Nel Nord della Spagna,
fra vini e prodotti tipici. 3/La Cantabria
di Claudio Mollo
Sempre
nei Paesi Baschi, il giorno successivo ci aspetta la Vizcaya,
una delle tre provincie basche. In località Ondarroa,
lazienda Pedro Alegria lavora e trasforma prodotti ittici,
in particolare il tonno. E parlando di tonno della Spagna del Nord e
della sua lavorazione, cè da evidenziare aspetti veramente
singolari e unici. Noi consumiamo abitualmente quello che loro chiamano
Atun e cioè il tonno comune; poi cè
lAtun claro, di qualità superiore che noi usiamo
chiamare pinne gialle e infine ne esiste un'altra tipologia,
la migliore dei tre, da noi commercializzata in pochissime quantità,
denominata Bonito del Norte.
Vero fuoriclasse, dalla straordinaria qualità della carne bianchissima,
è considerato il più "oceanico" della famiglia
dei tonni, e viene pescato nel periodo invernale. Lassaggio delle
tre tipologie, se si ha la fortuna di realizzarlo contemporaneamente,
permette di fare una precisa comparazione fra gusti e intensità,
che effettivamente risultano profondamente diversi passando dallAtun
al Bonito, con una finezza di questultimo decisamente inconsueta
e superiore ad ogni aspettativa.
Anche
in questa azienda, ci spiega il direttore generale Juan Salbidegoitia,
gran parte della lavorazione viene svolta manualmente e la presenza
femminile è senza dubbio preponderante, con lavoranti che gestiscono
tutte le fasi. Sinizia con la selezione del pesce fresco in arrivo,
poi la riduzione dello stesso in tranci di diverso formato e la cottura
in grandi vasche. Dal Tonno al Bonito, alla Ventresca,
parte del pesce più pregiata. Alcuni tranci vengono lavorati
e confezionati completi della lisca centrale e sono destinati ad una
circoscritta fascia di clientela, amante di un sapore più deciso.
Lo
stesso proprietario, insieme al responsabile commerciale, ha illustrato
le fasi principali della lavorazione aziendale, dallacquisto del
prodotto, alla porzionatura nei vari contenitori per arrivare poi alle
prove di qualità, con il calcolo del Ph delle latte utilizzate
e le analisi batteriologiche.

Ci
spostiamo in Cantabria per andare a conoscere da vicino la lavorazione
di un altro prodotto molto noto, ossia le acciughe. La Conservera
Laredana, in località Laredo, ci accoglie con il suo
staff aziendale, dando subito inizio alla visita nel reparto dove le
acciughe sono tenute sotto salamoia allinterno di grandi recipienti.
Anche
in questo caso la manodopera utilizzata è imponente e noi iniziamo
a seguire il processo di trasformazione dalla fase successiva alla salamoia
quando, terminato il tempo, i grossi contenitori vengono svuotati davanti
a tre o quattro operatrici, che con un lavoro quasi certosino, toglieranno
dalle acciughe, con delle comunissime forbici, le parti meno nobili
per poi spedirle nel reparto della pulizia finale dal sale e da altre
impurità. Poi avviene la separazione in filetti da disporre nei
vari contenitori: vetro o latta di diverse grammature. Tutte queste
fasi della lavorazione non prevedono nessun tipo di automazione, tutto
è lasciato alla manualità.
Lultimo
appuntamento nelle campagne di Santander, in piena Sierra
Hermosa, in località La Cavada, è con i formaggi.
Linteressante viaggio alla conoscenza delle produzioni agroalimentari
spagnole, si conclude infatti in una delle zone più vocate alla
produzione casearia con la visita in una nota azienda locale e lincontro
con alcuni dei massimi esperti di questi prodotti.
Il nord della Spagna è la parte della penisola più rappresentativa
in quanto a qualità e tipologie prodotte, grazie anche ai diversi
microclimi presenti, che vanno a tutto vantaggio di pregevoli differenze
organolettiche. E se nel nord del paese prevale il latte vaccino, nel
centro la pecora è la padrona indiscussa, mentre nelle zone che
si affacciano sul mediterraneo il formaggio di capra costituisce la
produzione prevalente.
Nell'azienda
casearia Hijos de Tomas Ruiz, molto vicina alla cittadina di
Santander, ci accoglie il titolare, César Ruiz Cobo, che, insieme
al suo staff, ci guida in una dettagliata visita; dalla mungitura al
prodotto finito. Terminata la visita, allinterno dellazienda
casearia, lUfficio per il Commercio Estero di Spagna aveva organizzato
una degustazione guidata, in collaborazione con APQE (Associazione
Promozione dei Formaggi di Spagna), organo ufficiale e delegato
alla promozione delle produzioni casearie che riunisce sotto di se 15
dei 18 Consorzi di tutela esistenti.
Una tradizione secolare e una qualità indiscussa contraddistinguono
tutti i prodotti, le cui diverse caratteristiche identificano i rispettivi
territori di provenienza. Le alternanze climatiche della Spagna (atlantiche,
mediterranee, continentali, alpine e sub-tropicali) segnano in modo
marcato sentori e gusti. Questo susseguirsi di diversi terroir
è piacevolmente riscontrabile ad ogni assaggio di formaggio,
anche da parte dei meno esperti. La degustazione di alcune fra le più
note tipologie è condotta da Aña Garzia, esperta del settore
e responsabile APQE per la Cantabria.
Non
è stato possibile, per questione di tempistica e impegno gustativo
e olfattivo, assaggiare tutte le D.O. spagnole e quindi siamo stati
indirizzati verso una serie di formaggi considerati più rappresentativi
e singolari. Si è iniziato proprio dalla denominazione Cantabria,
provincia che ha ospitato la degustazione, con un formaggio proveniente
da latte di vacca. Un formaggio fresco che subisce una maturazione minima
di 15 giorni, in forme variabili da 0,500 a 3 Kg. Non presenta occhiature.
Al palato ha uninizio dolce, leggermente acidulo e di gusto complesso.
Dalla
Cantabria alla denominazione Murcia con latte caprino
pastorizzato. E un formaggio impegnativo al palato, passa un minimo
di 45 giorni di maturazione, prima di essere messo in commercio. La
forma è cilindrica e la buccia liscia e di color rosso-granato.
Il colore è dato dal vino rosso nel quale viene immerso per circa
unora e dove poi lavato esternamente più volte. Proveniente
da capre di razza murciana, si presenta allassaggio morbido in
bocca, gradevolmente acido e poco sapido, conservando gradevoli sentori
di vino. Intenso e più complesso lo Zamorano
originario della Zamora, nella Castilla-Leon. Tre mesi di stagionatura
prima di essere messo in commercio, buccia con caratteristica zigrinatura,
pasta compatta con occhiature variabili. E persistente in bocca,
con spiccate caratteristiche ovine, leggermente acido e moderatamente
piccante.
Dalla
comunità autonoma Vasca e la zona Nord Occidentale della Navarra,
la tipologia Idiazabal, realizzato da latte crudo
di pecora. Si presenta in forme cilindriche lisce da uno a tre Kg di
pezzatura, con oltre tre mesi di stagionatura minima in un clima molto
freddo. Il sapore è ben definito con leggere note di piccante
e viene prodotto in due differenti gusti: normale e con un soave aroma
di affumicato. In bocca spiccano intense note di frutta secca.
Altro formaggio di grande interesse, la Tarta de la Serena,
dallEstremadura, più conosciuto con il nome Tarta
del Casaro, ottenuto da latte crudo di pecora, con un minimo
di 60 giorni di stagionatura. Ricco di proteine grasse, sotto la crosta
superiore è a pasta molle, cremoso; con occhiature medio-piccole.
Originario della zona della Comarca de la Serena,
di struttura untuosa e spalmabile, è pieno in bocca, con un fondo
amarognolo e pronunciati sentori di pecora. Una particolrità:
per la sua lavorazione viene utilizzato caglio vegetale ottenuto dal
fiore di cardo silvestre. Viene realizzato interamente in modo artigianale,
e il suo costo è elevato.
Una
parentesi interessante è rappresentata anche da due tipologie
delle Isole Baleari: il Majorero, proveniente dallisola
di Fuerteventura, prodotto da latte di capra pastorizzato o crudo.
Le tipologie prodotte sono: da fresco-morbido a stagionato, con minimo
20 giorni di stagionatura, semistagionato da 20 a 60 giorni, e stagionato
con un minimo 60 giorni. Di colore bianco con occhiature quasi assenti,
ha gusto equilibrato, intenso, molto caratteristico. È leggermente
acidulo e talvolta piccante. Altro formaggio isolano è il Mahon,
prodotto a Menorca, lavorato da latte vaccino crudo o pastorizzato.
Molto caratteristico per le spiccate note saline che si evidenziano
allassaggio. Offre il meglio di se dopo circa 30 giorni di stagionatura.
Presenta una pasta non elastica, leggermente scura e con occhaiture
piccole. Nei periodi di stagionatura risente molto dellinfluenza
della salsedine.
Terminato qui il breve viaggio fatto fra i sapori della Spagna, siamo
consapevoli che, dopo questa prima infarinatura, le fasi successive,
potrebbero essere quelle di conoscere più da vicino le tradizioni
legate ai formaggi visitando di persona le rispettive zone di produzione,
e approfondire la loro conoscenza sugli abbinamenti con le pietanze
e i vini, anchessi di notevole pregio e interesse.
Nelle foto dell'autore:
tre momenti della lavorazione del tonno, ed il taglio per la ventresca
(terza foto)
una immagine della costa cantabrica
due momenti della lavorazione delle alici
formaggi spagnoli
21 luglio 2006