"Vino
è piacere...". Ed è proprio il caso di dirlo! (I)
Si fa presto a dir Vin
Santo!
Girovagare enoico a Villa Le Corti (prima
e seconda parte)
Cronache dal Winecellar Day di Johann Innerhofer:
i vini esteri
I vignaioli trentini riuniti a Bologna: i
vini bianchi, i rossi
Degustazioni
e 40 bianchi italiani alle giornate versiliesi
del vino
Chianti Classici
alla Certosa di Firenze
parte prima
parte seconda
Benvenuto Brunello 2001
parte prima
parte seconda
parte terza
La distribuzione Hèureka
in mostra
Barbere a Costigliole d'Asti, parte
prima e parte
seconda
PisaVini 2000:
i pisani più schietti
Bologna: La giornata
degli Champagne
Alla Corte del Vino
2000
I vignaioli altoatesini riuniti a Laimburg: i
bianchi e i rossi
assaggiati
Concorso enologico a
Terricciola
Settembre
Gaiolese 2000
In archivio
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Eccoci
quindi ai rossi, partendo dai più delicati e floreali Pinot Neri,
di alcuni dei quali avevamo già parlato in occasione del Vinitaly
passato.
Siamo sempre all'azienda Haderburg e ci viene offerto Il Blauburgunder
Hausmannhof 1998, che invecchia in barrique usate e si presenta con
un colore rubino chiaro. I profumi sono di confettura di ciliegia e rabarbaro,
assai persistenti. In bocca l'attacco è fulmineo, è pieno
e lunghissimo ripresentando nel finale persistenti sentori di ciliegia.
Bel vino.
Il Blauburgunder Hausmannhof Riserva 1997, è invecchiato
per due anni in barrique nuove. Il colore è più vivo e i
profumi, in linea con l'annata più recente, più concentrati;
ha soprattutto un frutto molto spiccato, con sentori di china e ciliegia
che restano a lungo in bocca.
Un
altro Blauburgunder 1998 viene da Ignaz (ed Elisabeth) Niedrist,
5 ettari presso Girlan/Cornaiano; è un vino che non colpisce particolarmente
al naso, dove si sente in particolare la componente alcolica, ma in bocca
va molto bene, con un bel frutto in evidenza. Elegante ma non particolarmente
concentrato, discretamente lungo. Il Merlot 1998 della stessa azienda
è di colore rubino vivo e sprigiona aromi pepati e persistenti
di media intensità. Sfumature di ribes in una bocca sapida e di
buona struttura, ne fanno un prodotto interessante anche se notiamo una
marcatura terziaria un po' troppo evidente nel finale.
La schiava è un vitigno da rivalutare
secondo molti dei produttori presenti, e anche secondo noi, vista l'estrema
piacevolezza che i vini prodotti con quest'uva riescono spesso a raggiungere.
Questa impressione ha una bella conferma allo stand di Baron Widmann
(Andreas Widmann, 15 ettari presso Kurtatsch/Cortaccia). Il
Vernatsch 1999 di questa azienda è appunto un vino dal colore
rubino chiaro e aromi floreali molto piacevoli. Fresco, fruttato e speziato,
non ha una grande struttura ma una piacevolissima beva. Naturalmente più
complesso il Cabernet-Merlot Rot 1998, invecchiato per oltre 15
mesi in barrique. Il colore rubino un po' spento ed evoluto non farebbe
presagire molto bene, ma già al naso il vino si mostra elegante,
con un giusto equilibrio tra frutta rossa e cuoio, spunti vegetali e tabacco.
Al gusto il vino non è potente e il corpo è solo medio,
ma il finale è assai lungo, sui toni della ciliegia e liquirizia.
Da
Stroblhof, di Rosmarie Hanni e Andreas Nicolussi-Leck, 3 ettari
vitati ad Eppan/Appiano, assaggiamo il Blauburgunder 1997 che esce
dopo due anni di cantina, 14 mesi dei quali sono passati dentro barrique
usate. Il colore è rosso tenue e i profumi sono elegantemente floreali,
anche se appaiono un po' crudi, in bocca ha una acidità piuttosto
spiccata e non molto piacevole. Assaggiamo anche la Riserva 1997
che non è ancora in vendita visto che esce dopo tre anni. Al naso
è più matura della versione base, la bocca è ancora
un po' acida ma discretamente strutturata, e un surplus di dolcezza fa
sì che la sua eleganza prenda più corpo.
Passiamo all'azienda Untermoserhof
di Georg Ramoser (3,8 ettari a Santa Maddalena - Bolzano), produttore
decisamente "rossista". Infatti, a parte uno Chardonnay che non abbiamo
assaggiato, presenta tre rossi tipicamente altoatesini, e in particolare
due "bolzanesi".
Il
St. Magdalener Klassich 1999 è di colore rubino chiaro
acceso e decisamente fruttato al naso. Fresco e bevibile, solo leggermene
ruvido il tannino finale. Il Lagrein 1998 Riserva invecchia per
un anno in barrique e uno in botte grande. Rubino vivo limpido, meno concentrato
di come solitamente sono i lagrein, sprigiona sentori di pepe e risulta
un po' acido al gusto e non molto complesso. Il Merlot 1998 è
di un bel rubino e decisamente varietale al naso, dove si sente anche
un tocco di pepe. Gusto erbaceo e pulito, con acidità evidente
e bella vivacità del frutto; amarognolo il finale.
Eccoci a Ansitz Waldgries (4,8 ettari
vitati presso St. Justina/S. Giustina, Bolzano), di Heinrich e Christian
Plattner. Solo una veloce visita da questo produttore che già conosciamo
bene per assaggiare nuovamente il suo Lagrein Riserva 1998. Colore
rubino concentrato tendente al violaceo, profumi marcati anche se non
intensissimi, bocca gustosa e piena e finale elegante e tannico. Lungo
e sapido.
Della
Tenuta Manincor, di Michael Graf Goess-Enzenberg e Thomas Teibert,
33 ettari presso Kaltern/Caldaro, assaggiamo il Kalterer See Auslese
1999 (Lago di Caldaro), prodotto, ricordiamo, con uve schiava. E'
rubino limpido e ci viene servito fresco. Ha una notevole facilità
di bevuta e begli aromi floreali. Ridotti i tannini, tanto che lo si può
bere a questa temperatura ed è consigliato anche sul pesce alla
griglia.
Passiamo poi al Blauburgunder Mason 1998, dal colore rubino chiaro
assai vivo, che ha profumi mediamente intensi, eleganti e fragranti di
carattere prevalentemente floreale. In bocca il vino è coerente,
il frutto è assai vivo e la struttura discreta, innervata nel finale
da tannini di giusto spessore.
Passiamo a Steflhof, di Georg e
Ruth Andergassen e di Monica Rabanser, 2,3 ettari vitati sempre presso
Kaltern/Caldaro. Il loro Lago di Caldaro Classico 1999 presenta
il solito colore rubino scarico ed è un vino corretto, con delicati
profumi di ciliegia. Assaggiamo poi
un vino poco diffuso, il Grauvernatsch 1999, ossia la schiava grigia.
Ottenuto da uve di vecchi vigneti poco produttivi, presenta colore cerasuolo,
assai tenue, e aromi piacevoli e mediamente intensi su toni dolci. In
bocca si rivela non molto intenso ma di discreta lunghezza. Un'ennesima
variazione sul tema della bevibilità che caratterizza questo vitigno.
Il Merlot 1998 è dolce al naso e in bocca; è un vino
dal bel frutto, senza cenni vegetali, a cui la barrique fornisce una bella
morbidezza. Il Merlot 1997, di cui sono rimaste un numero irrisorio
di bottiglie, e questo rende encomiabile la scelta di presentarlo in degustazione,
si mostra coerente con l'annata successiva, senza che si percepisca il
minimo indizio di evoluzione.
Di
Glogglhof (Franz Gojer, 3 ettari vitati a Santa Maddalena - Bolzano)
sentiamo il Lagrein Dunkel Riserva 1998, che ci è sembrato
ancora un po' chiuso al naso, magro e tannico in bocca.
Fino a questo punto i vini sono stati assaggiati
presso gli stand dei produttori, e le sensazioni arricchite da piacevoli
scambi di idee. Quando però la "caverna" si è fatta affollatissima,
abbiamo preferito trasferirci in una saletta di degustazione a cui avevano
accesso gli operatori e dove ogni azienda aveva presentato solo due dei
suoi prodotti. Il clima, decisamente più rilassato, ci ha permesso
di concludere le degustazioni con calma, anche se privati del fecondo
contatto col produttore. Ecco i risultati dei nostri assaggi.
Il
Lagrein-Cabernet Klaser 1998 di Weingut Niklas (2,5 ettari
vitati presso Kaltern/Caldaro di Josef e Dieter Sölva) è un
vino decisamente concentrato, di un rubino violaceo impenetrabile e aromi
aciduli di frutta nera, etereo e penetrante. Impatto dolce al gusto, con
il frutto resta un po' coperto dalla vaniglia. Peccato che i tannini arrivino
così presto a chiudere la bocca.
Il
Merlot-Cabernet Iugum 1998 di Peter Dipoli (3,6 ettari
presso Leifers/Laives) si presenta con un colore rubino violaceo, al naso
si rivela assai terziarizzato (caffe) su note erbacee. L'ossigenazione
stempera comunque le note vegetali che restano lievi al naso. Non troppo
concentrato, in bocca ha comunque un buon frutto, non privo di freschezza.
La chiusura è dolcemente tannica.
Il
Cabernet 1998 di Popphof è composto da 70% di Cabernet
Sauvignon e 30% di Cabernet Franc (segnalato inequivocabilmente dai profumi
di peperone), affinato un anno in barrique e sei mesi botte grande, si
mostra rubino vivo e non nasconde le sue note anche un tantino crudamente
vegetali. In bocca è fluido, ha grande personalità e ricchezza
di sostanza, è molto vivo. Un leggero sbilanciamento alcolico non
sciupa la vitalità del prodotto che risulta assai piacevole e "verace".
Cabernet
Sauvignon Riserva 1998 di Thurnhof (Andreas e Hans Berger,
2,5 ettari presso Bolzano). Rosso cupo un po' spento, il vino è
molto ben sviluppato aromaticamente, intenso e persistente su toni di
rabarbaro e vaniglia. Meno piacevole in bocca a causa di un finale decisamente
tannico e un po' acido.
Di
Loacker-Schwarhof (Hayo e Rainer Loacker, 7 ettari presso Bolzano)
assaggiamo il Cabernet Riserva Kastlet 1997. Il vino si presenta
con una leggera unghia aranciata e anche i profumi denotano evoluzione,
sono aromi un po' cotti ma comunque persistenti. In bocca sono evidenti
le note di liquirizia e il vino è morbido e sapido, ma sottotono
nel finale.
Il
Cabernet Sauvignon 1997 - Baron Dürfeld Giovanelli (12,8
ettari di Christian Dürfeld-Giovanelli e Gräfin Isabella Costanzia
di Costigliole presso Kaltern/Caldaro) mostra un colore rosso scuro
spento e bei profumi dolci di frutta. Al gusto il vino è poco concentrato
ma piacevole, fruttato, di buona dolcezza e giustamente vegetale.
Ed
eccoci a due vini abbastanza fuori schema prodotti da Erbhof Unterganzner
(di Josephus e Barbara Mayr, 6 ettari presso Kardaun/Cardano), il Compostion
Reif 1998, un vino da tavola composto all'80% da Cabernet e al 20%
di Lagrein e il Lamarein 1998. Il
primo vino, più che per composizione si diversifica per la chiara
impostazione da vino da meditazione. Alta concentrazione, rubino cupo,
aromi di frutta rossa e nera privi di ogni vegetalità e un gusto
dolce, persistente e intenso ne fanno un vino che ben impressiona. Morbido
ed equilibrato, forse solo un po' caldo (alcolicamente) e con un bellissimo
finale tannico.
Qualità portate all'eccesso nel
Lamarein 1998, prodotto con uva lagrein diradata al 50%
e passita sui graticci dopo una vendemmia comunque tardiva. Il vino, invecchiato
per diciotto mesi nel rovere, è decisamente nero, anche se limpido.
All'esame olfattivo risulta intenso e persistente, con sentori di confettura
di more e un leggero eccesso alcolico; è concentrato, buono e dolce
in bocca con le sue note di cioccolato, con un finale potente e tannico
e un residuo zuccherino che ne fanno un vino da meditazione, una sorta
di amarone altoatesino. Un'altra bella prova per questo vitigno in sicura
ascesa qualitativa.
E concludiamo con un assaggio di vini dolci.
Il Tafelwein Weiss 1998 di Popphof è un moscato giallo
vendemmiato il 10 novembre e appassito fino ad aprile, poi stagionato
in rovere e imbottigliato da pochi giorni. Color giallo oro, aromi di
frutta secca e miele, un vino molto dolce e piacevole, con una speziatura
moderata, molto sapido e lungo.
Il
Dorado 1997 dell'Ansitz Kränzel (di Franz Graf Pfeil
e Steffi Gräfin Pfeil, 5,5 ettari presso Tscherms/Cermes) è
invece prodotto con pinot bianco e si presenta più complesso al
naso. Sempre dolce ma con note balsamiche e marine. Al gusto è
meno zuccherino e ben bevibile, ancora balsami e spezie su una base eterea,
molto piacevole.
lb & rf
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