"Vino
è piacere...". Ed è proprio il caso di dirlo! (I)
Si fa presto a dir Vin
Santo!
Girovagare enoico a Villa Le Corti (prima
e seconda parte)
Cronache dal Winecellar Day di Johann Innerhofer:
i vini esteri
I vignaioli trentini riuniti a Bologna: i
vini bianchi, i rossi
Degustazioni
e 40 bianchi italiani alle giornate versiliesi
del vino
Chianti Classici
alla Certosa di Firenze
parte prima
parte seconda
Benvenuto Brunello 2001
parte prima
parte seconda
parte terza
La distribuzione Hèureka
in mostra
Barbere a Costigliole d'Asti, parte
prima e parte
seconda
PisaVini 2000:
i pisani più schietti
Bologna: La giornata
degli Champagne
Alla Corte del Vino
2000
I vignaioli altoatesini riuniti a Laimburg: i
bianchi e i rossi
assaggiati
Concorso enologico a
Terricciola
Settembre
Gaiolese 2000
In archivio
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Eccoci
agli assaggi dei vini della Freie Weinbauern Südtirol, che in linea
di massima hanno seguito l'ordine geografico con cui si presentavano i
produttori.Solo in linea di massima però, visto che abbiamo voluto
separare l'assaggio dei vini bianchi dai rossi. Siamo quindi partiti dalle
regioni più settentrionali, la Val d'Isarco e la Val Venosta, dove
sicuramente la produzione si concentra sui vini bianchi, per poi scendere
verso sud e, iniziando dai Pinot Neri, passare all'assaggio dei rossi,
senza però negarci qualche divagazione, man mano che incontravamo
prodotti interessanti.
Accanto al nome di ogni produttore abbiamo
indicato l'estensione vitata in ettari, utile a far meglio comprendere
il significato di questa nuova associazione. La
Weingut Falkenstein (di Franz Pratzner presso Naturns/Naturno)
possiede attualmente una superficie vitata di 3 ettari, con vigneti che
arrivano a quota 600-650 metri sul livello del mare. L'attività
dell'azienda è iniziata nel 1995 con due ettari, attualmente la
produzione arriva a 12000 bottiglie con la prospettiva di allargarsi fino
a 5 ettari. L'annata 1999 è migliore del 1998, ci viene spiegato,
ha prodotto vini più fruttati.
Di questo produttore della Val Venosta
abbiamo assaggiato il Vinschgau Weissburgunder 1999, unico vino
della azienda che affina in legno (botti da 12 ettolitri di acacia, il
legno meno "coprente"). Dal colore molto
chiaro, come del resto la maggior parte dei bianchi del nord, e dall'apparenza
densa, questo pinot bianco si presenta con aromi dolci di frutta matura
(mela) e la bocca è pulita, di medio corpo, di bella acidità
sui toni minerali e di agrumi; un bel vino, già da bere con piacere
e dal bel finale lungo.
Vinificati invece completamente in acciaio,
anche se il produttore ci dice che vorrebbe passare anche per loro al
legno, sono gli altri vini: eccoci dunque al Vinschgau Riesling 1999:
sempre chiaro ma con sfumature verdognole, al naso è per ora piuttosto
chiuso, ma è all'inizio della sua vita evolutiva e del resto pian
piano si apre nel bicchiere con aromi floreali e di fieno più accentuati.
In bocca ha spiccata acidità, ed è molto succoso e pulito
coi suoi sentori di agrumi.
Il Sauvignon IGT 1999 si presenta
con un naso abbastanza varietale ma allo stesso tempo presenta una leggera
nota dolce (quasi "moscata") e con un gusto in bocca agrumoso mediamente
intenso e acidulo. Assaggiamo anche
una vendemmia tradiva, il Vinschgau Gewürztraminer Spätlese
1999, un prodotto leggermente abboccato dai profumi un po' cotti e
alcolicità troppo evidente.
La
Tenuta Unterortl della famiglia Aurich (3 ettari presso Kastelbell/Castelbello)
possiede vigneti di Pinot Bianco fino a 850 metri di altitudine. Ci sentiamo
pronunciare il motto: "no alla barrique, sì alla frutta", e questa
è del resto una filosofia comune a molte delle aziende presenti
alla riunione. Uno dei problemi principali nel Pinot Bianco è l'alta
acidità che si abbassa solo a fine ottobre, e quindi è un
fattore molto delicato da controllare, ed è consigliabile agire
anche in cantina. Quindi, una parte del mosto fa fermentazione malolattica
invecchiando in legno sui lieviti. Comunque, la vendemmia deve essere
un momento molto delicato, visto che attendendo che l'acidità dell'uva
si abbassi c'è il rischio di piogge; ma su questo veniamo rassicurati:
"la nostra zona, la Val Venosta, ha una piovosità molto bassa,
circa 400 mm contro i circa 800 mm della zona di Bolzano."
Ecco dunque il Vinschgau Weissburgunder
1999 (Pinot Bianco) che ci è parso un bel vino: al naso ha
rivelato sensazioni dolci, anche se meno impressionanti che nel prodotto
di Falkestein, ha bella struttura e rimane a lungo in bocca. L'acidità
che lo vivacizza, ben percepibile è, come ci dice il produttore,
il risultato di una scelta fatta per mantenere la tipicità della
zona. Anche il Riesling 1999
si affina con una lunga permanenza (fino a giugno) sulle fecce nobili
e sprigiona profumi aperti di fiori e di agrumi dolci. La bocca è
semplice ma equilibrata e con un buon finale e un'acidità che rende
il vino molto pulito.
Di
Taschlerhof (Peter Wachtler, 1,5 ettari vitati presso Brixen/Bressanone)
assaggiamo l'Eisacktaler Sylvaner 1999 che matura per il 50% in
botte d'acacia e per il restante in acciaio. Prodotto con uva fatta maturare
fino alla fine di ottobre, è di color bianco carta e sprigiona
profumi di frutta matura, mela e pera. Al gusto ha una bella struttura
dove si sente un po' l'impronta del legno. Poco acido, nel finale si mostra
un tantino seduto, perdendo in vicacità. L'Eisacktaler Gewürztraminer
1999 ha anch'esso profumi intensi e maturi che si ritrovano al gusto,
anche se si allinea al precedente per una certa mancanza di vitalità.
Rimaniamo ancora nella Valle Isarco con
l'azienda Kuenhof, di Peter e Brigitte Pliger (4,3 ettari presso
Brixen/Bressanone). L'Eisacktaler
Sylvaner 1999 di questo produttore ha bei profumi, che all'inizio
non sono apertissimi, poi vengono poi fuori bene dapprima con erbe di
campo, quindi con gli agrumi e infine con una punta di banana. Al gusto
è bilanciato, pieno, nervoso, ed ha un bel finale dolce, piacevole
e ammorbidito dal passaggio in legno grande della metà del prodotto.
Meno interessante l'Eisacktaler Vetliner 1999, che ai profumi
floreali abbastanza evidenti non fa seguire un'intensità gustativa
all'altezza. Assaggiamo anche un vino da tavola, il Kaiton 1999,
che altro non è che un riesling prodotto fuori dalla zona di denominazione.
Vinificato in legno, si mostra denso ma un po' chiuso al naso; al gusto
è piacevole, equilibrato, di medio corpo, e possiede grande eleganza
ma non ancora estrema espressività. Infine ci viene offerto L'Eisacktaler
Gewürztraminer 1999, dall'aspetto denso e dai bei profumi tipici
del vitigno; si sentono mela, lavanda e un tocco di miele. In bocca, dove
si riavvertono sentori di miele, troviamo buon corpo, grande ampiezza
e media lunghezza su una struttura equilibrata. Un vino molto piacevole.
La
azienda Köfhererof, di Günther Kerschbaumer (superficie
vitata 2,5 ettari), presenta un Müller Thurgau 1999 dagli
interessanti profumi di menta al naso. Semplice ma godibile in bocca.
Ma è il secondo vino che ci impressiona piacevolmente,
l'Eisacktaler Sylvaner 1999 (un 15% affina in legno nuovo di rovere):
attendendo un poco nel bicchiere si nota l'eleganza dei bei profumi di
mela, agrumi e minerale; in bocca è coerente col naso, è
complesso, pieno, pungente e nervoso, di bell'equilibrio e lunghezza.
Assaggiamo poi il Kerner 1999 che si presenta con un colore talmente
tenue da essere confondibile con l'acqua. I suoi profumi floreali e balsamici
sono percepibili ma non intensissimi, al gusto si mostra discreto, sapido
e acidulo, di medio corpo e pulito. L'Eisacktaler Rulander 1999
ha una buona consistenza aromatica, con note salmastrose e un buon ingresso
in bocca. Sapido ed equilibrato, con un bel finale, elegante. Infine l'Eisacktaler
Gewürztraminer 1999 ha profumi molto eleganti, ma non intensi.
Al gusto è persistente e giustamente acido.
L'azienda
Röckhof, di Konrad e Frieda Augschöll possiede 2,5 ettari
di superficie vitata. Questa cantina presenta solo due prodotti, un Müller
Thurgau 1999 che affina per il 30% in legno e un uvaggio, il Caruess
Cuvée Weiss 1999, prodotto con un 40% di Pinot Grigio, 30%
Sylvaner e 30% Gewürztraminer.. Un prodotto abbastanza strano per
la zona, giustificato dalla produzione veramente limitata di queste uve
che ha spinto l'azienda a tentare la via della cuvée.
Il Müller Thurgau ha profumi
nettamente marcati dalla mela, aroma che si ripropone anche all'assaggio.
In bocca è semplice ma gradevole, e, nell'ambito di un corpo medio,
presenta un finale dolce e una vivacità che lo rendono piacevole
e beverino. Meno profumato invece il Caruess che si mostra ancora
chiuso aromaticamente. Sensazione che sparisce al gusto, più maturo
e pulito, con una piacevole vena acida.
L'azienda
Radoar (0,8 ettari di superficie vitata presso Feldthurns/Velturno)
di Norbert ed Edith Blasbichler presenta solo due vini, un bianco e un
rosso, ed è il più piccolo dei produttori presenti. Assaggiamo
il Radoar Etza 1999, un Müller Thurgau che si presenta con
un leggero spunto carbonico e profumi varietali. In bocca è acidulo
e un po'semplice, il frutto è fresco e nell'insieme il vino è
corretto e gustoso.
Passiamo
all'azienda Pacherhof, 4,2 ettari presso Neufstif/Novacella
di Andreas e Monika Huber. L'Eisacktaler
Brixner Müller Thurgau 1999 di questo produttore ha un colore
veramente tenue e aromi poco intensi di agrumi e minerali. Sbilanciato
al gusto e semplice. Più piacevole l'Eisacktaler Brixner Sylvaner
1999, i cui profumi sono abbastanza intensi e leggermente marcati
dal legno. Sapido e un po' acido, è un vino di discreta struttura.
In linea anche Eisacktaler Brixner Kerner 1999 che eccede però
in acidità. Concludiamo con l'Eisacktaler Brixner Gewürztraminer
1999, dove troviamo degli aromi fruttati all'altezza del vitigno.
Mela verde, ma sopratutto pera, su un corpo medio. Vino succoso e con
un discreto finale dolce.
Eccoci
da Hoandlhof (3,5 ettari). Prima uscita per i bianchi di questa
azienda di Brixen/Bressanone. E prima uscita riuscita, possiamo aggiungere
visto il buon livello medio dei prodotti. L'Eisecktaler
Müller Thurgau 1999, vinificato totalmente in acciaio, si presenta
fresco e aromatico, anzi con aromi non proprio sui generis, visto che
ci ricorda quasi un sauvignon. Meno sorprendente al gusto, dove lo troviamo
sfuggente e corto.
Miglior ricordo abbiamo dell'Eisecktaler Sylvaner 1999. Passato
in barrique per il 10%, questo vino è elegante e intenso aromaticamente
e si rivela in bocca di buon corpo, con un gusto arricchito da leggeri
aromi terziari e un bel finale acido. Simile impressione ci fa il Kerner
1999, dal gusto sapido e persistente che si conclude con un lungo
retrogusto di agrumi. Ma il vino che ci ha veramente ben impressionato
è l'Eisecktaler Gewürztraminer 1999,
dai profumi intensi di mela e lavanda. Persistente al naso così
come al gusto, con un corpo pieno e grasso, un finale agrumoso lungo e
dolce.
Siamo
nell'azienda Köfelgut di Hubert ed Heiner Pohl, 4,3 ettari
presso Kastelbell/Castelbello. Il Vinschgau Weissburgunder 1999
di questo produttore è arricchito da un 10% di Chardonnay e affina
in acciaio e legno. Color bianco carta, è ancora chiuso aromaticamente
mentre in bocca è più piacevole, morbido, succoso ma semplice,
e un po' sfuggente. Più interessante il Rulander 1999 che
a un naso ancora poco intenso contrappone una bocca fruttata e una struttura
media.
Decisamente poco riuscito invece il Vinschagau Riesling 1999, poco
intenso dal colore al gusto. Concludiamo con un Vinschagau Gewürztraminer
1999, dagli aromi varietali mediamente intensi e dal corpo medio e
corretto.
E
passiamo all'azienda Schlossweingut Stachlburg, del Barone Sigmund
e della Baronessa Ludmilla von Kripp (2,2 ettari presso Partschins/Parcines).
Di questo produttore biologico assaggiamo il Vinschgau Chardonnay 1999
prodotto con uve situate a 650 metri di altitudine. Un vino dal naso un
po' sporco che recupera bene in bocca. Sapido e carbonico, sentori di
agrumi e acidità in evidenza ne fanno un prodotto vivace e nervoso.
Eccoci ad un altro produttore molto piccolo,
l'azienda Befehlhof (1,2 ettari presso Schlanders/Silandro) di
Oswald, Thea e Magdalena Schuster, ma che presenta ben quattro vini e
uno champenoise. Iniziamo con questo,
il Sallent
Brut prodotto con uve pinot bianco (80%) e riesling. Il perlage è
un po' irregolare e l'impatto in bocca è aggressivo a causa di
uno sviluppo di anidride carbonica assai vivace. A parte questa mancanza
di eleganza il vino risulta piacevole e mantiene molto bene gli aromi
fruttati delle uve di origine. Una discreta sorpresa per un produttore
di queste dimensioni. Il Fraueler Weisser Tafelwein 1999 è
prodotto con un vitigno autoctono della Val Venosta. Dal colore bianco
carta con sfumature verdognole si caratterizza per una bocca vivace e
beverina anche se assai semplice. Il Vinschgau Müller Thurgau
1999 ci pare sottotono aromaticamente e solo corretto al gusto, mentre
miglior impressione ce la lascia il Vinschgau Riesling 1999, un
vino pulito e di medio corpo, con sentori aciduli di agrumi. Infine assaggiamo
il primo rosso della giornata, un pinot nero. Il Vinschgau Blauburgunder
1998 è di colore rubino chiaro con sfumature aranciate. I profumi
sono interessanti anche se non molto varietali. Il 50% del vino invecchia
per un anno in barrique, mentre l'altra metà riposa in acciaio.
Un prodotto senza troppe pretese ma, nel complesso, positivo.
E
veniamo al Pinot Bianco 1999 dell'azienda Popphof di Andreas Menz
e Reinhard Waldner (4,5 ettari a Marling/Marlengo) che ha bei profumi
intensi di mela, pera, erbe e sentori balsamici. In bocca è sufficientemente
pieno e dolce.
Visto che avevamo assaggiato un brut dell'estremo
nord perché non confrontarci con un altro "frizzante"?
Spostiamoci dunque molto a sud, a Salurn/Salorno nell'azienda Haderburg,
di Alois Ochsenreiter, Norbert Marginter e Christine Ochsenreiter (8,5
ettari). L'Haderburg
Pas Dose 1993 è composto da uva chardonnay e un poco di pinot
nero e risulta molto elegante. Il perlage è delicato e gli
aromi assai tipici. Notevole la struttura. Passiamo poi allo Chardonnay
Hausmannhof 1999, un vino dai profumi aciduli reminiscenti di quelli
appena sentiti nel Pas Dose. Fresco al gusto e dal corpo medio, sufficientemente
fluido, corretto e piacevole.
Questa azienda produce anche due versioni
di pinot nero, l'annata e la riserva, e con queste iniziamo più
sistematicamente la degustazione dei rossi
presentati nella rassegna.
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