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L'azienda: Cantina Colli Amerini
Sede: Fornole di Amelia
(Terni)
Data assaggi: aprile 2000
Il commento:
L'attrazione verso alcuni
luoghi della terra, come quelli dell'Umbria per esempio (insieme alle
Marche oggi come oggi la regione del nostro centro che attira maggiormente
la mia curiosità enofila) mi ha portato spesso a pensare
e a sperare (d'istinto e non) che proprio da lì, da terre e denominazioni
cioè non tradizionalmente forti, potesse nascere qualcosa di nuovo,
vero, che sapesse unire il piacere della scoperta ai luoghi dove tale
scoperta prende vita e disdegnare per una volta dalle nicchie di
mercato, che in campo vinicolo soprattutto cominciano ad essere un po'
troppe.
Quale miglior auspicio in tal senso può regalarci una azienda vitivinicola
che si chiama Cantina Colli Amerini e che per sua natura
giuridica fa soc.coop.r.l.?
Ancora una volta è
opportuno dare i numeri: 650 soci conferitori, 550 ettari di superficie
vitata, 50000 quintali annui di uva prodotta da vigneti sparsi nella provincia
di Terni, un milione di bottiglie tra DOC Colli Amerini, Orvieto Classico
e Umbria IGT .
Ebbene questa verace e prolifica cantina sociale ha raccolto il guanto
di sfida nel nome della qualità: ha assunto un certo Riccardo Cotarella
nelle vesti di responsabile della produzione ed ha iniziato a sfornare
una serie di vini che la curiosità mi ha indotto ad incontrare
recandomi fin qua, nel piccolo stand allestito nel padiglione dedicato
alla Regione Umbria. Qui si è accolti da gentili e giovani signorine,
prodighe in attenzioni ed ascolto, perché vogliono carpire giudizi,
scoprire impressioni. Nella dolcezza dei gesti così come nei loro
modi timidi scorgi la bellissima ingenuità di chi non si monta
la testa e, inesperto e sincero, va incontro comunque ad un esame importante
ed atteso.
Il
primo vino chiesto all'assaggio è lo Chardonnay Rocca Nerina
1997, un Umbria Bianco IGT che deriva da uve omonime coltivate a cordone
speronato nei 6 ettari di giovane vigneto che stanno nei pressi di Amelia.
Macerazione a freddo con le bucce che si protrae per diverse ore, fermentazione
alcoolica in vasche d'acciaio inox, breve passaggio in barriques d'Allier
(4 mesi in media) più un lungo e doveroso affinamento in bottiglia
prima dell'uscita sono alcune delle caratteristiche tecniche distintive.
Nel bicchiere invece il Rocca Nerina 1997 è di
un giallo oro brillante e assai consistente. Al naso i profumi sono intensi
e abbastanza persistenti, ampii e nitidi, e sfoderano lodevole equilibrio
frutto/legno. Le cose però non sono altrettanto allettanti al palato,
dove il carattere oltremodo austero, la fragranza fruttata più
contenuta, che rimanda alla frutta secca, e l'apporto del rovere un po'
asciugante conferiscono sviluppo non disteso e approccio non totalmente
pregnante, nonostante la struttura ed il peso non manchino.
Per queste ragioni al momento dell'assaggio è un vino non proprio
equilibrato che sotto sotto dimostra di poter fare di più, stante
la materia prima. Da tenere d'occhio sarà anche nelle annate a
venire, che già questa sta sopra la media.
Passando
ai rossi degustiamo il Carbio 1997, prima scommessa targata Cotarella,
un Colli Amerini DOC di bella speranza uvaggio di merlot, sangiovese,
ciliegiolo e montepulciano d'Abruzzo che svolge malolattica ed affinamento
in barriques per almeno un anno poi una lunga bouquetizzazione
in bottiglia. L'età media dei vigneti è 15-20 anni e la
superficie di riferimento sta nei 15 ettari situati tra Sangemini, Narni
ed Amelia. Rosso rubino vivido e denso, presenta un naso fruttato, leggermente
empireumatico, tabaccoso, nitido e intenso, con sovrapposizioni frutto-rovere
in lodevole equilibrio L'aspetto fumé in bocca lo si risente
tutto, assieme all'avvolgenza, alla sapidità, alla struttura salda
e dinamica che sfociano in un finale abbastanza lungo e leggermente allappante,
di buon carattere per un vino appena pronto.
Infine,
ancora colorato di rosso ci appare il Torraccio 1997, un Sangiovese
dell'Umbria (igt) costituito da Prugnolo gentile allevato a cordone speronato
sui 10 ettari nel comune di Amelia e macerato 18 giorni in silos d'acciaio,
dopo di che il vino fa malolattica e affinamento in barriques per almeno
12 mesi poi staziona a lungo in bottiglia. Dell'annata 1997 di bottiglie
ce ne sono 12000. A pochi giorni dall'uscita ufficiale si colloca il mio
assaggio che vede un colore rubino carico e denso, un naso molto fine,
fruttato e ampio, con rimandi di piccoli frutti rossi, more, tostatura.
In bocca è estremamente elegante, di corpo, morbido, allo stesso
tempo sostanzioso e di aggraziata bevibilità, di buon dinamismo
e bell'equilibrio frutto-rovere, con quest'ultimo finalmente ben dosato.
Il finale è di carattere e lungo, perciò bello, come il
vino tutto.
La chiosa:
Che dire, certamente la
proposta offertami voleva sottintendere il meglio della enorme produzione
ma se le premesse stanno qui non ho nessun timore a sostenere futuro radioso
per questa cantina sociale, per la gioia dei 650 vignaioli che vi concorrono,
e questo valga d'auspicio anche per i vini più commerciali (che
già questi pure lo sono). La materia prima non manca, basta affilare
le armi e allora di Carbio e Torraccio
(soprattutto Torraccio) ne sentiremo riparlare eccome. In grande.
Ps: un occhio puntato ai prezzi, mi raccomando, lo dico ai consumatori.
(fp)
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