambiare
Ceppi di lieviti "autoctoni"
per il Chianti
Il bastone senza carota
Il derby del vino
35^ Vinitaly:
un primo bilancio
Bianchi
di Montagna
Highlight
di Toscana: i grandi si presentano
Sommeliers
in Polonia
Il
Poggio alle Gazze se ne va...
Cosa
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Il vino rosso difende dalle malattie
cardiovascolari
Chi
ha incastrato l'abboccato?
Occhio
di falco
Il
Treno Toscano delle Dolcezze
Presentato il progetto Enoturismo.it
Con certi pesci bevete
il rosso!
L'AcquaBuona premiata
a San Miniato
Dal mangiarbere giudizi
meno altezzosi
Vini
da poveri?
Affluenza record al Wine
Festival di Merano
Ancora pareri sulla "DOC
Toscana"
Alba: vino
e internet a Go Wine
Due
anni di AcquaBuona
Vini lucchesi
all'Enoteca la Brilla
Introduzione
alle Colline Lucchesi
Incontrare Veronelli:
prima e seconda
parte
In archivio

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Si è conclusa la decima
edizione del Wine Festival di Merano, che aveva aperto puntuale i battenti
alle 10 di sabato 10 Novembre. Ad attestare il successo della manifestazione
organizzata dalla Gourmet's Internazional sono sufficienti le seguenti
semplici cifre: nei primi due giorni l'affluenza del pubblico è
stata di 3000 persone circa, contro le 3300 nell'intera edizione dell'anno
scorso; questa impennata delle presenze, va detto, ha messo a dura prova
l'organizzazione dell'evento.
Il successo, come spesso accade, porta a problemi di crescita che si sono
tradotti quest'anno nel forte malumore degli "emergenti" della Toscana,
decentrati per assoluta mancanza di spazio nel Palais Esplanade: questa
sede, pur suggestiva e vicina al Kurhaus, non è stata così
frequentata come quella principale. A questo proposito, ci ha detto il
capo dell'ufficio stampa Roberto Rinaldi, è comunque da escludere
un trasferimento di sede del Festival, sia perché non ce ne sarebbe
una più grande a Merano, e poi perché non si vuole aumentare
la dimensione della manifestazione.
La suggestione del luogo, l'organizzazione accurata e la scelta oculata
dei partecipanti rigorosamente nel segno della qualità sono le
armi vincenti del Wine Festival di Merano che ormai non è più
solo punto di riferimento per l'enologia ma anche per la gastronomia italiana,
fatto suggellato dalla presenza di Luigi Veronelli che si è detto
dispiaciuto di essere venuto solo quest'anno per la prima volta.
Infatti, nell'ambito di Culinaria, a soggetti ormai "cult" (come per esempio
Amedei, la cui tavoletta prodotta dal cacao della piantagione Chuao in
Venezuela è stata letteralmente presa d'assalto) erano affiancati
tanti "artigiani del gusto" che vedono nell'evento una vetrina di primo
livello dove esporre le loro produzioni di olii d'oliva, patè,
torroni, formaggi, caffè, sorbetti, paste artigianali...
L'affluenza straordinaria di quest'anno si sarebbe potuta già prevedere
all'apertura, dalla lunga coda davanti alla cassa; anche se gli efficienti
guardarobieri smaltivano in fretta i cappotti (bellissime, terse e fredde
le prime due giornate a Merano) era inevitabile che si formasse un "tappo"
sulle scale di accesso alla distribuzione dei bicchieri e alle sale di
degustazione. Nonostante tutto, però, fino alle 12 il clima è
stato relativamente tranquillo, in particolare nel settore della "Union
de Grands Crus de Bordeaux" dove ci trovavamo, immersi in un ambiente
rarefatto, silenzioso, quasi ossequioso dei vini immensi che lì
venivano presentati.
Dalle 12 alle 16 l'affluenza ai banchi è stata invece massiccia,
in particolare nella Kursaal (top producers di Toscana, Alto Adige e Friuli),
nei balconi e nel Pavillon des Fleurs (top producers ed emergenti di Piemonte,
top producers veneti) dove spiccava la carismatica presenza di Bruno Giacosa.
Nel frattempo, al Palais Esplanade il numero di presenze era molto più
basso. Situazione analoga la domenica, giornata nella quale si poteva
temere una "esplosione" di presenze che fortunatamente non c'è
stata. Lunedì 12 al Wine Festival si è affiancata, nella
suggestiva sede dell'Hotel Palace, la degustazione dei migliori vini della
Freie Weinbauern Südtirol, associazione di 37 piccoli produttori
altoatesini.
Riccardo Farchioni
(13 Novembre 2001)
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