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28 Ottobre - 3 Novembre |
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I titoli
WineTip e i trader on line del Brunello. Un pool di giovani professionisti dà il via alla borsa telematica dei "futures" sui vini PAOLA JADELUCA Scalper telematici che si accaparrano in anticipo i "grand cru" del futuro? Trader on line che si scambiano certificati su Bordeaux pregiati e Barolo d'annata? Il mercato dei derivati sul vino non è ancora così movimentato come quello delle azioni e dei futures tradizionali, ma Mako Onfermann, presidente di WineTip (www.WineTip.it), la borsa telematica del vino presentata ufficialmente alla stampa giovedì scorso a Milano, è convinto delle potenzialità di sviluppo anche in Italia di questo particolare settore di investimenti. E risponde con i dati allo scetticismo manifestato da molti, come il produttore Angelo Gaja: «Un'analisi di alcuni premier cru di Bordeax mostra come questi vini, nel primo anno della loro vita en primeur, abbiano aumentato il loro valore fino a punte dell'80% racconta mostrando orgoglioso un grafico che evidenzia l'andamento di forte domanda in Italia, rispetto alla Francia, manca solo una rete di servizi capace di supportare il decollo del questo settore, attorno al quale c'è grande fermento». Vendere vini dopo la vendemmia, tra i 2 e i 4 anni prima della loro maturazione. E' tutta qui la vendita en primeur. Una scommessa su raccolti eccezionali e sul valore aggiunto che il tempo può conferire a prodotti di elevata qualità che, però, sono acquistabili solo attraverso canali particolari. Spalancare on line le porte di questo mercato, è l'obiettivo di WineTip, che oggi consente l'accesso ai grandi vini di Francia e Italia ma è già pronta alle bottiglie di Spagna. Un progetto ambizioso, attorno al quale s'è raccolta una squadra di giovani professionisti che alla passione, tutta personale, per il vino ha affiancato il proprio expertise negli affari. Il presidente Onfermann è approdato in Italia quale consulente per l'ebusiness di Ambrosetti dopo una lunga esperienza alla Boston Consulting Group di Monaco. Federico Pedrazzi, amministratore delegato di WineTip, già senior auditor di Arthur Andersen, è un altro fondatore dell'iniziativa. Dal settore dell'investment bank viene invece Alberto Cristofori, direttore dei mercati, alle spalle una brillante carriera alla Deutsche Bank. Ingegnere aeronautico, una carriera costruita alla guida di processi di reeingeenering e realignement tecnologico per grandi multinazionali, André Emmert, Ceo di WineTip, è l'altro fondatore. Fineco, banca on line leader di mercato, finanzia l'iniziativa attraverso il fondo Wisequity, sponsorizzato anche da Seat Pagine Gialle e dalla De Agostini. A completare la squadra esperti del mondo vinicolo, produttori in testa, e una piattaforma tecnologica targata Sia. Il funzionamento di questo mercato è semplice, basta pensare a Bot e azioni. Si possono acquistare vini nella fase di emissione, en primeur, appunto; oppure in exchange, la sezione apposita per la compravendita dei certificati già in circolazione. WineTipe, come un broker on line, ha i suoi proventi dalle commissioni di intermediazione. Ma non solo. Come un qualsiasi altro broker on line WineTip ha sviluppato una linea di servizi finalizzati alla maturazione della clientela. Si va dalle valutazioni comparate sui vini, tratte dalle migliori guide in commercio, alle informazioni sull'andamento dei prezzi. Un capitolo a parte meritano le degustazioni: quelle non si possono certo fare on line. (La Repubblica - Affari e Finanza, 29/10/2001) Abruzzo.
Vino doc, seconda enoteca regionale
VAL VIBRATA - Una seconda enoteca regionale
in Val Vibrata e pieno riconoscimento al Controguerra doc, che riunisce
i Comuni di Controguerra, Torano, Colonnella, Corropoli. Il
Chianti parte alla conquista di Orvieto con uve a bacca rossa
Dal "Principe" di Machiavelli alla "Cattedrale"
del Maitani, come bere un bicchier? di vino. Il Gruppo Italiano Vini,
leader di etichette di pregio Chianti Classico fra cui "Fontalle" ha
definito in questi giorni l'acquisto di 140 ettari nella zona del pregiato
Orvieto Classico, nelle vicinanze della propria cantina di produzione
Bigi. All'acquisto segue un programma di riconversione aziendale: prevista
la messa a dimora di ulteriori 60 ettari di vigneto (la tenuta è solo
parzialmente vitata). "La natura dei terreni e la buona esposizione
consentono ottime previsioni circa la qualità dei prodotti ottenibili.
Si punta al reimpianto di vigneti destinati alla produzione di Orvieto
Classico, e di uve a bacca rossa" hanno affermato i vertici dirigenti
del Giv. "Stiamo lavorando a 360 gradi - dice l'enologo Francesco Bardi,
direttore della Bigi - nel vigneto e in cantina. I nostri vigneti sono
migliorati col proposito di ottenere il massimo livello di qualità a
costi ragionevoli. Riguardo alle uve nere, puntiamo decisamente su cloni
selezionati di sangiovese e sul merlot, che dà risultati interessanti".
Dopo questa acquisizione Giv, anche tramite la controllata Giv Sud,
disporrà di circa 1100 ettari di vigneto specializzato in dieci diverse
regioni vitivinicole italiane. Abruzzo. La produzione sarà inferiore rispetto a quella del 2000: 3,3 milioni di quintali contro i 3,8. Ma sale il livello. Vino, bicchieri più vuoti ma la qualità è superiore di ADRIANA SETTUARIO (Il Messaggero, 2/11/2001) Vino,
è l'ora del novello: l'Italia sfida il beaujolais. Annata record,
quasi venti milioni di bottiglie.Produzione ancora in aumento, ottima
la qualità prevista. Via alla vendita da mercoledì, in anticipo
rispetto alla concorrenza francese
LICIA GRANELLO MILANO - Le prime bottiglie hanno cominciato a circolare nei giorni scorsi, in maniera semiclandestina, ognuna con minaccioso cartellino addosso: «E' vietata la commercializzazione fino alla mezzanotte del giorno 6». In realtà, in Italia, si comincerà a bere novello a partire dalla notte di domani, a Vicenza, dove l'Istituto del Vino Novello e Vicenzafiere hanno organizzato una Fiera, con «deblocage» anticipato. L'appuntamento con il «Beaujolais est arriveé» tradotto in italiano è una coperta che si accorcia, anno dopo anno: così, se in Francia dietro alla sigla «JZ» (jeudi zero) c'è una lunghissima tradizione che inchioda la prima degustazione all'ora 0 del terzo giovedì di novembre, la trasposizione italiana è anticipata di dieci giorni. Allo stesso modo, se i nostri cugini utilizzano esclusivamente uva Gamay, noi ci divertiamo a fare novelli con un ventaglio larghissimo di uve, dal Nero d'Avola al Teroldego. In compenso, i tentativi di sottrarre il Novello alla banalità del vino di prontissima beva aumentano insieme ai dati di produzione e di vendita: è il caso dei trentini della Cavit che hanno lanciato un'etichetta, «Terrazze di luna», a rappresentare un «nouveau» più strutturato ed elegante, e dei toscani di Rocca delle Macìe, che utilizzano esclusivamente uva Sangiovese da vitigni a basso rendimento (e quindi di maggior concentrazione). Il resto, è tutto nella tradizione importata del «deblocage», diversamente vissuta dai grandi gourmet italiani: se ai «Balzi Rossi» di Ventimiglia, il Beaujolais è stato sempre considerato occasione di festa, i milanesi «Aimo e Nadia» non hanno ancora trovato un Novello che meriti di essere inserito nella carta dei vini. Ma i francesi stessi si dividono in nome del Beaujolais, se è vero che secondo il sondaggio condotto nei giorni scorsi dalla «Revue du vin de France» - la più prestigiosa rivista di vino del mondo - oltre la metà degli intervistati considera il «deblocage» una mera operazione di marketing. (La Repubblica, 3/11/2001) |
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