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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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Fiocco rosa, anzi
rosato e pieno di bollicine, a Montecarlo
di Luca Bonci e Riccardo Farchioni
Ma veniamo all'oggi: siamo venuti qui, per assistere all'atto finale della vinificazione della prima annata del futuro Montechiari Brut, che è, come detto, un pinot nero in purezza e che è andato a "pescare" nelle vigne che originano il rosso borgognone, pure interessante, la cui produzione in azienda si è ora naturalmente ridotta. E se si dovesse attribuire un merito a questa nuova impresa, si dovrebbe guardare in direzione di Caterina, che dà a suo marito Moreno una mano fondamentale. Nata francese ma ormai convinta sostenitrice della vitivinicoltura italica, Caterina invita con forza ad affermare il valore dei nostri prodotti: "Dobbiamo essere più orgogliosi dei nostri vini! Basta con questo senso di inferiorità verso i francesi!", e lo fa di fronte al bel calice colmo del suo brut, invitando al brindisi per festeggiare l'apertura della prima bottiglia in assoluto.
E' giorno di degorgement (sboccatura), e mentre al piano inferiore procede come in una frenetica catena di montaggio l'estrazione dei lieviti, la ricolmatura e la ritappatura delle bottiglie per l'affinamento finale che porterà in un paio di mesi al prodotto pronto, Moreno e Caterina raccontano della genesi del vino, delle differenze rispetto alle zone più fredde del nord Europa, della scelta alla cieca (ed alla fine unanime) fra varie opzioni della liqueur d'expedition, fatta solo con vino della fattoria.
Non nascondiamo una certa sopresa quando il primo bicchiere viene riempito, il colore lascia guizzare lievi riflessi rosa, che ricordano la buccia di cipolla dei Pinot Grigio macerati sulle bucce. Ed effettivamente il vino, che ha riposato in bottiglia 20 mesi sui lieviti, fa una breve macerazione sulle bucce a bassa temperatura, alla quale segue la fermentazione del mosto fiore in acciaio e infine in barrique usate.
Un colore molto affascinante, arricchito da una bella luminosità e mosso da un perlage finissimo e persistente, che intanto soddisfa l'occhio in attesa del brindisi. Ed è ancora soddisfazione, con un naso caratterizzato da un bel floreale che ricorda i petali di rosa e una bocca equilibrata e strutturata, tesa e allo stesso tempo franca nella beva, e dal finale deciso e persistente. Percepiamo leggera, la nota del legno, mentre ancora ci sembra mancare il segno dei lieviti, ma il vino è ancora da farsi, ricordiamocelo! E infatti l'appuntamento è per il prossimo ottobre, per il lancio della prima annata di Montechiari Brut, nuove bollicine nel firmamento italiano. 28 luglio 2007 Nelle foto: il bridinsi di Caterina e Moreno Panattoni, la pupitre con le bottiglie che attendono la sboccatura, tutti al lavoro, la liqueur!, le bottiglie ritappate e pronte per gli ultimi due mesi di affinamento. |
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