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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
La Tuscia, seconda parte: autentica Etruria, il gusto dei sapori antichi
di Tiziana Del Frate

Cerveteri, Tarquinia, Tuscania e Canino possono a pieno titolo essere considerati il cuore pulsante dell’Etruria, affascinante terra ricca di storia e magia, dove la natura appare ancora selvaggia ed i sapori rimandano a genuine tradizioni secolari. Benché disti solo un’ora di macchina dalla congestionata capitale, nel territorio compreso tra questi piccoli comuni archeologia e paesaggio si fondono quanto mai armoniosamente, creando nel visitatore che si affacci a questi spazi infiniti suggestive sensazioni, splendide vedute, attuali e contemporaneamente arcaiche, nelle quali immergersi. La natura selvaggia della Maremma, il piacevole alternarsi di borghi medievali e siti archeologici, un patrimonio ricchissimo di prodotti tipici e vini eccellenti sono dunque le valide motivazioni per avventurarsi in un viaggio alla scoperta di questa parte dell’Alto Lazio.

Arrivando da nord, scendendo dai confini con la vicina Toscana, il primo comune che si incontra è Canino, uno dei maggiori centri nazionali per la produzione di olio d’oliva, tanto che fu, nel 1996, la prima Dop ad essere riconosciuta in Italia. Le cultivar che costituiscono questa Dop sono Leccino, Pendolino, Frantoio, Maurino e naturalmente la varietà “Canino”, un’oliva piccola e di lenta maturazione, che consente di produrre un olio a bassissima acidità (l’acidità massima è del 0,5%), di colore verde, molto profumato, fruttato e dal sapore spiccatamente saporito. Questa Dop viene prodotta nel comune di Canino, ma anche nei vicini Cellere, Arlena, Farnese, Ischia di Castro, Tessenana ed in parte Tuscania e Montalto di Castro, per una superficie totale di coltivazione pari a circa 30.000 ettari. Da notare che la superficie totale dedicata alle coltivazioni di ulivi nell’intera regione è pari a 80.000 ettari, contribuendo il Lazio alla produzione nazionale di olio di oliva per il 5% circa. Canino è quindi una tappa fondamentale del turismo dell’olio nel Lazio, una cittadina in cui l’olivocoltura ha importanti fondamenti storici: essa è stata tutelata ed incentivata durante i secoli di dominio dello Stato Pontificio ed ha poi ricevuto ulteriori incentivi dalla bonifica della palude del Paglieto, avviata nel XIX secolo da Luciano Bonaparte, principe della città. Inoltre, Canino da ben 44 anni, a dicembre, dedica alle sue prestigiose olive una festosissima sagra: quale momento migliore per una visita?

Fra i vari oleifici presenti nella cittadina ne consigliamo due. Il primo è l’Oleificio Sociale Cooperativo, il più grande sul territorio nazionale, fondato nel 1965 dall’Ente Maremma, oggi divenuto Arsial. L’oleificio sociale, che conta 1.224 soci, nel 1999 è stato il primo ad iniziare la vendita dell’olio Dop Canino ed è un emblema di come la filiera dell’olio abbia raggiunto un ottimo livello di organizzazione grazie ai valorosi contributi di tante donne e uomini che, con il loro lavoro sapiente e dura fatic, hanno puntato tutto sulla qualità, ad iniziare dai progressi introdotti nei sistemi di coltivazione, di raccolta e frangitura. La produzione media della cooperativa raggiunge i 61mila quintali di olive, dalle quali vengono prodotti 800mila litri di olio extravergine di alta qualità. Le piante in produzione sono 233.660 su una superficie complessiva di 3.256 ettari.

Il secondo oleificio è invece un’azienda privata gestita con ottimi risultati dalla famiglia Archibusacci da ben quattro generazioni. Nata nel 1888, l’azienda conta oggi numerose etichette: dal Dop all’extravergine, dal biologico al saporito fino ad una particolare produzione detta “delicata”, ovviamente limitata, per la quale viene usata tutt’ora una grande macina in pietra simile a quella in uso ai tempi degli antichi Etrusci e Romani. E’ questo perciò un olio ricavato per semplice sgocciolamento delle olive frante, che non subisce né pressatura, né centrifugazione, né filtraggio. Chi volesse visitare l’azienda Archibusacci potrà fermarsi anche per il pranzo nel piacevole ristorante annesso, dove si possono degustare piatti tipici e ricette tradizionali a base di prodotti locali e di stagione, spesso provenienti dalle coltivazioni biologiche della stessa azienda agricola.

Lasciamo Canino e proseguiamo il nostro viaggio in direzione sud, raggiungendo Tuscania, splendido centro dell’entroterra viterbese. Delizioso borgo medievale magnificamente conservato e posto in posizione panoramica eccezionale sulle verdi vallate della Tuscia, Tuscania è nota soprattutto per la buona cucina e le bellissime chiese romaniche di S. Pietro e S. Maria Maggiore. Le due meravigliose chiese sono un capolavoro assoluto dell’arte tardo romanica in Italia e presentano affreschi del XII secolo ed importanti esemplari di architettura romanica: colonne di vario stile, altari, bassorilievi e volte.

Una piacevole passeggiata nelle vie del centro storico porterà poi il visitatore ad ammirare le tante botteghe artigianali ed a sostare in uno dei numerosi ristoranti tipici, dove si degustano i piatti tradizionali della provincia di Viterbo, dai sapori autentici e genuini. Per i primi si va dalle zuppe con i fagioli di Gradoli o le lenticchie di Onano alle pappardelle e fettuccine fatte a mano accompagnate da verdure e funghi di stagione. I secondi vedono spesso protagonista la cacciagione, spesso proveniente dai vicini Monti Cimini, con cinghiali, vitelli, lepri e conigli attori principali di spezzatini, grigliate e ricette in padella ed al forno. Assolutamente da non trascurare sono poi i formaggi locali, pecorini e caciotte, ed i dolci fatti a mano, biscotti e crostate in primis. Infine, a Tuscania, l’enoturista avrà occasione di visitare un’azienda vitivinicola davvero speciale: si tratta della cantina diretta da Maurizio Rocchi, artista e bioagricoltore. L’azienda produce vini biologici e contemporaneamente è attiva sul fronte dell’arte organizzando mostre ed incontri targati “A et A”, ovvero Arte e Agricoltura.

Per le due ultime tappe del viaggio abbandoniamo l’entroterra e ci spostiamo in direzione del mare. Lungo la costa tirrenica troviamo infatti le due cittadine di nostro interesse, Tarquinia e Cerveteri, importantissime per i loro vasti siti archeologici, le necropoli di entrambi i centri vantano tombe dipinte di massima rilevanza artistica, dichiarati “patrimonio dell’Unesco” nel 2004. La storia di Tarquinia, città di primo piano nell’antica Etruria, si identifica con due personaggi fondamentali del popolo etrusco: Tarconte, che ne fu il fondatore, e Tagete, il mitico vecchio-fanciullo nato da una zolla di terra della città. Accanto allo splendore delle numerose tombe dipinte della necropoli di Monterozzi, Tarquinia vanta una notevole raccolta di metalli, grezzi, bronzi, ceramiche, gioielli in oro risalenti all’VIII e al VII sec. a.C. visitabile presso il museo archeologico allestito presso il rinascimentale palazzo Vitelleschi, che già da solo merita una visita. Nella vicina Cerveteri si trova invece la necropoli della Banditaccia, così chiamata perché, a partire dal XVI sec., fu zona “bandita”, cioè affittata con bando pubblico, dai grandi proprietari terrieri al Comune, con riserva di pascolo e raccolta di legna a favore della popolazione locale. La necropoli, che presenta tombe risalenti al VII ed al III sec. a.C., si estende su un’area vastissima. Ma a Cerveteri il visitatore appassionato di archeologia e gastronomia non potrà non fermarsi presso l’associazione culturale enogastronomia “Matuna” che, nel suo ristorante ricavato all’interno di una grotta tufacea utilizzata al tempo degli etruschi come canale di drenaggio delle acque, propone originali menù ispirati alla cucina etrusca: bruschette con funghi, olive, interiora e formaggi, zuppe di orzo e lenticchie, spezzatino di cacciagione, insalata di campo condita con nocciole e dolci con miele, ricotta e pinoli. Il tutto accompagnato da vino rosso locale ed un sottofondo di musica in stile etrusco. Decisamente ad effetto.

Tarquinia e Cerveteri offrono comunque numerose altre attrattive, fra le quali la prima è sicuramente il mare: spiagge tipicamente maremmane, vaste e selvagge, a Tarquinia e lidi più strutturati nei dintorni di Cerveteri. La seconda attrattiva è invece il vino: con l’istituzione della Doc nel 1996, le due città hanno ufficializzato la millenaria produzione vitivinicola che le vede protagoniste dal tempo degli etruschi e che oggigiorno pone in primo piano Riccardo Cotarella, enologo consulente di ben 3 aziende in questo piccolo territorio. Ed è proprio ispirata agli antichi antenati l’azienda di Tarquinia “L’Etrusco”, che fra i soci vede anche il model agent Alessio Sundas, la quale accoglie i visitatori in un’enoteca in stile rustico ed attrezzata con un interessante percorso espositivo di attrezzi ed utensili antichi legati al mondo del vino. Qui vengono prodotti due vini doc, un bianco ed un rosso. Il primo può essere, a seconda delle annate, Chardonnay in purezza o un blend di Trebbiano e Malvasia. Il rosso presenta un assemblaggio di Sangiovese, Montepulciano e Merlot con un breve passaggio in barrique di rovere francese di 2-3 mesi. Sempre a Tarquinia troviamo poi la cantina S. Isidoro che dispone di un’accogliente sala degustazione e che produce tre etichette: il Soremidio, montepulciano in purezza invecchiato in barrique per 12 mesi, il Corithus, assemblaggio di Sangiovese, Montepulciano e Merlot, ed il bianco Forca di Palma composto da Chardonnay e Trebbiano toscano. A Cerveteri troviamo invece la Cantina Sociale, che produce 9 vini rossi e 9 bianchi, oltre a due grappe, sempre sotto la direzione di Riccardo Cotarella. Da notare l’ultimo nato, un piacevolissimo bianco composta da Malvasia 100%. Sempre a Cerveteri segnaliamo infine la cantina Casale Cento Corvi, dove vengono prodotte 8 etichette delle quali 3 sono vini bianchi. L’azienda si distingue nel territorio per l’innovatività: dall’impiego di botti in rovere australiano all’utilizzo di vitigni inconsueti da queste parti come il Carignano e lo Syrah fino alla riscoperta del vitigno autoctono Giacchè, disponibile anche in versione passito.


Indirizzi utili:

Frantoio Archibusacci
Canino Tel. 0761 437213
www.archibusacci.com
Oleificio Sociale
Canino Tel. 0761 437089
www.oscc.it
Vitivinicola Rocchi
Tuscania Tel. 0761 443607
Cantina L’Etrusco
Tarquinia Tel. 0766 858418
www.vinoetrusco.it
Cantina S. Isidoro
Tarquinia Tel. 0766 855 475
www.santisidoro.net
Az. Casale Cento Corvi
Cerveteri Tel. 06 9943486
www.casalecentovorvi.com
Cantina Sociale
Cerveteri Tel. 06 994441
www.cantinacerveteri.com

Le immagini sono tratte da:

www.canino.info (Canino)
www.romaculta.it (Tuscania)
www.globalgeografia.com (Tuscania)
www.aptprovroma.it (Cerveteri)
www.travel.it (Tarquinia)

21 ottobre 2005
 
 
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