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Al via le nuove DOCG campane
di Fabio Cimmino

"La Campania è produttrice di eccellenti vini, apprezzati dagli intenditori italiani e stranieri e premiata dai consumatori di tutto il mondo, al cui palato esigente affida, da sempre, i suoi vanti: una DOCG e ben 18 DOC".

Almeno fino all'annata in corso così recitava l'opuscolo distribuito dall'Ersac... Partono infatti con la vendemmia 2003 le due nuove DOCG di cui potranno fregiarsi il Fiano di Avellino ed il Greco di Tufo. Mi sembra pertanto doveroso approfondirne i contenuti e celebrare l'atteso e prestigioso risultato ottenuto.

Il Fiano d'Avellino è sicuramente da considerarsi fra i gioielli enoici dell'intera penisola. Ottenuto con le uve del vitigno omonimo, provenienti dal lontano Peloponneso, ha, fin dall' antichità, sempre incontrato il favore e il gusto degli intenditori. Già i latini indicavano, infatti, il vitigno Fiano con il termine di Vitis Apiana, ossia vite prediletta dalle api, attratte dalla soave dolcezza del succo d'uva. In epoca più recente, Federico II di Svevia ordinò di acquistarne un quantitativo rilevante per la sua riserva personale e Carlo d'Angiò, di tali vitigni, ne fece impiantare nelle vigne reali pugliesi ben 16mila piante. Vino di grande finezza ed eleganza, dal profumo intenso e dal sapore armonico che ricorda la nocciola tostata (altra coltivazione tipica della zona), il Fiano coferma la vocazione viticola dell'Irpinia e la sua fama internazionale, legata nell'immaginario collettivo ai rossi ed all'aglianico in particolare.

Le particolarissime note aromatiche, in cui spiccano note di fiori di acacia, gli conferiscono una inconsueta riconoscibilità. Prodotto in 26 comuni dell'Avellinese, facenti capo ad Atripalda, questo "tranquillo da pasto" dal color giallo paglierino è uno dei pochi bianchi idonei a un prolungato invechiamento. Lo si ottiene dall'omonimo vitigno con eventuale aggiunta di greco, coda di volpe bianca e trebbiano toscano. Nasce su terreni collinari e ben esposti e la produzione di uva per ettaro non deve ecedere i 100 quintali. La gradazione minima è di 11,5° e l'abbinamento è vario, con piatti spesso ricercati. Si accompagna tradizionalmente infatti con antipasti a base di caviale, ostriche, frutti di mare pregiati, carpacci di pesce fresco, zuppe di pesce in bianco. Se invecchiato, poi, diventa ottimo con formaggi caprini a pasta semidura non stagionati. Tra i produttori che preferisco voglio segnalare: Guido Marsella, Colli di Lapio e Villa Diamante.

Il Greco di Tufo nasce, ugualmente, da uno dei più antichi vitigni italici. Lo dimostra la sua precisa raffigurazione in un affresco di Pompei, datato cent'anni prima di Cristo, in cui un amante si lamenta del proprio partner pressapoco così: "Sei veramente gelida e di ghiaccio che iersera manco il vino Greco ha potuto scaldarti...". Proveniente dalla greca Tessaglia, numerosi sono gli autori classici (Catone, Varrone, Virgilio, Colummella) che hanno scritto di questo vino, indicato dai georgici latini con il nome di Aminea Gemina. L'irpino Greco di Tufo si ottiene, oggi, in soli otto comuni, a nord di Avellino ed è vino eccellente e gustoso, nuovamente, celeberrimo nel mondo e stimato per la sua grande personalità. Questo vino già DOC da oltre trent'anni è ottenuto dalle uve greco (min. 85%) e coda di volpe bianca, La resa per ettaro massima consentita è di 100 quintali. Il vino deve avere una gradazione minima di 11,5° ed avere, come da disciplinare, colore giallo paglierino o dorato. Il profumo è netto, gradevole e caratteristico. Il sapore è delicato, tenue ma assai tipico, asciutto ed armonico, fruttato con retrogusto di mandorla e pesca. E' prodotto anche nel tipo spumante. L'abbinamento consigliato è, ancora una volta, con i piatti a base di pesce. Fra questi classici sono i costacei, arrosto e salsati, zuppe di pesce in bianco e grigliate di pesce nobile. Veronelli scrisse, a proposito, nel 1980: "...con la spigola in bianco ci ha fatto l'amore!". Se invecchiato accompagna tradizionalmente anche i primi quali le pappardelle ai funghi porcini o pasta e cavoli. Tra i migliori produttori voglio segnalare, in questo caso, Pietracupa, Petilia e Villa Raiano.

Adesso non vi resta che festeggiare, anche voi, le nuove DOCG campane con un buon calice di vino di quelli giusti e, naturalmente, in buona compagnia...

Campania Felix e auguri di buon natale e felice anno nuovo a tutti!

27 dicembre 2003

 

   

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