| SUD! | Agricole Vallone |
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Podere
Rocche dei Manzoni Gianfranco
Alessandria Cosimo Taurino Fratelli
Pecchenino Cantina
produttori Colterenzio |
Eccoci di nuovo in una delle
aziende che possono essere prese come riferimento, per storia e qualità
dei prodotti, nel panorama vitivinicolo in grande evoluzione del nostro
meridione. Non raccogliamo la sfida e
ci apprestiamo ad assaggiarli tutti! Ma prima di arrivare ai vini il Nazari
si mostra un interessante parlatore e così partiamo da lontano chiedendo
una sua opinione sui vitigni meridionali: Parliamo un po' della regione allora. "La Puglia è molto lunga, cinquecento chilometri circa, ed è molto eterogenea come terreno e clima. Noi siamo nel Salento, la punta estrema. E' molto importante l'influsso del mare (come saprete da noi nello stesso giorno si può fare il bagno in due mari diversi...) che rende il clima molto ventilato." La proprietà è situata a Brindisi ma è composta da tre corpi aziendali, uno a S. Pancrazio Salentino, dove si produce il Salice Salentino, uno intorno a Brindisi con cento ettari di vigneto e un terzo a Carovigno, dove pero' non si coltiva uva. Un'azienda con un vasto mercato, come il nostro interlocutore ci spiega la produzione va per la gran parte all'estero, con buoni mercati in Svizzera e in Germania, negli Stati Uniti e in Canada. I vini: assaggiamo Il Salice Salentino Rosso 1997 "Vereto", un vino che fermenta in acciaio inox e matura poi sei-otto mesi in botte da cinquanta ettolitri; Negroamaro al 90% e Malvasia Nera compongono questo prodotto che in bocca è elegantissimo ed è caratterizzato da sensazioni dolci e rotonde e da aromi di ciliegia mescolati a note vanigliate. Tannini fini chiudono il vino che non è troppo lungo. Nella composizione del Brindisi Rosso DOC 1996 "Vigna Flaminio" è presente anche una percentuale (20%) di Montepulciano che tende ad arricchirne un po' la struttura. E' simile al Salice ma più complesso, anche se complessivamente meno intenso sul versante aromatico. Di nuovo un vino dalla bocca buonissima e rotonda, con un tannino un tantino più vivace. Veniamo infine al prodotto di punta dell'azienda, il Graticciaia. Questo vino, un Negroamaro in purezza di 14 gradi e mezzo, rappresenta un caposaldo dell'enologia meridionale (e non): l'uva, proveniente da antichi vigneti, viene raccolta in doppia vendemmia e sottoposta a selezione; viene poi messa al sole sui graticci per trenta giorni e perde così la metà del suo liquido. Un'usanza nata quando i contadini seccavano i fichi e mettevano un po' d'uva sulle stesse grate. L'annata 1994 che assaggiamo, dal colore rosso vivo, evidenzia al naso profumi di cilegia matura ed amarena. La bocca è piena, aggiunge note di prugna e mostra nel finale tannini appena un po' sopra le righe che comunque sono bilanciati dal grande corpo. Concludiamo la nostra conversazione
con il signor Lazzari, che lancia una invettiva sulla scellerata politica
delle estirpazioni finanziate dalla comunità europea che tanti danni ha
prodotto, specialmente al sud, sud che finalmente si è indirizzato verso
una riduzione della produzione limitando la quantità di uve per ettaro,
a tutto vantaggio della qualità. (rf & lb)
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