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L'approccio vuole, però, nelle intenzioni di tutti gli associati rimanere informale ed amichevole. Basta conoscere il simpaticissimo Vincenzo Buttino, anima tuttofare dell'associazione o la preparatissima presidentessa Lina Esposito per rendersene subito conto! E' stata dura per Enzo e Lina superare lo scetticismo iniziale, sedare, talvolta, i malumori interni, per non parlare, poi, delle invidie e gelosie suscitate da chi all'esterno ha, invece, visto in loro un ennesimo concorrente o sfidante da eliminare... Così non non è stato e se pur tra mille difficoltà i due continuano ad andare avanti fieri ed orgogliosi del crescente successo incontrato dalla loro brillante iniziativa. La serata ha avuto anche un suo momento conviviale, dove insieme ad alcuni piatti tipici della tradizione napoletana, tra cui una gustosissima frittata di cipolle ed un'immancabile pasta e fagioli è stato possibile degustare alcuni vini scelti dagli associati. Il tutto organizzato in veri e propri banchi d'assaggio. Eccovi dunque le note di degustazione relative a quelli che si sono rivelati i più interessanti vini campani. Da quattro generazioni la famiglia De Vita si tramanda l'arte del vino, valorizzando due nobili vitigni autoctoni: la falanghina e il piedirosso, entrambi a denominazione di origine controllata Campi Flegrei. L'azienda si sviluppa sulla storica colina di Posillipo, tra i 400 e i 500 metri sul livello del mare, su terrazzamenti che si affacciano su un incantevole panorama. Tutta la produzione, la lavorazione e l'imbottigliamento vengono realizzati esclusivamente nel loro luogo d'origine. In realtà le difficoltà relative alla gestione eroica dei 4 ettari di vigneto si traducono in costi elevatissimi che non giustificherebbero la produzione di questi vini poco remunerativi. Il produttore mi ha, infatti, confidato che se non ci fosse l'attività principale legata all' organizzazione di banchetti per cerimonie sarebbe costretto ad interromperne la vinificazione. La Falanghina Torre Ranieri 2002 ha colore paglierino con riflessi verdognoli, profumo delicato, gradevole e caratteristico di ginestra. Rispetto all'assaggio di qualche mese fa ho notato, però, la presenza di qualche fastidiosa, perchè insistente, nota di lieviti e crosta di pane. Può essere che si tratti solo di qualche bottiglia sfortunata o di un momento particolare che il vino sta attraversando. Il gusto è sapido, leggermente acidulo, entrambi caratteristiche tipiche della tipologia, comunque armonico. Il Piedirosso Torre Ranieri 2002 è stato, invece, per il primo anno prodotto in duplice versione acciaio e barrique. Il colore è rubino, più intenso nella versione passata in legno, tendente al granato con l'invecchiamento. Il suo profumo intenso ricorda la viola. Nella versione affinata in rovere la nota floreale si fa leggermente più complessa ed accattivante. Anche in bocca la versione barrique ha un altro passo, più ampio ed elegante. L'ho nettamente preferita a quella base, più bibita che vino, leggermente petillant e dal sapore pieno, asciutto e di buona alcolicità.
Il Fiano di Avellino 2002 di Villa Raiano ha un colore giallo paglierino intenso. Al naso mostra eleganti profumi di frutti maturi e fiori, tra i quali sentori di pera, albicocca, agrumi. nocciola tostata, acacia e biancospino. In bocca si riscontra una buona corrispondenza aromatica, peccato solo per il finale un pò corto.
Nel cuore dell'antico Sannio, in provincia di Benevento, la coltivazione
della vite ha radici antichissime e nel comune di Ponte, sin dal 1910,
la famiglia Ocone si è dedicata all'enologia con impegno
crescente cercando di esaltare le caratteristiche e la tipicità
dei vitigni autoctoni. La Falanghina ed il Piedirosso rimangono due vini
di semplice fattura senza particolari ambizioni se non quella di accompagnare
degnamente la tavola di tutti i giorni ad un prezzo ragionevole. La Falanghina
del Taburno DOC è un vino di colore giallo paglierino con riflessi
verdognoli. Ha intensi profumi fruttati di mela verde ed agrumi. Fresca
al palato, si apprezza per l'acidità ben equilibrata dalle altre
componenti del vino. Il Piediosso del Taburno DOC ha colore rubino
e profumi di piccoli frutti di bosco con qualche lieve venatura speziata.
In bocca scorre semplice e beverino. Anche per questa volta è tutto. In bocca al lupo, dunque, agli amici di Professione Vino e Campania felix a tutti! 5 ottobre 2003
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