Concorso enologico a Terricciola
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i vini esteri


I vignaioli trentini riuniti a Bologna: i vini bianchi, i rossi

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Chianti Classici alla Certosa di Firenze
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Benvenuto Brunello 2001
parte prima
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La distribuzione Hèureka in mostra

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PisaVini 2000:
i pisani più schietti

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Alla Corte del Vino 2000

I vignaioli altoatesini riuniti a Laimburg: i bianchi e i rossi assaggiati
Concorso enologico a Terricciola

Settembre Gaiolese 2000
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Il concorso "Grappolo d'oro" a Terricciola


Domenica 17 Settembre si è tenuta presso Terricciola la 38^ festa dell'Uva e del Vino. La manifestazione si è svolta in parte nel paese e in parte presso la Badia Camaldolese della vicina località di Morrona, dove erano presenti con i loro stand le maggiori aziende della provincia di Pisa, e una buona rappresentanza di aziende della lucchesia e della Strada del Vino Costa degli Etruschi (Val di Cornia, Suvereto).


Nel parco della badia erano presenti stand di prodottori locali, presso i quali si potevano assaggiare, fra le altre cose, insaccati di carne di struzzo, pecorini della zona di Volterra, un grande assortimento di salumi a cura della Antica Salumeria Toscana di San Giovanni alla Vena (PI) e dolci di vario tipo.

Nell'ambito della kermesse si è svolto un concorso enologico, chiamato il Grappolo d'oro, che ha visto confrontarsi i rossi dell'annata 1999 e rossi di livello più importante delle annate 1997 e 1998 delle zone presenti alla rassegna. La commissione, composta da cinque elementi fra i quali ricordiamo Ernesto Gentili, Leonardo Romanelli (Slow-Food Arcigola) e Paolo Valdastri (Consorzio del Vino Costa degli Etruschi), ha valutato i vini in batterie coperte, assegnando punti in centesimi e stilando la classifica in base alla media dei punteggi.

Dapprima sono stati esaminati i rossi d'annata 1999 in due batterie da cinque vini ciascuna, e i migliori delle due batterie si sono affrontati in una "finalina".

Poi è venuta la volta dei rossi "importanti" esaminati in tre batterie da quattro vini (con il sangiovese protagonista) ed una quarta di sei vini a base di vitigni alloctoni. Anche in questo caso il prodotto giudicato migliore di ogni batteria è stato messo da parte per una successiva "finale". In generale (anche se con qualche eccezione) i giudizi sono stati abbastanza uniformi.

La competizione fra i rossi importanti ha visto classificarsi al primo posto il Nambrot 1998, Merlot in purezza della Tenuta di Ghizzano (Ghizzano di Peccioli - PI), con una media di punteggio di quasi 86/100 (anche se un paio di giurati gli hanno assegnato 89/100). I profumi, che affiancano i piccoli frutti rossi ad una elegante speziatura preludono ad una bocca piena, dolce (dolcissima nel finale), morbida e fitta.
Al secondo posto si è classificato l'A Sirio 1998 (sangiovese con piccole percentuali di cabernet sauvignon) dell'azienda San Gervasio (Palaia - PI) con circa 85/100 di media, e con i giurati piuttosto compatti nella valutazione numerica. Al naso si avvertivano note di caffè e cioccolato con sfumature vegetali di grande eleganza (rabarbaro); in bocca il vino era elegante e di bella sostanza.
Terzo classificato, lo Scasso dei Cesari 1998, sangiovese con piccole percentuali di merlot della Tenuta di Valgiano (Capannori - LU) dal colore assai fitto e che presentava al naso toni di frutta rossa con caratteri surmaturi, la cui sostanza si imponeva bene. In bocca presentava un bell'attacco, era concentrata con un finale un po' troppo liquirizioso e un'acidità leggermente sopra le righe a penalizzarlo. Media di punteggio fra 82 e 83/100.
Ha sfiorato gli 82/100 il quarto classificato, il Varramista 1998 (syrah 90% e 10% fra sangiovese e merlot) dell'omonima azienda (Montopoli Val d'Arno - PI), di buona complessità olfattiva giocata sul pepe del vitigno principale, la frutta rossa e note caffeose. In bocca colpiva per la sua piacevole e fresca bevibilità.
Ha raggiunto gli 81/100 il Dulcamara 1997 (cabernet 90%, merlot 10%) de I Giusti e Zanza vigneti (Fauglia - PI), di colore rubino pieno, con una bella frutta rossa a sovrastare una pur presente nota vanigliosa.
Con pressoché lo stesso punteggio medio si è classificato il Rosso di Cercatoja 1997 della Fattoria del Buonamico (Montecarlo - LU), assemblaggio di sangiovese, cabernet, merlot e syrah. I suoi profumi andavano all'inizio un po' "scavati", ma il frutto veniva poi fuori bene; in bocca aveva buona struttura, e pur non avendo una grandissima materia si presentava maturo e ben fatto. Fin qui primi sei classificati, che sono poi stati oggetto di degustazione guidata in un "Laboratorio del gusto" di Slow-Food Arcigola.

Menzioniamo poi gli altri due vini che hanno raggiunto gli 80/100: il Barbicone 1998 dei Fratelli Russo (Suvereto - LI), Sangiovese con aggiunte di canaiolo e colorino, e il Castellaccio Rosso (Fattoria l'Uccelliera, Fauglia - PI), sangiovese e cabernet sauvignon.

Nella categoria dei rossi di annata si è imposto a sorpresa (data la qualità delle aziende presenti) il Chianti Colline Pisane "Il Ceno" 1999 delle Sorelle Palazzi, una radicata e storica azienda del comprensorio pisano (Morrona) contraddistinta dai "sobri" metodi di vinificazione (cemento per il Chianti "base" e legno grande solo per la riserva). Questo vino (76/100 il punteggio medio) si è presentato con un colore rubino-violaceo; i profumi erano di frutta matura di buona dolcezza e in bocca è stato trovato morbido, vellutato e solo nel finale un po' allappante. Il fatto di essere già un vino pronto ed espressivo lo ha di certo avvantaggiato su altri prodotti, magari di maggiore sostanza, ma che fanno ancora fatica ad aprirsi.

[rf]

Foto: Interno della Badia, Assaggi nel parco, Premiazione di Ginevra Venerosi Pesciolini (Tenuta di Ghizzano) per il Nambrot 1998.

 

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