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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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In aumento i "maestri"
del vino e del cibo: ma si sa veramente mangiar bene?
di Claudio Mollo Paninoteca,
rosticceria, focacceria, piatti pronti, prendi e porta via, piatti espressi,
ecc. ecc. ecc.!!!! La stagione estiva 2007 sembra aver dato lennesimo
incentivo allapertura selvaggia di locali che somministrano alimenti,
a quanto pare in spaventosa crescita, come lo sono i fatturati delle aziende
produttrici di alimenti pronti, soprattutto per la ristorazione. E
cresciuto a livello esponenziale il bisogno di nutrirsi piuttosto che
mangiare, e dalla parte di chi produce alimenti cè chi studia
attentamente vizi e virtù di una tribù che si fa sempre
più numerosa per costruire lalimento su misura. Si parla
tantissimo su giornali e tv, di qualità alimentare ma basta andare
un po in giro e ogni tanto infilarsi in qualcuno di questi locali
per capire che tutta questa grande diffusione di cultura enogastronomica,
questo boom sul cibo e sul vino è in realtà più un
delirio mediatico piuttosto che una concreta realtà. Ma
allora, tutta questa cultura in pieno sviluppo su cibo e alimentazione
di cui si parla tanto? Ma tutti i corsi che in Italia si celebrano quotidianamente
da nord a sud sul vino, sulla gastronomia, sugli abbinamenti, sui prodotti
di nicchia, sui panieri dei prodotti provinciali e regionali, sui presìdi
alimentari e chi più ne ha più ne metta, che risultati danno
alla fine? A quanto pare molto pochi e deludenti! Si preferisce sempre
di più mangiare in fretta e, spesso, in modo molto discutibile.
Si preferisce incentivare una alimentazione di massa, dozzinale e qualitativamente
scarsa. La grande guerra che ogni tanto torna a galla contro la globalizzazione
alimentare, contro chi viene fatta realmente? E che cosa sono se non globalizzazione
tutte quelle situazioni nelle quali per far mangiare si aprono gli stessi
barattoli o si usano le stesse confezioni già pronte,
e dove alla fine, lunica cosa che cambia è linsegna
di un locale? Purtroppo
sono ancora troppe le persone che pensano di mangiare bene
spendendo poco e non si rendono conto che questo è impossibile,
mentre invece è logico mangiare bene spendendo il giusto.
Oggi più che mai la parola ristorante sa di costoso, mentre la
scelta di un localino da più lidea di spese contenute
e di una misura più giusta alla proprie aspettative alimentari.
Niente di più sbagliato! Spesso la differenza, sul conto finale
di una cena per due persone, si attesta su 15-20 euro al massimo, con
una qualità di cibo e servizio, completamente diversa.Comunque sia, la ristorazione sta soffrendo tantissimo questo stato di cose che fanno diventare sempre più grande il divario tra il dar da mangiare e fare ristorazione, aspetto sul quale dovremmo tutti riflettere attentamente ogni volta che decidiamo di andare in un locale e scegliere di spendere i nostri soldi da chi li merita veramente. Naturalmente, per gli addetti ai lavori più informati, tutto questo non è proprio una novità, infatti già diversi anni fa erano stati profetizzati questi momenti, e ora ci siamo, alla grande! E, grazie anche alla completa liberalizzazione delle licenze, probabilmente siamo soltanto agli inizi. Ridimensionare
il sistema è lunica parola dordine che si può
prendere in considerazione in questi casi, come sta già succedendo
per il settore enologico, dove si era arrivati a produrre soltanto griffe
e pezzi da collezione e la follia aveva preso il posto della logica; anche
per la ristorazione, se pur con parametri diversi, si dovrà raggiungere
un nuovo difficile equilibrio, proprio dopo un lungo ridimensionamento
che purtroppo è appena agli inizi. La speranza è che questo
lento movimento sia supportato, oltre che da una migliore diffusione della
tanto declamata cultura sul cibo e sul vino, proprio da quei maestri
che escono o che sono già usciti da corsi e stages perché
da loro viene la possibilità di cambiare le cose e indirizzare
modi e tendenze sul cibo, ricordando loro che mangiare e bere non è
difficile, mentre mangiare e bere bene comporta sicuramente
un livello culturale e una voglia di buono, che va ben oltre un corso
di specializzazione o la frequentazione di abbuffate con gli
amici in un locale o in un altro.Non ci credete? Peggio per voi! Del resto, al di sopra di ogni considerazione, è giusto che ognuno di noi, mangi quello che si merita! 8 settembre 2007 |
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