In aqua veritas
di Gianluca D'Amelio
Un articolo sull'acqua, quella vera e anche
"buona", è il primo contributo di Gianluca D'Amelio,
sommelier FISAR e gastronauta romano, a L'AcquaBuona
L'Italia,
con oltre 200 litri pro-capite, è la nazione in cui si consuma
più acqua minerale nel mondo, e questo nonostante nel nostro
paese vi siano numerose montagne che forniscono agli acquedotti un'acqua
potabile di tutto rispetto. Le ragioni di questo consumo così
ingente vanno cercate in diverse direzioni.
La prima è sicuramente il costo relativamente basso dell'acqua
minerale: a chi ha viaggiato un po' negli altri paesi, non sarà
sicuramente sfuggito quanto sia molto più alto, rispetto a noi,
il prezzo a cui viene messa in vendita. Basti pensare che in un ristorante
francese è molto usuale chiedere une caraffe d'eau, intendendo
con essa una caraffa d'acqua del rubinetto, per evitare di spendere
parecchi euro solo per l'acqua; oppure che nei supermercati americani
una cassetta d'acqua minerale costa di più rispetto alla stessa
quantità di coca cola o aranciata; oppure ancora che nei ristoranti
tedeschi e austriaci convenga di più prendere un boccale di birra
che una bottiglia piccola di acqua minerale. Insomma, sotto questo punto
di vista noi italiani possiamo ritenerci fortunati del fatto che negli
scaffali dei negozi e dei supermercati possiamo acquistare, con pochi
spiccioli, una bottiglia di ottima acqua minerale.
Un'altra direzione verso cui cercare le cause del forte consumo di
acqua minerale è l'atteggiamento psicologico che le persone hanno
verso il prodotto. Spesso siamo portati ad attribuire all'acqua minerale,
qualsiasi essa sia, delle spiccate proprietà benefiche, e spesso
siamo convinti che essa riceva maggiori controlli, ed è quindi
batteriologicamente più pura, rispetto a quella che ci viene
fornita nei rubinetti di casa dalle condotte idriche pubbliche. Ma è
veramente così? Si può dire con certezza che è
preferibile bere l'acqua minerale rispetto a quella del rubinetto? Per
rispondere a queste domande è necessario procedere con ordine
e cercare di capire quali sono le differenze sostanziali tra l'acqua
minerale e una generica acqua potabile.
Un
primo aiuto ci viene dato dalla legge che consente di commercializzare
come acque minerali quelle che "avendo origine da una falda o giacimento
sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate
e che hanno caratteristiche igieniche particolari e proprietà
favorevoli alla salute". Inoltre l'acqua minerale non deve subire
trattamenti che non siano l'eliminazione del ferro e dello zolfo, o
l'aggiunta di anidride carbonica che le conferisce la caratteristica
frizzantezza. Quindi in prima approssimazione, partendo dal presupposto
che entrambi i tipi di acqua subiscano i controlli prescritti dalla
legge, e che quindi siano entrambi privi di sostanze batteriologiche
inquinanti, le differenze sostanziali tra l'acqua minerale e la generica
acqua potabile sono:
- L'acqua minerale proviene da falde sotterranee mentre l'acqua potabile
può provenire anche da sorgenti superficiali
- L'acqua potabile può subire, ma non è detto che questo
accada, trattamenti per essere potabilizzata
- L'acqua minerale contiene sicuramente dei sali minerali benefici
per la salute, mentre nulla possiamo dire su quella potabile; infatti
anche una normale acqua potabile può contenerne (l'acqua di
Roma ad esempio, di sali minerali ne contiene molti), ma non è
una caratteristica tipica del prodotto.
In buona sostanza quindi, se non si necessita di particolari azioni
terapeutiche, e se si è in buono stato di salute, non c'è
una grande differenza tra il consumare l'acqua minerale o quella di
rubinetto, e il favore della prima rispetto alla seconda è spesso
dettato dalla moda e dai suggerimenti pubblicitari. Ma la scelta tra
l'ampia offerta di acque minerali, da cosa è guidata?
In
Italia vengono commercializzate quasi 300 "etichette" (o genericamente
"marche") di acqua minerale, ed ognuna di esse è contraddistinta
da caratteristiche sue proprie, nel senso che non esistono due marche
di acqua perfettamente uguali fra loro. La differenza ovviamente è
fatta dalle diverse sostanze contenute, che conferiscono all'acqua minerale
particolari proprietà e un particolare gusto. Ebbene sì,
non si tratta di un refuso, ogni acqua ha un suo gusto particolare,
e accanto ai sommelier, ai degustatori di olio e ai degustatori di formaggio,
sta nascendo anche la figura del degustatore di acqua. Ma a parte questo
che potrebbe sembrare, ed io sono d'accordo, un'esagerazione, non si
esagera affatto se auspicassimo di trovare, nei ristoranti del nostro
paese - e non solo in quelli estremamente costosi - una lista di acque
minerali unitamente alla lista dei vini.
Ma vediamo quali sono le caratteristiche che distinguono un'acqua da
un'altra. Una prima e sostanziale distinzione viene fatta prendendo
in considerazione il residuo fisso, ossia la quantità (espressa
in milligrammi) di sali minerali che si ottengono facendo evaporare
un litro d'acqua a 180°. Se tale residuo fisso è inferiore
a 50 mg ci troviamo di fronte ad un acqua minimamente mineralizzata;
se è compreso tra i 50 ed i 500 mg ci troviamo di fronte ad un'acqua
oligominerale; un residuo fisso compreso tra i 500 ed i 1500 mg connota
un'acqua minerale (o mediominerale): se il residuo supera i 1500 mg
l'acqua è classificata come ricca di sali minerali.
Ma
le persone spesso scelgono di consumare l'acqua minerale per motivi
che esulano dal gusto personale e dal contenuto di sali minerali, e
la scelta di una marca piuttosto che un'altra, è dettata dal
prezzo, dalla pubblicità, e da false convinzioni.
Le false convinzioni appunto. Ne racconto qualcuna. Una buona fetta
degli abitanti di Roma non beve l'acqua del rubinetto perchè
contiene troppo calcio e questa cosa può provocare l'insorgenza
di calcoli renali. In questa affermazione ci sono almeno due errori:
innanzi tutto non è assolutamente vero che l'assunzione di un'eccessiva
quantità di calcio provoca i calcoli, ma sono ben altre le cause
che portano a tali patologie; in secondo luogo, è vero sì
che l'acqua di Roma contiene molto calcio, ma non è assolutamente
vero che è eccessivo per il nostro organismo. Quest'acqua infatti
contiene 99 mg di calcio per litro, mentre il fabbisogno giornaliero
medio di un adulto in buona salute è di 700-1000 mg (a seconda
dell'età). Questo significa che pur bevendo tre litri di acqua
al giorno, si è assunto meno della metà del fabbisogno
giornaliero di calcio.
Un
altro luogo comune da sfatare è la virtuosità del "basso
contenuto di sodio", ma il motivo di questa erronea convinzione,
più che al povero acquirente, è da attribuire alle aziende
concessionarie di acque minerali. Tutto è cominciato qualche
anno fa quando una fortunata trovata pubblicitaria, quella della simpaticissima
e solitaria particella di sodio contenuta in una bottiglia, ha permesso
ad un'azienda fino ad allora semisconosciuta, di conquistare un'importante
fetta di mercato delle acque minerali. Da allora tutte le aziende più
importanti che imbottigliano acqua oligominerale, vantano nel proprio
prodotto lo scarso contenuto di sodio, creando nell'immaginario collettivo
una sorta di repulsione verso questo elemento. Ma il sodio è
veramente così pericoloso? Il sodio è uno di quegli elementi
che è fondamentale per il nostro organismo, e l'assunzione giornaliera
media dovrebbe attestarsi intorno ai 2,5 grammi, e le acque minerali
più diffuse in commercio hanno al massimo un contenuto di sodio
di 100-150 mg (ma in media non superano i 50 mg). Questo significa che,
bevendo tre litri di acqua Uliveto (la prendo ad esempio in quanto ha
un discreto contenuto di sodio: 113 mg), e sempre considerando una persona
adulta in buono stato di salute, si è di poco superato il 10%
del fabbisogno giornaliero di questo elemento.
Che
conclusioni trarre da quanto appena detto? E soprattutto, qual è
la migliore acqua da scegliere? Ovviamente una risposta generale a questo
tipo di quesito non esiste, e lo slogan più adatto potrebbe essere
"ad ognuno la sua acqua". Chi soffre di particolari patologie
come la calcolosi o come l'ipertensione, oltre naturalmente a chiedere
consiglio al proprio medico, è bene che si orienti al consumo
di acque oligominerali e povere di sodio; lo sportivo che nell'attività
consuma molti sali minerali, è bene che li reintegri con acque
particolarmente ricche; una persona anziana si orienti verso acque leggere
e che aiutino la diuresi e la digestione; una persona adulta in buona
salute infine, secondo me non ha alcun motivo per andarsi a caricare
cassette di acqua minerale al supermercato, in quanto i benefici che
potrà trarne non varranno lo stress ed il mal di schiena che
comporterà: beva tranquillamente l'acqua del rubinetto.
19 aprile 2007