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Grandine! I fatti Il primo fine settimana di agosto doveva essere in parte dedicato da me e mia moglie per una gita ai Corni di Canzo, una meta raggiungibile con una passeggiata di un paio d’ore che offre un panorama meraviglioso sul Lago di Como. Poiché le condizioni meteorologiche non erano ottimali, abbiamo dapprima rimandato la gita dal sabato alla domenica, per poi rimandarla del tutto e sostituirla con una sana dormita, conciliata ottimamente da temperature più basse del solito e da un cielo nuvoloso. Mentre io e mia moglie ragioniamo sull’opportunità o meno di fare la gita, altre persone sono alle prese con problemi molto più seri, causati da un’ondata di maltempo locale con grandine di eccezionale dimensioni e intensità. Queste persone sono i viticoltori di una fascia geografica collocata tra Brescia e Verona, che copre una serie di territori legati a denominazioni come Botticino, Garda Classico, Bardolino e Valpolicella. I telegiornali mettono in grande risalto i danni in Valpolicella, ma come dar loro torto visto che lì si producono vini come l’Amarone, così famosi e apprezzati in tutto il mondo ? Lascio passare qualche giorno e poi penso che sarebbe interessante andare a vedere e raccontare cosa possa significare un evento del genere.
Prendo quindi appuntamento con Pierangelo Noventa, titolare dell’Azienda Agricola Antica Tesa che si trova a Botticino Mattina: state tranquilli che esiste anche Botticino Sera. Già arrivando in paese si possono vedere le prime piccole vigne che si trovano nella parte pianeggiante completamente spoglie, tranne che per qualche grappolo qua e là ancora appeso in condizioni tutt’altro che ottimali. Al mio arrivo in azienda trovo Pierangelo Noventa in tenuta da lavoro e mi spiega che sta ampliando la cantina, "Ho fatto il mutuo" mi dice. Oltre al danno così c’è anche la beffa e la misura di questo danno subìto in vigna è del 100 %: per un’azienda che ha 6 ettari di terreno vitato, dai quali vengono prodotte 40.000 bottiglie, si fa presto a fare due conti sul giro d’affari che, con un mutuo in corso, non può permettersi battute d’arresto simili. La valutazione del danno è intorno ai 250.000 euro, e al momento non si sa bene se qualche ente pubblico verrà incontro a questa situazione. Su questo Noventa mi dice che "Non pretendo il rimborso integrale, ma se mi danno qualcosa non ci sputo sopra". Il comune di Botticino di sicuro non verrà incontro ai calamitati, almeno per il momento. "Soldi per l’agricoltura non ce ne sono", mi dice Noventa, "L’agricoltura non viene considerata, e sì che ci dovrebbero riconoscere almeno l’opera di manutenzione che facciamo sul territorio". Si spera allora in un intervento regionale, considerando che l’Assessore Viviana Beccalossi è bresciana e ha dimostrato finora una buona sensibilità nei confronti del mondo del vino.
"La vigna era bella come un giardino, avevamo appena diradato i grappoli", mi dice Noventa con rammarico. In questa grandinata eccezionale ci sono sono stati diversi fatti insoliti: in primo luogo ha colpito un territorio più vasto del solito, e come si sa la grandine si caratterizza per essere un fenomeno molto locale. In secondo luogo ha grandinato nella notte, in due riprese successive a mezz’ora di distanza l’una dall’altra. E per finire, le dimensioni dei chicchi di grandine: alcuni grandi come pomodori, con un peso prossimo al chilogrammo."Negli ultimi 100 anni non si era mai visto niente di simile, ho chiesto anche ai nostri vecchi", sostiene Noventa, che ha tre appezzamenti diversi nella zona di Botticino e che, contrariamente al solito, sono stati tutti colpiti allo stesso modo.
E il vino ? Noventa fa qualità e il vino che mi ha fatto assaggiare, un Botticino DOC Riserva spillato da una barrique, mostra stoffa e finezza, nonostante il tempo debba ancora smussarlo dalle troppe asperità che ancora mostra, dimostrandosi comunque un bel vino da non lasciarsi sfuggire, come tanti altri in questa Italia piena zeppa di tante nicchie enologiche. Pochi chilometri verso
est, seguendo il percorso della grandine, ed eccomi nella Valtenesi, dove
scorre il fiume Chiese. I colli morenici del Garda Classico, dove regna
il groppello, un vitigno autoctono a bacca rossa, mi dividono di pochi
chilometri dalla sponda lombarda del Lago di Garda. La mia prossima meta
è l'Azienda Agricola Redaelli De Zinis sita a Calvagese della Riviera,
dove incontro il titolare Alessandro Redaelli De Zinis, che è pure
Presidente del Consorzio del Garda Classico.
Note a margine Una volta lasciato Calvagese della Riviera riprendo la strada andando verso est, verso il lago, seguendo la scia di rovina lasciata dalla grandine. Di tanto in tanto trovo anche dei vigneti non colpiti, ma la maggior parte lo sono. Anche i campi di granoturco mostrano uno spettacolo veramente avvilente, il pergolato di kiwi del locale dove pranzo mostra solo qualche frutto penzolante. Per chi lavora gomito a gomito con Madre Natura questi eventi sono assolutamente devastanti, sia economicamente che moralmente. La moglie di Pierangelo Noventa mi ha fatto notare che tutto il tempo che è stato dedicato alla vigna, per renderla "bella" al meglio, lavorando i sabati e le domeniche con fatica fisica e con grandi aspettative, è stato vanificato in pochi minuti: e tutto questo è veramente frustrante, oltre alla mazzata economica che un'azienda che ha pochi ettari e che vuole fare qualità può subire.
Voglio sperare che quei grappoli non vedranno mai una cantina. Riccardo Modesti
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