Cronache, assaggi,
anticipazioni: i Brunello di Montalcino di Castiglion del Bosco e Pian
delle Vigne
di Andrea Gabbrielli
Castiglion del Bosco, il Brunello è tornato
Negli
ultimi 30 anni questa bella tenuta, situata nella parte nord occidentale
di Montalcino, ha avuto una storia difficile perché contrassegnata
da frequenti passaggi di proprietà. Ciò ha comportato
continui cambiamenti di staff e l'impossibilità di portare a
compimento i progetti di sviluppo che ogni volta venivano predisposti.
La morale è che il vino di Castiglion del Bosco è
una roba pressoché sconosciuta. Giusto negli anni Sessanta, la
produzione di Brunello ebbe una sua continuità. Lo testimoniano
le vecchie bottiglie esposte nelle bacheche del centro aziendale. Ma
da allora, nonostante i tentativi, il profilo organolettico del Brunello
di Castiglion del Bosco è rimasto assai vago per lo meno sino
a qualche tempo fa. Infatti nel 2003 la tenuta di 1750 ettari, per lo
più di bosco, è stata acquistata da una cordata guidata
da Massimo Ferragamo il quale sta facendo le cose in grande.
Intanto ha piantato dei nuovi vigneti (alla fine saranno 56 ha) su un
un bellissimo quanto fitto galestro (in una zona denominata Capanna
a 350 metri s.l.m), poi ha costruito una nuova e moderna cantina e in
più sta completamente restaurando e ristrutturando il vecchio
borgo del 1200. Se la cantina e il vigneto sono stati affidati a Niccolò
d'Afflitto, la commercializzazione è stata affidata a Francesco
Mazzei. Attualmente sono disponibili alcune annate su cui ragionare.
L'assaggio di Brunello di Montalcino 2001, 2002 e di Rosso 2005 e di
altri campioni dalle vasche suggerisce che la dote preponderante più
che la potenza è l'eleganza. Naturalmente la struttura non manca
ma i vigneti giovani si fanno sentire. Insomma ad un primo giudizio
promettono un Brunello ben caratterizzato e sempre più complesso
che arricchirà il panorama montalcinese. Ne riparleremo meglio
tra qualche anno. Intanto ben tornato, Brunello di Castiglion del Bosco.
Pian delle Vigne, il Brunello Antinori
È
uno strano posto Pian delle Vigne con la stazione ferroviaria
ormai dismessa, due capannoni, cun'ex tabacchificio il primo dove ora
c'è lo spazio per la vinificazione, il secondo per l'invecchiamento,
e poi una casa e poco più. A parte chi ci lavora è un
posto davvero silenzioso e solitario, rotto dal passaggio del treno
che però non sosta, prosegue. Più che in provincia di
Siena sembra di stare in qualche sperduta località del South
Australia e anche l'altitudine - appena a 130 metri s.l.m - è
la stessa. Però basta fare 200 metri che il paesaggio è
quello che deve essere, con i boschi di lecci che lambiscono i vigneti
che subito ti riportano al paesaggio montalcinese. Antinori ha acquistato
la proprietà nel luglio 1995 dall'azienda Camigliano. La tenuta,
diretta da Fabio Ratto, si estende per 186 ettari dei quali 124
sono di bosco, 2 di oliveto e 64 di vigneto dei quali 31 sono stati
impiantati a partire dal 1996 mentre altri 33 sono più recenti.
Pian delle Vigne presenta Brunello a partire dall'annata 1995 della
quale più che altro è stato curato l'invecchiamento: a
luglio inoltrato ormai i giochi in vigna erano fatti. Il vino ha un
naso pulito e in bocca è caldo, i tannini sono un po' ruvidi.
È un Brunello un po' rustico, grosso (84/100). Decisamente più
interessante il 1996 con un profumo leggermente affumicato e note di
frutta rossa con tenui sentori di fiori secchi sullo sfondo; in bocca
i tannini sono "dolci" al punto giusto con tono di piacevolezza
ed equilibrio (86/100). Il 1997 è un grande Brunello, elegante
e complesso al naso, ha una grande piacevolezza in bocca e una struttura
potente ed equilibrata, di grande intensità. (92/100). Il 1998
ha i profumi abbastanza pronunciati mentre in bocca è più
interessante grazie ad una buona struttura e una lunga e persistente
sensazione di fruttato che rimane in fin di bocca (88/100). Con il 1999
si sale nuovamente di tono. Brunello molto pulito e piacevole, di grande
ampiezza, con tannini dolci e speziati di grande stoffa. (90/100) Una
performance di buon livello anche per il 2000 che è ancora in
una fase di più che positiva evoluzione. Bisogna aspettare (90/100).
Il 2001 è un Brunello decisamente importante, di grande stoffa
e spessore, equilibrato, davvero interessante ma ancora deve esprimersi
completamente (92/100). Quando la cantina "seria" verrà
costruita - ed è nei programmi - probabilmente anche i vini saranno
più contenti
Nelle immagini: il galestro di Castiglion del Bosco e lo staff di Pian
delle Vigne
16 aprile 2007