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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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Alma Mater Vinorum
di Piero Valdiserra Qualche
tempo fa un amico fidato ci ha raccontato una storia molto curiosa, di
cui nessuno o quasi è a conoscenza. Dopo i doverosi controlli di
rito, ci è sembrato opportuno portarla allattenzione di un
pubblico più vasto, convinti come siamo che questo sia un esempio
dei tesori più autentici che fanno la gioia di chi si occupa di
enogastronomia di qualità.Facciamo un passo indietro nel tempo di poco più di un secolo. Nel 1906 il grande critico e storico darte americano Bernhard Berenson acquistò la Villa I Tatti, situata a Fiesole, nelle immediate vicinanze di Firenze. Tre anni più tardi linsigne studioso diede incarico a Cecil Pinsent e a Geoffrey Scott di trasformare secondo i suoi intendimenti il fabbricato padronale e lannesso, meraviglioso giardino. Alla sua morte, avvenuta nel 1959, Berenson lasciò la Villa I Tatti, con la ricca biblioteca in essa ospitata, alla prestigiosa Università statunitense di Harvard, che da allora ne ha fatto un centro internazionale di studi sul Rinascimento italiano. La
Villa, risalente in parte al XVI secolo, contiene oggi il ricchissimo
lascito librario di Berenson, e un altrettanto ampio archivio fotografico;
vi sono inoltre raccolte 120 opere darte rinascimentale e orientale.
Ma non è ancora tutto: la proprietà fondiaria, che si estende
su 35 ettari complessivi, vanta una piccola, e poco conosciuta, produzione
di colture nobili.Ci riferiamo ai 3.500 ulivi, che danno una produzione annua di 45 50 quintali di pregiato olio extravergine doliva, e ai due ettari di vigneto, da cui si ottengono vini di sorprendente qualità. Avete capito bene: lUniversità di Harvard, orgoglio accademico non solo degli Stati Uniti ma del mondo intero, attraverso la Villa fiesolana I Tatti produce nettari sopraffini per la tavola: anche se, con understatement tipico della Nuova Inghilterra, non ci tiene troppo a farlo sapere in giro... Essendo noi enoappassionati, siamo andati a cercare e a scovare, e abbiamo parlato soprattutto di vino, con il Responsabile Tecnico della tenuta, lattivissimo Andrea Laini, che si considera un po lerede del fattore dei tempi andati. Arrivato a I Tatti nel 2001, Laini ha rivoltato come un guanto la produzione dellazienda, orientandola a uneccellenza qualitativa senza compromessi.
E i risultati non hanno tardato ad arrivare: oggi Villa I Tatti
ha puntato a eliminare completamente lo sfuso, ed è arrivata a
produrre 8.000 bottiglie complessive, per tre quarti di Chianti Colli
Fiorentini DOCG e per la quota restante di Rosso Toscano IGT.
Il Chianti, in particolare, è di carattere rimarchevole: dopo sei
mesi di barrique francese (mix di vari passaggi, in modo da non esporlo
soltanto a legno nuovo), acquisisce un nerbo vivace, brillante, che invita
a bere e a ribere, con gradevole facilità, senza essere minimamente
stucchevole. Unautentica, piacevolissima sorpresa. La proprietà
della Villa I Tatti non ha comunque intenzione di fermarsi,
e già progetta per il 2008 un ulteriore ampliamento della vigna.
Risultati alla mano, fa bene, non cè che dire.Sulle bottiglie della Villa I Tatti non campeggiano riferimenti harvardiani. Il blasonato centro studi non ha certo necessità di vendere in assoluto e visti i piccoli volumi di produzione e non intende quindi esibire il leggendario stemma con la scritta VERITAS. Lunica icona che si scorge, nelle etichette peraltro molto eleganti sia del vino sia dellolio, è lantico monogramma di Berenson, il mecenate innamorato dellarte rinascimentale italiana: unape sormontata da due B giustapposte, a formare le iniziali Bernhard Berenson del grande studioso statunitense scomparso. Siamo
convinti che questape sia destinata a far parlare molto di sé.
E non solo negli ambienti accademici.(Per informazioni: Villa I Tatti, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies, Via di Vincigliata 22, 50135 Firenze, tel. 055 603251, fax 055 603383, e-mail alaini@itatti.it). Nella prima immagine: Bernhard Berenson nel 1911; seguono due immagini di Villa I Tatti e lo stemma di dell'Università di Harvard 28 settembre 2007 |
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