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Arriviamo allo stand di questo produttore piemontese all'ora di pranzo e ci accorgiamo felici che uno dei bei taglieri di formaggi e salumi tipici che girano nel padiglione LANGA-IN è appena atterrato sul tavolo. Ma non assaggeremo niente fino alla fine, per non guastarci la degustazione di questi importanti prodotti piemontesi. Insieme a noi è seduta una coppia giapponese che, gentilmente, non sparecchia completamente l'allettante tagliere.  

Al tavolo è Fabio Oberto, che ci serve i prodotti dell'azienda, situata a La Morra. Un'azienda familiare, con una produzione di circa 55.000 bottiglie e venti anni (dal 1979) di produzione di qualità. Molto basse le rese per ettaro, 40 quintali che scendono a 30 per il barolo.

Il primo vino è il Dolcetto d'Alba 1999, 14 gradi alcolici come del resto tutti gli altri prodotti (!), e un colore violaceo limpido. Vinificato in acciaio, ha aromi molto penetranti e floreali in cui si riconosce l'iris. Al gusto si presenta equilibrato, con un corpo medio, buona concentrazione e tannini fini e piacevoli.

Rimaniamo sul Dolcetto, assaggiando il Dolcetto d'Alba S.Francesco 1999, un cru che si presenta simile al precedente ma con un frutto decisamente più vivace.

Il Barbera 1999 ci colpisce particolarmente, vinificato in acciaio e passato per il 30% in botte grande si presenta con un belllissimo colore rubino e aromi di ciliegia. In bocca è veramente rotondo ed equilibrato, notevole l'eleganza e la presenza del frutto. Lo annotiamo tra i nostri preferiti.

Barbera Giada 1998. Un vino di diversa concezione, più moderno potremmo dire, senza dare alcun connotato di merito all'aggettivo. Elevato per 18 mesi in barrique nuove, ha un impatto più austero, sui toni terziari del legno e come dote principale una grande morbidezza e un finale lungo anche se completamente terziarizzato.

E concludiamo con i Baroli, due prodotti vinificati nello stesso modo, per il 50% in acciaio e il 50% in barrique, ma provenienti da vigne diverse. Il Barolo 1996 vigneto Albarella colpisce per i netti sentori di rosa e la dolcezza degli aromi, è corposo all'assaggio e con tannini abbastanza evidenti seppur piacevoli. Abbastanza diverso il Barolo 1996 vigneto Rocche che, provenendo da una vigna più vecchia e meglio esposta si presenta con aromi più intensi e fini, giocati sulla frutta matura. In bocca è decisamente più strutturato ma con tannini ancora da portare a regime. Un bel vino da invecchiare.

Finalmente ci gettiamo sul cibo...

 

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