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Una giornata a Castello Banfi.
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Una giornata a Castello Banfi. Seconda parte, verticali di Summus ed Excelsus
di Riccardo Farchioni

In questa seconda parte della cronaca della nostra giornata a Castello Banfi parleremo di supertuscan, anzi dei due supertuscan di punta dell’azienda, il Summus e l’Excelsus. E se i supertuscan sono un simbolo fra i più efficaci della nuova frontiera del vino italiano, questa nuova frontiera è indissolubilmente legata con una nuova concezione nell’uso dei legni. Vignaioli, produttori piccoli, medi e grandi hanno dovuto attrezzarsi rapidamente per prendere coscienza dei mille problemi connessi con un aspetto della produzione diventato improvvisamente cruciale. Naturalmente questo è tanto più vero se si pensa all’esplosione dell’uso delle barrique, che pone la necessità di tutta una serie di scelte che possono condizionare anche pesantemente lo stile di un vino.

Non è un caso che nello staff enologico della Banfi, "capeggiato" da Rudi Buratti, c’è una persona specializzata nella cura dei legni, proprio quel Lucio Matricardi che ci ha accompagnato lungo questa lunga giornata di degustazioni. Dottorato in California, ha un rapporto quasi sofferto con le problematiche legate a stagionature, tostature, integrità di questo mezzo entro cui il vino vive e si trasforma.

Del resto le insidie sono tante, e sono tutte legate ad approssimazioni o conoscenze rimaste ancora allo stato primordiale. Ecco che quindi la stagionatura del legno viene fatta "in casa" per garantire risultati controllabili; verifiche accurate vengono eseguite sulla uniformità e sulla qualità della tostatura delle barrique, visto che intorno a questa operazione le informazioni latitano, persino quelle più elementari come la temperatura a cui viene sottoposto il legno.

I supertuscan in questione sono il Summus, taglio di sangiovese grosso, cabernet sauvignon (vicini alla metà ciascuno) e saldo di syrah, vinificati e fatti maturare separatamente per un anno circa in barrique, per subire poi un altro periodo di affiamento in bottiglia; e l’Excelsus, un taglio bordolese, con cabernet sauvignon in prevalenza (60% circa); anche qui un anno di barrique e lungo affinamento in bottiglia.


La verticale di Summus

Summus 1990

Colore rubino tendente al granato, brillante ed intenso. Al naso sentiamo ciliegia, sfumature di prugna, leggero tabacco e vaniglia. Il bouquet amplia la sua offerta con il bicchiere in movimento, aggiungendo folate di lampone ed una penetrante nota floreale. Il palato, anch'esso composito, propone da una parte frutta rossa matura, dall’altra belle nuances mentolate. È un vino di medio corpo, levigato, ma anche reso vivo da buona acidità con tannini che troviamo in buona forma.

Summus 1993

Di colore rubino-granato di buona intensità, possiede un quadro olfattivo alquanto sfuocato caratterizzandosi a bicchiere fermo per note caffeose piuttosto coprenti, e migliorando un tantino con il bicchiere in movimento grazie alla liberazione di buone note floreali. Il vino esibisce una definizione più convincente in bocca, anche se sono le note di china ad emergere con più decisione, assieme a mentolo ed e sfumature un pochino verdi. L’acidità è su buoni livelli, mentre il tannino ha qualche accenno di secchezza.

Summus 1995

Di colore rubino pieno e molto brillante, ha un naso caratterizzato da note minerali, tostate, con un frutto un po’ in ombra anche se compensato da spunti floreali di buona persistenza. Al palato mostra fin dall’attacco note di carattere verde, e fa di una spiccata freschezza, succosità, ma anche di una bella ampiezza e buona tenuta aromatica le sue maggiori attrattive. Il tannino è di grana molto fine.

Summus 1997

Il colore è rubino porpora brillante. L’olfatto (intenso) si caratterizza per una grande eleganza, per un approccio dolce ed una esposizione fruttata (ribes, mirtillo rosso) levigata, rotonda, caramellata, arricchita ed impreziosita da eleganti rimandi vegetali. Con il passare del tempo qualche nota caffeosa e boisé emerge sempre più decisa. L’ingresso in bocca è segnato da sensazioni verdi che si attenuano con il tempo e con l’ossigenazione del vino lasciando spazio ad un fruttato più rotondo e maturo; sentiamo struttura e polpa, trama fine, freschezza, con un tannino leggermente astringente ma di buona tessitura.

Summus 1998

Con questa annata ci sembra avvertire un certo cambio di stile. Il colore è rubino-violaceo, ed il naso è fresco e penetrante, di carattere prevalentemente floreale ad arricchito da profonde note laccate. Seppure di intensità non travolgente, l’impatto aromatico (peraltro persistente) fa della eleganza, della compostezza e di una certa propensione verso aspetti di "aristocrazia" la sua maggiore attrattiva. Al palato si mostra vino più deciso e concreto, entra compatto e con bella stoffa, e fa avvertire a partire dal centro bocca gli effetti di un tannino che ne increspa delicatamente l’assetto e lo spinge verso una chiusura dolce e "titillante", anche se un filo meno ampia di quanto ci saremmo aspettati.

Sant’Antimo Summus 1999

Di colore rubino violaceo, si muove sulla falsariga dell’annata precendente contraddistinta, ci pare, dalla ricerca di una composta eleganza. La novità proposta da quasta annata è un forte apporto minerale che va ad affiancarsi ad un analogo affascinante quadro, stavolta veramente aperto ed intenso, floreale e laccato. In bocca ingrana una marcia in più fin dall’attacco, sfoderando un grande apporto di frutto che si allarga ad ampie folate. Levigatezza, unita a freschezza e succosità, conducono verso un finale esplosivo e lunghissimo.


La verticale di Excelsus


Excelsus 1993

La verticale di Excelsus ha un inizio folgorante con questo bellissimo 1993. Di colore rubino brillante con sfumature granata, non finisce di stupire con le sue note di frutta rossa ancora viva e caramellata, alla quale si uniscono i terziari svolti di china, rabarbaro, lacca, in un secondo momento anche affiancati da riflessi di cedro e resina. Al palato entra deciso e potente, acquista spessore in bella progressione ed esibisce un velluto che raramente ricordiamo così seducente; il quadro aromatico alterna spunti mentolati, rimandi di pomodori secchi, ed è contraddistinto da un progressivo addolcimento che arriva alle soglie della frutta rossa confetturata.

Excelsus 1995

Ha colore rubino pieno ed un naso che, se non particolarmente intenso, è ricco e sfaccettato: ribes, mirtillo, terra, sottobosco, espressi e sostenuti con buona persistenza. Al palato, dopo una buona partenza, sentiamo nella prima metà di bocca qualche ineleganza vegetale; ci sembra che il vino stenti ad allargarsi, anche se la chiusura si segnala per i bei tannini.

Excelsus 1997

Di colore rubino porpora, mostra un naso dominato da note caffeose e cioccolatose miste a toni vegetali un po’ rudi e a folate eteree ed intense di china e rabarbaro. In complesso, un quadro olfattivo che ha qualche sfuocatura. Al palato entra di nuovo con un carattere un tantino verde, si mantiene fresco, di buona cremosità e termina con un finale più maturo.

Excelsus 1998

Parallelamente alla cambiamento stilistico del Summus, osserviamo (grosso modo nella stessa direzione) quello dell’Excelsus. Sicuramente meno vegetale dell'annata precedente, questo 1998, dal colore rubino-violaceo, ha un tocco minerale ma soprattutto un buon apporto di frutta nera che, assieme a spunti di terra, va a definire un quadro olfattivo che, se non di intensità esplosiva, è di bella compostezza e precisione, elegantissimo e alquanto stilizzato. Anche qui bocca più decisa, potente, levigata e cremosa che, se di nuovo aromaticamente un pochino compressa, è fresca, non pesante ed termina con un bel finale dolce e lungo.

Sant’Antimo Excelsus 1999

Il colore è rubino-violaceo e al naso colpisce per una linea minerale piuttosto spiccata, che va a completare un quadro caratterizzato da stilemi di "modernità" quali sensazioni balsamiche e mentolate, ma anche da più territoriali sensazioni floreali e di frutta matura. In bocca si conferma di carattere piuttosto austero, è cremoso e morbido, dal contenuto fruttato masticabile e maturo. Tannino dolce e lunghe risonanze finali.

La nostra giornata a Castello Banfi termina con un tramonto spettacolare che ci segue mentre torniamo verso Montalcino e che alla fine ci costringe a scendere dalla macchina, tanto è bello. Qui a fianco ne riportiamo un'immagine, per quel che può valere.

Degustazione effettuata il 24 gennaio 2003

Nella prima foto: il castello di Poggio alle Mura
Nella seconda foto: l'enologo Lucio Matricardi

5 giugno 2003

La prima parte: Verticale di Brunello di Montalcino Riserva Poggio all'Oro

   

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