Carcassonne, ovvero
un saporito viaggio nel tempo
di Lola Teale
La
città fortificata di Carcassonne, i cui primi insediamenti
risalgono al 3.500 a.C., è stata ristrutturata nel corso del
XIX secolo da Eugene Viollet-le-Duc, uno degli architetti più
famosi della storia di Francia, e dal 1997 è stata inserita nella
lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.
Vecchie e levigate pietre, che furono teatro di battaglie e assedi,
porte dipinte, piante rampicanti e tanti ristoranti e bistrot che accolgono
i turisti. Tra i prodotti tipici non si può non menzionare il
"cassoulet", piatto tipico che già nel medioevo serviva
come base alimentare per le truppe in battaglia. Il suo nome deriva
dalla terrina in cui viene servito, il "cassolo", e gli ingredienti
base sono fagioli, salsiccia e carne di anatra o manzo.
Un
cassoulet servito nel ristorante Auberge de Dame Carcas
non può che riportare alla memoria una storia-leggenda, che tutti
gli abitanti conoscono molto bene. La città di Carcassonne era
sotto l'assedio di Carlo Magno ed ormai le speranze di sopravvivere
erano sempre meno. Ma una donna, Madame Carcas, tentò il tutto
per tutto. Lei raccolse un sacco di farina e un maiale, gli ultimi alimenti
rimasti in città, e li gettò dalle mura agli assedianti.
Carlo Magno cadde nel tranello pensando che dietro quelle possenti mura
ci fosse ancora molto cibo e liberò la città dall'assedio.
Subito Madame Carcas andò a suonare le campane della cattedrale.
Naturalmente non si vive di solo cassoulet ma anche di una assiette
di pollo al limone e coriandolo, un'altra con patè di fegato,
oppure una generosa fetta di andouillette (un salume a base di
trippa), e per finire un fromage blanc con salsa alle fragole,
mousse al cioccolato o torta di pere.
Per
uno spuntino veloce durante la faticosa giornata del turista ci si può
fermare alla pasticceria L'Art Gourmand, che propone un vasto
assortimento paradisiaco e rigorosamente artigianale: si parte con le
gelatine di frutta, il torrone morbido, le mou con burro salato, o fichi,
i canditi luccicanti per finire ai biscotti, ripieni, speziati o al
cioccolato. Proprio davanti alla pasticceria c'è un'ottima panetteria
e paninoteca che tutti i giorni offre panini freschi con i più
succulenti ripieni, dal classico prosciutto e formaggio ai più
elaborati con tonno, insalata e salsa alla senape. Una curiosità,
esistono due generi di panino, il sandwich e il paninì: il primo
è con baguette fresca, insalata e ripieno del giorno, mentre
il secondo è un panino caldo con baguette morbida e formaggio
che fonde.
Perdersi
tra le vie di Carcassonne vuol dire scoprire anche luoghi particolari
come una vinoteque che offre aperitivi con vini locali abbinati
a stuzzichini di provenienza francese e spagnola, vista la vicinanza
con il confine, e la mattina il menu della colazione prevede anche un
vin chaud. Oppure ci si può ritrovare verso le sei del
pomeriggio nell'affollatissima piazza dei platani dove turisti e locali
si prendono un po' di riposo davanti ad un piacevole aperitivo. Un accenno
particolare va al negozio dedicato all'olio d'oliva. Non solo olio d'oliva
francese, ma curiosando tra gli scaffali è difficile non fare
un breve giro del mondo grazie agli oli provenienti da ogni dove. Essendo
in Francia non poteva mancare nemmeno un completo assortimento di sauce
vinaigrette dalle nuance verde, arancione o color crema.
Una passeggiata tra le mura di Carcassone per una scorpacciata di storia
non è completa se alla sera non ci si disseta con il suo vino
e non ci si sazia con i suoi cibi. Allora sì che le dodici ore
di viaggio non saranno state vane.
18 ottobre 2006