![]() | Vinitaly: Ronco del Gelso |
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Podere
Rocche dei Manzoni Gianfranco
Alessandria Cosimo Taurino Fratelli
Pecchenino Cantina
produttori Colterenzio |
Il commento:
Qui ci troviamo (si fa per dire visto che siamo a Verona) nellIsonzo friulano, una terra e una denominazione da non molto tempo sulla strada della piena valorizzazione per via dello stile e della pregnanza mostrati da alcuni suoi vini, che possono benissimo contrastare, pur nella diversità del carattere e degli stili, le blasonate denominazioni del Collio e dei Colli Orientali del Friuli. Ancora una volta quindi ci troviamo di fronte a un vignaiolo friulano, peraltro giovane, e ancora una volta ci troviamo alle prese con la timidezza, la pacatezza, lintroversione e una certa ritrosia non priva però di bonomia che mi pare traspaia da quella gente. Tantè, labitudine ormai si è fatta. Mi avvio dunque curioso allassaggio della ultimissima produzione ricordandovi e ricordandomi che lazienda è situata a Cormòns e dispone di circa 15 ettari di vigneto su cui trovano dimora uve bianche in prevalenza, se si escludono il merlot e il cabernet franc. Ai vini bianchi appunto la mia curiosità si è indirizzata. La scaletta proposta dal pacato padrone di casa parte con il Latimis 1998, un Isonzo Bianco realizzato nellannata in oggetto con Tocai Friulano (70%), Pinot Bianco (20%) e Riesling Renano (10%) che ha la caratteristica di svolgere completamente la malolattica dopo la prima fermentazione e di contare sullapporto del riesling renano (sia pure in piccola quantità) raccolto come vendemmia tardiva. Allocchio si presenta
paglierino netto di media consistenza e bella limpidezza.
Cambiamo registro (e vino)
con lassaggio del Riesling Ronco del Gelso 1999 che si mostra
giallo paglia chiaro, trasparente e assai consistente. Piccolissima verticale invece per quanto riguarda i conosciutissimi sauvignon della casa.
Chiudiamo la degustazione con lassaggio del Pinot Grigio Sot Lis Rivis 1999, le cui uve provengono esclusivamente dai vigneti situati in località Sot Lis Rivis, e la cui vinificazione procede in botti di rovere da 5 ettolitri sia nella fase fermentativa che post-fermentativa. Lannata 1999 si è fatta 5 mesi in tonneaux, laffinamento in bottiglia si protrarrà per i 5 mesi successivi. Il giallo è paglierino
non molto carico e assai corposo. In divenire pinot grigio
di alto lignaggio. La chiosa: Non nascondo certe difficoltà nellincontrare (cioè nel degustare) e nel giudicare con pieno senso della completezza e della oggettività vini dalla struttura forte e particolare come quelli di Ronco del Gelso in condizioni di estrema "immaturità" (stante la giovinezza), sensazione questa che accomuna molte esperienze degustative fatte sui vini (specialmente friulani) durante questa tornata di inizio millennio qui a Verona, in una stagione che non può permettersi (siamo agli inizi di aprile) di regalarci i nuovi vini (bianchi) pronti, equilibrati e armonici. Tutto questo si acuisce in particolare proprio nel caso dei vini di Giorgio Badin dove (il tema non è stato approfondito) mi par di notare uno stile particolare, soprattutto in fase di vinificazione, che porta a un carattere vegetale spinto, in prima gioventù io intendo. Se a questo aggiungiamo parametri molto alti in termini di sapidità, acidità e alcool (basta vedere il quadro cromatico dei vini assaggiati questanno) se ne ha che da un lato lapproccio olfattivo non è ancora sfumato né nitido, sia pure al variare dei vitigni, dallaltro che lapproccio gustativo è scalpitante e nervoso, certamente duro. La sostanza del mio chiosare sta in questo: che i vini bianchi di Ronco del Gelso abbiano più di altri bisogno del tempo come compagno di viaggio affinchè gli spigoli vengano smussati e la complessità aromatica dei vini, già indubbia in fieri, ne risulti esaltata. Solo allora (nel degustarli) si lasceranno apprezzare appieno nelle loro potenzialità finalmente disvelate e potranno quindi essere elevati al rango di vini di terroir. Non dimenticandoci che, e questo a mio giudizio, restano ancor oggi tra i vini friulani il cui tocco pare inconfondibile, e questo come si sa non soltanto è buon segno ma è (e sarà) radioso viatico. [fp] |
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