La Tuscia dei castelli:
un esaltante viaggio nella storia dove arte ed enogastronomia si incontrano
di Tiziana del Frate
Le donne, i cavalieri, le armi, gli amori, le cortesie, le audaci
imprese io canto
riecheggiano ancora oggi del tutto attuali
i versi dellAriosto per chi intraprenda un viaggio alla scoperta
dei castelli della Tuscia. Manieri e fortezze raccontano di secoli lontani,
di fatti storici epocali, di intrighi e misfatti, di affascinanti vicende
di principi e principesse
Bagnaia, Vignanello, Soriano
nel Cimino, Bracciano, Caprarola e tanti altri centri
minori erano un tempo, insieme a Roma, al centro della gestione del
potere ed ospitavano le regali dimore di numerosi principi della chiesa
onorati del titolo per il solo fatto di essere parenti stretti dei pontefici
romani. Disseminati lungo le province di Viterbo e Roma, palazzi e castelli
si materializzano allimprovviso fra le vie dei tanti piccoli comuni
tuttora semi rurali, attori protagonisti di un turismo di qualità,
dove, lontano dalle masse, i capolavori della storia vengono offerti
al visitatore insieme alle tradizioni enogastronomiche più genuine
e gustose.
Nella
Tuscia più di ogni altro luogo è forse Bagnaia
a decantare i fasti della civiltà rinascimentale. Qui, a ridosso
dellantica città papale Viterbo, si erge incantevole e
maestosa Villa Lante realizzata nella seconda metà del
cinquecento quasi sicuramente su progetto del Vignola. Dimora dei porporati
Riario, Gambara e Montalto, questultimo nipote
di Papa Sisto V nominato cardinale a soli quattordici anni, la
villa prende il nome dalla famiglia Lante della Rovere che l'ha
abitata dal 1656 al 1933. Estesa su una superficie di 22 ettari, la
residenza è famosa per il giardino allitaliana e per il
vasto allinterno del quale il cardinale Riario, nipote
di papa Sisto IV della Rovere, vi fece costruire una riserva
venatoria con un sontuoso casino di caccia. Da notare che quello stesso
casino è oggi un ottimo ristorante che propone piatti tipici
della cucina locale. Riaperto dopo un restauro durato oltre vent'anni,
il Casino di Caccia è diretto da Cleofe e Zefferino
Pasquini, ristoratori noti ed apprezzati che già conducono
con successo il ristorante Villa Gambara sempre a Bagnaia. Tra
i piatti tipici che si possono degustare qui citiamo lacquacotta
(tradizionale zuppa di verdure), la scafata di fave, le zuppe
con fagioli, ceci e castagne, la pasta straccia, porchetta
al forno con fegatelli e finocchio selvatico, lagnello
a scottadito, abbacchio e pagliata al forno, cinghiale
a bujone, lepre in salmì, coniglio brodettato
e svariate ricette a base di pesce dei vicini laghi di Bolsena e Vico.
Gusto a parte, lattrazione principale resta comunque il "giardino
all'italiana", realizzato secondo il razionalismo del tempo che
afferma il dominio delluomo sulla natura plasmandola secondo norme
architettoniche definite, come per esempio la totale mancanza di fiori
e la presenza di forme geometriche. Il giardino ha negli anni passati
addirittura destato linteresse del Principe Carlo dInghilterra
che ha soggiornato più volte a Villa Lante insieme a gruppi di
studenti britannici della facoltà di architettura. Di notevole
suggestione sono poi le numerose fontane in peperino, ricche di statue
ed infiniti fantasiosi giochi dacqua, che si susseguono (sono
12 quelle più importanti) nel verde rigoglioso incantando il
visitatore con il loro splendore.
Ma
sono sicuramente i Farnese e gli Orsini le dinastie che
maggiormente hanno caratterizzato il territorio. Legati agli Orsini
sono i castelli di Bomarzo, Soriano nel Cimino, Vasanello,
Vignanello (oggi Ruspoli), Bracciano (oggi Odescalchi)
e Nerola, mentre ai Farnese si debbono il palazzo di Caprarola,
le rocche di Carbognano, Gradoli e Capodimonte e palazzo Farnese
di Viterbo, oltre alla sontuosa residenza romana attualmente sede dellambasciata
di Francia. I destini delle due casate, oggi entrambe estinte, si intrecciano
più volte, come nel caso dei matrimoni fra Giulia Farnese,
giovanissima amante di papa Borgia Alessandro VI, e Orsino
Orsini Signore di Vasanello avvenuto nel 1489, oppure quello fra
Angelo Farnese e Lella Orsini e quello avvenuto fra unaltra
Giulia Farnese con Vicino Orsini signore di Bomarzo nel
1544. Singolare il fatto che, mentre la prima Giulia Farnese, detta
la bella, sembra detestasse il consorte Orsini, il legame
che univa invece la seconda Giulia Farnese al suo legittimo sposo fosse
così forte tanto che alla morte di lei, Vicino Orsini fece costruire
il Sacro Bosco ai piedi del castello di Bomarzo, un poetico giardino
allegorico interamente a lei dedicato.
Fra
i tanti manieri della regione, alcuni trasformati in resort di lusso
altri, di proprietà dello stato, riconvertiti in musei, merita
senzaltro menzione il castello Orsini di Vasanello al centro
di un importante progetto di valorizzazione portato avanti dalla proprietaria,
Marchesa Elena Misciatelli, insieme allamministrazione
comunale. La piccola fortezza trecentesca rivive ogni anno gli antichi
splendori durante le Giornate Medievali, quando Vasanello
per tre giorni torna ad essere lantico dominio di Bassanello e
tutti possono entrare ad ammirare le fastose stanze ed i saloni della
rocca. La festosa ricostruzione storica coinvolge lintero paese
e, insieme agli sposi Giulia Farnese e Orsino Orsini, impegnati a ricevere
gli ospiti e a presiedere i numerosi banchetti, troviamo musici in costume
che si esibiscono con liuti, ghironde, chitarre, organetti e virginali
ed i cuntastorie che declamano in versi le antiche cronache
di Bassanello. Fanno poi da cornice allevento duelli, giochi medievali
goliardici e tornei di abilità cavalleresca insieme alla rievocazione
delle botteghe dei maestri artigiani che presentano la lavorazione del
cuoio, della ceramica e dei tessuti. Momento clou della manifestazione
è la rievocazione storica del corteo nuziale in costume, dove
a festeggiare il matrimonio di Orsino Orsini e Giulia Farnese, concorrono
cantori, danzatori medievali, giocolieri e mangiafuoco. Levento
si conclude infine celebrando larte culinaria del tempo grazie
al banchetto nuziale a base di ricette tradizionali e piatti tipici
ed alle tante taverne del centro storico dove vengono servite zuppe,
faglioli e cacciagione. La visita al castello di Vasanello può
essere poi occasione sia raggiungere la vicina Vignanello dove
vengono prodotti ottimi vini doc bianchi e rossi e rosati, sia per degustare
i dolci tipici con le nocciole, coltivazione tradizionale della zona.
I rossi di Vignanello, ottimi con carni rosse, formaggi stagionati
e grigliate, si ricavano dai vitigni Sangiovese, Ciliegiolo e ad altri
vitigni locali in percentuale non superiore al 20%. Vengono prodotti
anche in versione Riserva che prevede due anni minimi d'invecchiamento
e gradazione alcolica non inferiore ai 12 gradi. I bianchi, ottimi per
piatti a base di pesce di lago, sono ottenuti dalle varietà Trebbiano
giallo, Trebbiano toscano, Malvasia bianca di Candia e Malvasia del
Chianti, oltre ad altri vitigni a bacca bianca per il 10%. Questi presentano
profumi delicati e fruttati ed hanno gradazione minima di 10,5 gradi,
mentre sono denominati Superiore se la gradazione alcolica supera gli
11,5 gradi.
Lultima
tappa del nostro viaggio è limponente castello Orsini-Odescalchi
di Bracciano, magnificamente conservato ed oggi trasformato in un
interessante museo aperto tutto lanno. Affacciata sul lago, la
costruzione quattrocentesca a pianta pentagonale capolavoro di architettura
militare e civile, accoglie il visitatore con un percorso guidato di
diciassette sale con arredi originali, alle quali va aggiunta la ricca
armeria, la chiesa, il granaio, il giardino segreto e le torri. Da sempre
noto per i suoi ospiti illustri, da Papa Sisto IV e Carlo
VIII nel quindicesimo sec. e Marco Colonna reduce dalla vittoria
di Lepanto nel sedicesimo sec. a Re Umberto I nel secolo scorso per
arrivare al più recente matrimonio Ramazzotti Hunziker, il maniero
è diventato museo per volontà di dal Principe Don Livio
IV Odescalchi ed è aperto al pubblico dal 1956. La visita,
della durata di quasi due ore, è un affascinante viaggio nella
storia medievale e rinascimentale durante il quale la guida, girando
per i saloni decorati con affreschi ed arredi originali dell'epoca,
non mancherà di coinvolgere il visitatore con racconti storici
ed aneddoti.
Per pranzo gli amanti della buona tavola non si faranno poi sfuggire
i piatti tipici della cucina locale incentrata sul pesce di lago: coregone,
persico reale, luccio ed anguilla principalmente. Tagliolini alla tinca,
linguine al coregone, risotto al persico e gnocchi con zucca e persico
sono i primi piatti più gustosi. Per quanto riguarda i secondi
le proposte variano dalle grigliate agli arrosti (buonissimo il coregone
arrosto), dalle fritture di lattarini ed ai filetti dorati di persico.
Infine, prima di partire, è dobbligo una sosta nella vicina
Oriolo Romano dove ha sede il cinquecentesco Palazzo Altieri
dove è conservata, unica al mondo, una completa serie di
ritratti di pontefici, la cosiddetta Galleria dei Papi.
Nelle immagini:
Bagnaia
Il Castello Orsini di Vasanello
L'orco dei Giardini di Bomarzo
Il Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano
Immagini tratte da:
www.bagnaia.vt.it
www.mondimedievali.net
www.bomarzo.net
www.mazzano.com
16 gennaio 2006