Nella recente kermesse del
Vinitaly 2000 , abbiamo incontrato una serie di aziende che se pur disperse
sul territorio nazionale hanno un comune denominatore : la tradizione
e la qualità.
Justine del vigneto e della
cantina con sicura adesione alla tradizione, corrette pratiche vitivinicole
senza spinte innovative, rispetto dei tempi e dei modi dell'uva e del
vino per ottenere prodotti con una qualità aderente alla tradizione
dell'azienda.
La
prima che abbiamo incontrato è Cascina Massara di Andrea Burlotto
e figli.
Il signor Burlotto ci accoglie nel
piccolo stand 97 della Regione Piemonte che divide con il cognato contitolare
dell'azienda F.lli Nizza produttore del Roero.
La simpatica cortesia del sig. Burlotto
ci propone per primo un Dolcetto d'Alba DOC 1999 che si distingue
per il fragrante aroma di frutti rossi, in particolare di lampone e
ciliegia amarasca, per il colore inteso e violaceo anche nella schiuma,
per il gusto morbido e pieno con un finale di leggera mandorla amara.
Ma il prodotto di particolare tipicità
offerto da questa azienda è il Pelaverga. Vitigno tipico di Verduno,
dove ha sede l'azienda, il Pelaverga offre sentori eterei e penetranti
nel profumo tipico della varietà e aromi speziati sia all'olfatto
che al gusto in un corpo di media consistenza ma equilibrato. Il sentore
di pepe verde risulta evidente nel gusto. Il colore rosso rubino completa
la accattivante particolarità di questo vino tradizionale di
Verduno.
A
questo punto ci addentriamo nella storia enologica dellíazienda e ci
viene raccontato come allíepoca del padre del signor Burlotto la fermentazione
del Barolo durava fino a Natale e il Barolo che se ne otteneva diventava
apprezzabile solo dopo 7-8 anni, oggi tali vini non esistono più,
neanche a Cascina Massara, anche se poi questi sono i baroli che hanno
affrontato i decenni. Oggi la necessità di avere prodotti pronti
al 5°- 6° anno di invecchiamento costringe ad evolvere i vini
in tempi più brevi modificando quindi il sistema di vinificazione.
Anche se questi metodi antichi non
esistono più neanche presso i Burlotto della Cascina Massara
, il loro Barolo 1990 risulta austero, pieno nel corpo e complesso,
etereo finemente speziato nei profumi, con sentori fruttati.
La costante presenza in vigna e la
diretta conduzione dellíazienda si concretizza in un aneddoto che ci
piace raccontare. Alla mia domanda, rivolta questa volta al signor Nizza
del quale descriveremo brevemente i prodotti, di che superficie fosse
l'azienda egli mi risponde 15 giornate di lavoro (circa 3 ettari, n.d.r.).
La singolare unità di misura adottata dal giovane sig. Nizza
ci dà veramente la misura di quanto la tradizione e la storia
viticola passino attraverso queste aziende piemontesi. Era infatti la
giornata di lavoro di un uomo che misurava, più che la superficie
(in territori collinari ripidi e scoscesi) la vera dimensione economica
dellíazienda.
Ed in effetti nel rispetto della
tradizione enologica del Roero è anche il loro Nebbiolo, di buona
stoffa , lievemente tannico, con profumi di ciliegia e confettura; ma
in particolare ci ha colpito un Brachetto (il "Birbet"),
vinificato secco di particolare profumo floreale e di gusto vivace,
di buona acidità e con retrogusto amarognolo caratteristico;
ipotizzando un abbinamento gastronomico non dimenticherei formaggi stagionati
e frutta secca.
I prezzi contenuti di queste aziende
a fronte di una produzione di qualità in linea con la tradizione
completano un incontro invero molto piacevole.