Cronache, ricordi, assaggi, anticipazioni. La nuova avventura dei Farkas all'Elba
di Andrea Gabbrielli
Avevo
incontrato Stefano Farkas e sua moglie Tiziana
dopo dopo la cessione di Villa Cafaggio alla azienda
trentina La Vis, in occasione di un seminario sull'architettura
delle cantine che si svolgeva a Vinci. Facendo due chiacchiere al termine
dell'incontro, mi dissero che di lì a poco si sarebbero stabiliti
all'isola d'Elba dove avevano acquistato un'azienda abbandonata dagli
anni Sessanta. La cosa non mi ha stupito più di tanto perché
Stefano, come tutti i veri "vignaioli di razza", non è proprio
il tipo da buttare via la chiave del trattore e tanti saluti.
Infatti
in passato la coppia, durante una colazione improvvisata a Villa Cafaggio,
aveva dimostrato molto interesse per le opportunità offerte dalla
viticoltura insulare di cui mi era capitato di raccontare le vicissitudini.
Ora piace illudermi che quella conversazione abbia influito sulla decisione
di Tiziana e Stefano di trasferirsi l'Elba. E così qualche mese
fa, durante un fine settimana sull'isola insieme a Giulio Salvioni,
siamo andati a cercare i Farkas. Via Valle di Lazzaro è a 3 km
da Portoferraio, all'inizio della strada per Marciana, dove si svolta
sulla destra. È un posto molto bello perché alla strada
di accesso piuttosto stretta e tortuosa corrisponde un'ampia vallata
molto aperta - la Valle di Lazzaro appunto - nascosta
e silenziosa. Percorrendola quasi sino in fondo, sulla sinistra c'è
una traversa che passa davanti al cancello di una villa e prosegue in
discesa per poi salire nuovamente. La nuova avventura di Stefano e Tiziana
è proprio lì di fronte.
Non
deve essere stato facile ma adesso la terra finalmente è tornata
a respirare e anche i vecchi terrazzamenti, seppur malmessi, vedono
la luce dopo che quarant'anni e più di abbandono, rovi, sterpaglie
e sottobosco avevano formato un tappeto vegetale molto fitto e intricato.
Ora è tutto pulito. Un lavoro faticoso e di pazienza che ha già
dato un primo risultato con l'impianto di un piccolo vigneto di Aleatico
a monte della casa padronale, proprio sul limitare di un fittissimo
bosco dove numerosi cinghiali trovano riparo. Ma a Valle di Lazzaro,
plaga un po' selvaggia, non si fanno mancare nulla e così anche
la timida e prolifica colonia di lepri è stata felice dell'arrivo,
dopo tanto tempo, di un viticoltore. Infatti un nuovo impianto per loro
vuol dire teneri e delicati germogli, insomma fresche prelibatezze come
non se ne assaggiavano da tempo. Non a caso Stefano ha dovuto proteggere
le barbatelle con delle solide protezioni.
L'azienda per ora è in fase di avanzata ristrutturazione. I terreni
ripuliti e rassodati, i terrazzamenti aggiustati, le case in corso di
sistemazione in cui saranno ricavati gli appartamenti da affittare agli
agrituristi. A regime i vigneti si estenderanno per circa 6 - 8 ettari
complessivi - una superficie di tutto rispetto considerando le altre
aziende elbane - mentre le uve verranno vinificate in una cantina costruita
ex novo proprio sotto la casa padronale. Per ora l'impegno sarà
sui classici vini elbani, Aleatico in testa. Naturalmente l'auspicio
è che Stefano, con alle spalle una lunga esperienza di "rossista",
contribuisca a risollevare la fama dei rossi tranquilli locali, che
sin qui, a parte qualche produttore, non hanno dato particolare lustro
all'isola. E c'era chi pensava che i Farkas si sarebbe scelti un'attività
di tutto riposo.....
Nelle immagini: Stefano Farkas vicino ad un terrazzamento in corso
di ristrutturazione; sulla destra Stefano e Tiziana Farkas illustrano
i progetti di Valle di Lazzaro a Giulio Salvioni e Francesca Bizzarri;
una panoramica di Valle di Lazzaro. A sin. lagriturismo, con i
ponteggi la casa padronale, sullo sfondo in alto il primo vigneto di
Aleatico
19 settembre 2007