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Barbera, il gusto
del territorio Eccoci alla seconda (ed ultima) parte di questa "cavalcata" fra le Barbere proposte nella manifestazione di Costigliole d'Asti. Saranno qui descritti i prodotti "superiori", o forse è meglio dire quei prodotti che subiscono una più lunga permanenza in botte, spesso in botte piccola, che escono più tardi e che costano un pochino di più. Sono chiaramente prodotti più complessi, spesso di maggior struttura nei quali gli esiti dell'affinamento in legno sono piuttosto variabili: in alcuni casi sono seducenti, aggiungendo raffinate nuances e dolcezze ad un frutto ben riconoscibile; in altri sovrappongono coperture tostate ad un prodotto che non sa sopportarle; in altri ancora rendono poco riconoscibile l'uva di partenza. Comunque, come si sa, su questo problema si è parlato e si parla molto; in ogni caso tutto è ancora in movimento e il lavoro e l'esperienza saranno preziosi per la migliore valorizzazione di questo bel vino. Iniziamo con la Barbera d'Asti Superiore 1998 della Cascina Ciuchè di Dogliotti (15m) che si presenta di colore rubino, naso maturo con spunti carbonici, intenso e complesso. In bocca notiamo un bel frutto pulito e una conclusione in cui l'apporto del legno ci sembra leggermente eccessivo. Troviamo "verace" la Barbera d'Asti Superiore I Cipressi della Court 1998 di Michele Chiarlo (17m). Gli aromi sono tipici e intensi, con sfumature acidule che ricordano il ribes. Al gusto il vino è pulito e secco, di medio corpo. La Barbera d'Asti Superiore Monte Venere 1998 dell'Azienda La Caudrina (24m) mostra colore rubino, naso acidulo e fresco. In bocca emerge una tostatura notevole che sommerge il corpo non imponente; la Barbera d'Asti Superiore Samsì 1998 dell'Azienda Scagliola (23m) è rubino purpurea e si nota per gli aromi aciduli di ribes e cipria. Brusca al gusto, ma di bel corpo, pieno e intenso. Di Cascina Castlet assaggiamo la Barbera d'Asti Superiore Passum 1998 (30m), è di colore rubino brillante e si caratterizza al naso (non intensissimo) per note speziate (sentiamo il pepe); ha una bella bocca pastosa (si sente bene la ciliegia) ammorbidita da note di vaniglia, la componente acida in evidenza e un finale di media lunghezza un pochino amarognolo; la Barbera d'Alba Giada 1998 di Andrea Oberto al naso è floreale ed elegantemente speziata (spezie verdi che ci appaiono insolite per il vitigno), e sorprende per i profumi atipici di frutti dolci e quasi esotici. In bocca è saporita e concentrata, la troviamo più varietale anche se predomina la speziatura del legno, con la componente acida in evidenza e un finale ampio e lungo. Ed eccoci alla Barbera d'Alba Vittoria 1998 di Gianfranco Alessandria (40m). Questo vino ci è sembrato discostarsi alquanto dalla "media" degli altri, e il vitigno protagonista di questa rassegna ci è parso subire una trasformazione piuttosto radicale provocata dalla grande carica di estratti e la forte marcatura data dal legno. Al naso abbiamo infatti sentito affiancarsi alla frutta rossa una forte speziatura (liquirizia e catrame); in bocca, di corpo medio, solo nel finale piuttosto lungo veniva fuori forse nella maniera più evidente un ritorno fruttato di buona limpidezza. Di Batasiolo abbiamo assaggiato la Barbera d'Alba Sovrana 1998 (15m). Ad un bel naso (frutta matura e cenni di cioccolato) segue una bocca un po' deludente; ci si sarebbe aspettati più spinta, mentre ci si ritrova con una certa magrezza ed una chiusura piuttosto rapida, mentre la Barbera d'Asti Superiore La Generala 1998 di Bersano&Riccadonna (45m) presenta al naso bei profumi floreali, minerali e di frutti di bosco (ribes) di grande freschezza. In bocca è vellutata, dolce, piena, forse appena stucchevole su toni di ciliegia matura. Finale di media lunghezza. La Barbera d'Asti Vigna More 1998 di Vigne Uniche di Alfiero Boffa (affinata in tonneau 16,5m), ci si mostra di colore rubino cupo, e mette in evidenza un naso fine ed espressivo con profumi su toni floreali, di frutta rossa, sentori balsamici e di menta di grande suadenza. In bocca, dove si staglia un bel frutto persistente e vellutato, è polposa e piena, con una chiusura degna delle premesse. Ancora di Vigne Uniche sentiamo La Barbera d'Asti 1997 Collina della Vedova (affinata in barrique, 21m) si presenta di colore porpora cupo e con profumi di piccoli frutti rossi. Vino intenso e vaniglioso sia al naso che al gusto, e di bella freschezza e vivacità, elegante. La Barbera d'Asti Bricco della Bigotta 1998 di Braida (50m), campione di botte di un prodotto (affinato in barrique) che uscirà a Settembre 2001, è al naso intensa, anche se forse ancora non perfettamente a fuoco; in bocca è comunque concentrata, con una bell'amalgama di frutto e apporti terziari del legno, con solo qualche eccesso di toni vanigliati. Morbidezza e struttura ne fanno un bel vino. La Barbera d'Alba Bricco delle Viole 1998 di Cabutto Tenuta La Volta (affinato in barrique, 19m) ci si è presentata al naso con profumi di frutta cotta e prugna. In bocca ci è sembrata potente, ma al contempo di buona bevibilità e succosità. Un tantino astrigente nel finale, di media lunghezza. La Barbera d'Alba Bricco San Biagio 1998 di Ciabot Berton (anch'essa passa in barrique, 24m) è estremamente fine ed elegante al naso, con le sue note di spezie verdi e foglia di menta. In bocca è più "rude", concentrata e liquiriziosa, poco sfumata, con note un tantino crude e con una chiusura di media lunghezza. Di Cascina la Ghersa sentiamo La Barbera d'Asti Superiore La Vignassa 1998, affinata anch'essa in barrique (38m): all'olfatto presenta uno spettro aromatico ampio, che va dai fiori alle spezie, al ribes e alla ciliegia, oltre ad una percepibile nota vanigliata. In bocca è coerente, sufficientemente piena e saporita, con un finale un tantino astringente. Eccoci ai prodotti di Luigi Coppo. La Barbera d'Asti Camp du Rouss 1998 non ci si mostra intensissima al naso, tuttavia di bella ampiezza, con note floreali, di frutta rossa, cenni minerali e di rabarbaro. In bocca ha corpo medio-pieno, e mostra ancora un bel frutto. La Barbera d'Asti Pomorosso 1998 ci presenta invece un naso dominato un po' troppo dai toni della vaniglia; in bocca il frutto riesce a venire fuori meglio, sempre comunque mescolato in un melange in cui l'impronta dolce del legno si fa sentire. Di Matteo Correggia assaggiamo la Barbera d'Alba Marun 1998 (affinata in barrique, 30m). Il colore è rubino piuttosto cupo; sia al naso che in bocca il frutto è in bella evidenza, anche se al palato la componente acida e tannica sopra le righe ci sembra rovinino un po' la beva. Momenti di grande soddisfazione ci ha dato la bellissima Barbera d'Asti Superiore Montruc 1998 di Franco M. Martinetti, affinata anch'essa in barrique. Il naso è di grande eleganza, e presenta note floreali molto penetranti, abbinate in modo non perfettamente fuso a sfumature vanigliate. Questa "ambiguità" è risolta in modo supremo in bocca dove il vino mette in evidenza bel frutto e assoluta freschezza, spontaneità, vivacità e succosità. I vini di Martinetti (anche la Barbera di cui si è parlato nella prima parte) ci hanno ricordato quei grandi violinisti che non lasciano indovinare il grande lavoro che c'è alle spalle quando suonano con naturalezza lo strumento. Insomma, grande spontaneità costruita con grande sapienza. Di Renato Ratti-Villa Pattono sentiamo la Barbera d'Alba Torriglione 1998 (20m), di colore rubino e naso tipico, sui toni floreali affiancati a spunti di ribes e vaniglia. In bocca il vino è fresco e pulito e di bella beva acidula. La Barbera d'Alba 1998 Ciabot Du Re dei Fratelli Revello (32m) ha un bel color rubino e intensi profumi floreali e vanigliosi. Al gusto il vino è secco e pulito, dominato da note terziarie il finale. La Barbera d'Asti Superiore Acsé 1998 di Franco&Mario Scrimaglio (29m) è porpora di colore e presenta profumi penetranti, in cui emergono toni di cipria su un frutto un po' chiuso; bella la pulizia. La Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serra presenta la Barbera d'Asti Superiore 1998 (9,5m), dal colore rubino chiaro e dai profumi vinosi. Piacevole e beverina, di medio corpo. La Barbera d'Asti Superiore 1997 di Baldi Pierfranco (7,3m) è di colore rubino un po' spento anche se marcato; naso penetrante con spunti liquiriziosi un po' ridotti. Un po' sfuggente al gusto anche se mediamente intensa. Di La Garibaldina assaggiamo la Barbera d'Asti Superiore Calla delle Mandrie 1998 (18m), dal colore rubino vivo e naso terziario (cuoio). Intensa al gusto ma un po' sbilanciata nel finale secco e tabaccoso. La Barbera d'Asti Superiore La Romilda 1998 de L'Arbiola (30m) è rubino chiaro e emana dolci aromi di ciliegia. Di medio corpo, elegante e morbida, non complessissima. Rubino chiaro è anche la Barbera d'Asti Superiore Podere S. Antonio 1998 di Livio Pavese (110), che troviamo chiusa olfattivamente, anche se percepiamo tenui profumi di frutti rossi. Al gusto è semplice e poco sapida. La Barbera d'Alba Superiore 1998 La Rossa della Tenuta Il Falchetto (22m) presenta colore rubino poco vivo e profumi penetranti ma non ampi. Magra al gusto. Dei F.lli Beccaris la Barbera D'Asti Superiore 1998, affinata in barrique (22,5m), porpora al colore e ciliegia matura al naso. La bocca è morbida e lunga, sorretta da un frutto spiccato e un finale robusto, assai piacevole; la Barbera d'Asti 1998 di Vigna del Sole di Dario Cocito (affinata in barrique, 14m) è rubino vivo e profuma di frutti rossi dolci. Di buona struttura olfattiva e gustativa, è morbida e matura ma con un finale in cui percepiamo una leggera riduzione. La Barbera d'Asti 1998 Pian Bosco di Karin&Remo Hohler (21,6m), affinata in barrique, presenta un colore rubino intenso e profumi molto tipici: floreali e di discreta intensità. Un vino che si beve molto bene, con una bocca morbida e lunga, piacevolmente acidulo nel finale. Profumi un pochino cotti e con cenni di riduzione ci è sembrato di percepire nella Barbera d'Alba Vigna Gattere 1998 di Mauro Molino, confermati anche in una bocca di corpo medio e dalla chiusura dolce e vanigliosa; la Barbera d'Asti Superiore Emozioni 1998 della Tenuta la Tenaglia (affinata in barrique, 40m) ci è sembrata francamente un po' troppo terziarizzata sia al naso che in bocca, sui toni prevalenti di caffè. Di Mauro Veglio ecco la Barbera d'Alba Cascina Nuova 1998 (barrique, 35m), elegante nei suoi toni floreali (viola). In bocca ci colpisce per un attacco saporito veramente immediato, in cui ritornano i caratteri aromatici sentiti all'olfatto, e per una bella concentrazione in cui si percepiscono note liquiriziose. La Barbera d'Alba Bricco delle Viole 1998 di Vajra si mostra elegante e floreale al naso (viola). In bocca è intensa, coerente col naso, concentrata, succosa e si beve molto bene. Di Gianni Voerzio sentiamo la Barbera d'Alba Ciabot della Luna 1998. I profumi sono di frutta nera, cioccolato e inchiostro. In bocca è succosa anche se un tantino astringente, mentre i profumi della Barbera d'Asti Superiore Bricco Dani 1997 di Villa Giada (34m) sono dominati dalla componente terziaria data dal legno (cioccolato in testa). Neanche in bocca ci pare brillare per vivacità del frutto, nell'ambito di un corpo medio e di chiusura piuttosto rapida. La Barbera d'Asti Superiore La Quercia 1997 ancora di Villa Giada (23,3m) è rubino vivo e all'olfatto vincono i profumi dolci e vanigliosi. Non molto espressiva al gusto dove il corpo è medio e breve la persistenza. La Barbera d'Asti La Crena 1997 di Vietti (barrique, 35m) mostra profumi di prugna cotta al naso. In bocca ha bella sostanza e componente acida in evidenza. Stessa caratteristica per la Barbera d'Asti Superiore La Marescialla 1998 di Agostino Pavia e Figli (22m, affinata in barrique), caratterizzata da profumi floreali intensi. E infine, fra i "blend" proposti nella manifestazione, nei quali al barbera si affiancano altre uve, abbiamo assaggiato: il Monferrato Rosso Il Bacialè 1999 di Braida (contiene 50% Barbera e 50% Pinot Nero, affina in barrique, 19m), dove la presenza del vitigno francese conferisce al vino leggerezza e spontaneità di frutto; il Monferrato Rosso Sul Bric 1998 di Franco M. Martinetti, affinato in barrique, che ci colpisce per la grande persistenza dei profumi di bella eleganza su tonalità floreali e accenni vegetali, che si ripropongono anche in bocca assieme a note di liquirizia; infine il Langhe Rosso Brumaio 1997 di San Fereolo (25m) presenta colore rubino cupo, e profumi di amarena e prugna matura. In bocca ha corpo medio, acidità in evidenza, grande frutto e bella succosità. (lb&rf)
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