acquabuona.com - italian wine e-zine
Periodico di cultura enogastronomica - In rete dal 1999, per amor di terra

Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Fontanafredda: chi la comprerà?
di Angelo Gaja

Non passa settimana senza che si allunghi l’elenco dei supposti acquirenti di Fontanafredda: industriali vinicoli di casa nostra e non, mega cantine sociali, produttori di spiriti, fondi di investimento, compagnie di assicurazione, industriali dolciari, industriali tessili, esponenti del polo del lusso, politici, cooperative colorate, cordate immaginarie, gli spagnoli accidenti ancora loro, una fondazione, un’altra banca no questo non più per cortesia, …

Ed i perditempo di ipotesi ne aggiungono altre ancora così che il chiacchiericcio si dilata ogni giorni di più e raccoglie le ipotesi più fantasiose: tanto, fare congetture, non costa nulla. In effetti il boccone è appetitoso più che mai. Nessun altra azienda possiede una storia altrettanto regale; non ritornerà mai più in vendita un’altra proprietà altrettanto sontuosa e per giunta interamente collocata nel comune di Serralunga, il cru più esclusivo dell’intera area del Barolo; un marchio, Fontanafredda, largamente conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo; un’azienda sana; e poi ancora ed ancora….

I produttori ovviamente non avranno facoltà di orientarne la vendita. Però, per le future fortune del Barolo non è affatto indifferente che la proprietà finisca in qualche cassaforte anziché nelle mani di una azienda già saldamente posizionata sul mercato internazionale dei vini di elevata qualità. Il successo strepitoso del Brunello di Montalcino deriva in parte dalla qualità ed in parte ancora maggiore da aspetti commerciali. A differenza di Barolo e Barbaresco, Montalcino è la sola area vinicola italiana che possieda contemporaneamente sia il leader storico (Biondi Santi) che il leader di mercato (Banfi). La proprietà di quest’ultima appartiene ad una azienda americana che assieme ad altri vini distribuisce anche il Brunello di Montalcino di Banfi. E lo ha fatto così bene da collocare oltre trecentomila bottiglie per anno sul mercato americano in una fascia di prezzo compresa tra 70 e 150 dollari per bottiglia, da fare diventare il Brunello sul quel mercato un vino di culto: con ricadute largamente benefiche per tutti gli altri produttori di Montalcino.

Non occorre che sia Banfi ad acquistare Fontanafredda. Di giganti che distribuiscono con successo vini di elevata qualità sul mercato USA e sugli altri principali mercati mondiali ce n’è più di uno e di soldi da mettere sul banco ne avrebbero più dei soggetti italiani; magari fosse uno di questi a papparsi Fontanafredda, per i produttori dell’albese non sarebbe che positivo.

Certo, non mancherà chi arriccia il naso a sentire che gioielli di casa nostra se ne possano andare all’estero, e per giunta ad alimentare le fortune del mercato americano che tuttavia resterà a lungo il primo mercato mondiale per i vini elitari, come sono appunto Barbaresco e Barolo.

A chi andrà Fontanafredda? I soliti perditempo sostengono che non è detto che ad acquistarla sia il soggetto che offre di più: le conoscenze e gli agganci politici possono fare molto, come è noto. A noi produttori non resta che aspettare, potrebbe anche andarci bene per una volta.

9 marzo 2007
 
 
prima pagina | la parola all'agronomo | l'appunto al vino | l'articolo | in azienda | in dettaglio | en passant | affari di gola
presa diretta | mbud | rassegna | la cucina | appunti di viaggio | assaggiati per voi | visioni da sud | sottoscrivi | scrivici