Nel Nord della Spagna,
fra vini e prodotti tipici. 1/Navarra e Rioja
di Claudio Mollo
Inizia con larrivo a Pamplona uno dei bellissimi viaggi,
organizzati dallICEX, Ufficio per il Commercio Estero di Spagna,
in collaborazione con lUfficio Commerciale di Spagna di Milano,
per far conoscere le produzioni agroalimentari della penisola Iberica.
Da qualche anno la Spagna gode di particolare attenzione da parte dellEuropa
e resto del mondo per lalto livello qualitativo raggiunto nelle
sue produzioni e per i grandi nomi della ristorazione che hanno impresso
alla cucina internazionale nuovi impulsi, arrivando ad essere i rappresentanti
più significativi delle nuove tendenze culinarie del terzo millennio.
Un itinerario dedicato ai prodotti più rappresentativi della
Spagna, raccontati e illustrati dalle persone che da tempo sono impegnate
nello sviluppo del settore alimentare, a quanto pare molto seguito e
appoggiato anche dalle istituzioni nazionali e dai Governi
della rispettive regioni, vista la completa indipendenza di ciascuna
regione nei confronti delle altre.
Pamplona ci accoglie con il suo centro storico, un dedalo di strade
e stradine, con antichi palazzi dallarchitettura davvero singolare.
Fa un certo effetto percorrere la famosa strada, tanto ripresa dalle
televisioni di tutto il mondo, attraverso la quale i tori corrono tra
una folla di esaltati, durante la festa di San Firmin a Luglio,
e i cabezudos, pupazzi di cartapesta dalla grossa
testa sfilano tra la folla festosa. La sera, prima di cena, un rito
al quale è difficile sottrarsi si celebra davanti ai vassoi di
Pinchos e Tapas, che rappresentano un momento sacro e
inviolabile del fine giornata della maggior parte degli spagnoli, da
passare in compagnia, prima della cena che in genere non inizia prima
delle dieci. Più tardi, in un caratteristico locale nel centro
di Pamplona, La Olla: bacalao, merluza
e agnello (cordero), presenti in carta con numerose varianti,
ci vengono presentati come i piatti più significativi dellantica
tradizione di questa parte della Spagna del Nord.
Il
giorno successivo iniziano le visite alle aziende, con tanto di assaggio
delle loro produzioni. Litinerario già tracciato ci porterà
dalla Navarra, tappa dopo tappa, fino in Cantabria, passando naturalmente
per i Paesi Baschi. Vino, verdure, conserve ittiche, il famoso prosciutto
Real Iberico e formaggio; questi gli argomenti principali che
andremo ad assaggiare. E proprio il vino è stato il primo contatto
con una serie di visite in aziende, fra le più rappresentative
della Navarra e della Rioja.
Se
negli ultimi anni, le produzioni alimentari spagnole hanno fatto passi
da gigante, non da meno è stato il vino, arrivando a proporre
alcune etichette di rossi, fra quelle più ricercate un po
in tutto il mondo. La Vinicola Navarra fondata nel 1860
una delle più antiche bodegas - è il primo
appuntamento. Lenologo Luis Zudairé ci accoglie
con una breve visita alle cantine e poi una degustazione guidata di
rossi e rosati. I secondi, prodotti di largo consumo e fiore allocchiello
delle produzioni della zona. Merlot, Tempranillo e Garnacha i vitigni
principali dellazienda, che produce complessivamente 4.500.000
bottiglie, tra rosso, rosato e bianco. Il rosato della Navarra, viene
ottenuto da basse produzioni in vigna e con uve lavorate attraverso
la pressatura leggera.
Della
vendemmia 2003 parla con fatica, ricordando le temperature disastrose
che hanno prevalso sul territorio per un lungo periodo: un denominatore
comune a tutte le zone a D.O. (Denominación de Origen) dellintera
nazione, e a quanto pare allintera Europa, con raccolti compromessi
un po dovunque. Con oltre 300 ettari di proprietà a 400-500
metri sul livello del mare, una densità dimpianto di 3.400
piante e una produzione di 75 quintali duva per ettaro, la Vinicola
Navarra (facente parte del gruppo Bodegas Y Bebidas che ha aziende
sparse in tutto il mondo) si attesta ad un livello medio-alto in quanto
a produttività e qualità.
Sempre in Navarra, dal vino passiamo alle conserve alimentari, e non
poteva mancare lassaggio dei pregiati asparagi bianchi
e dei peperoni, lavorati e trasformati ad arte dalla Bajamar,
fabbrica di lavorazione e trasformazione, situata in località
Carcastillo e molto conosciuta per la qualità dei suoi
prodotti. Angel Villaroya Berna, export manager, ci guida, insieme
ad altri dirigenti, nella visita agli impianti, dove, con sorpresa,
troviamo molta manodopera e poca meccanizzazione. Un aspetto singolare,
se rapportato ai nostri tempi, dove tutto è sempre più
automazione e lelemento umano è destinato più alla
manutenzione delle macchine che alla loro sostituzione.
Schiere di donne che, con la loro manualità, sembrano rappresentare
unulteriore garanzia di genuinità del prodotto, spostato
e collocato pezzo per pezzo, dal lavaggio, alle cotture, al confezionamento,
in una lunga e incredibile catena di montaggio. Poi gli assaggi dei
prodotti, che hanno confermato il livello qualitativo dellazienda,
illustrato a voce durante la visita e sono stati molto apprezzati anche
gli assaggi dei cibi pronti, realizzati con i più moderni sistemi
di sterilizzazione e cottura.
Dalla
Navarra arriviamo nella provincia di Alava, nei Paesi Baschi, per passare
poi nella Rioja, zona che ha dato i natali ai vini spagnoli più
conosciuti nel mondo per la loro qualità, e caratterizzati da
intensi colori, notevoli proprietà organolettiche, grande personalità
ed eleganza. Visitiamo lazienda Granja Nuestra Senora De Remelluri,
in località La Bastida, dove il proprietario, Jaime
Rodriguez Salis, ci accoglie con impiegati e tecnici per iniziare
la visita in azienda e la successiva degustazione dei loro cru. Vini
a base di Tempranillo, Grachano, Garnacha e Mazuelo
che mostrano i loro colori intensi e le complessità olfattive
di cui sono dotati, accompagnate da ricchezza di frutto, ottima struttura
e lunga persistenza nel finale. La bodega, che già produceva
vino nel lontano 14° secolo, possiede 150 ettari di terreno, di
cui 102 coltivati a vite. Dai terreni calcarei e argillo-ferrosi si
ottengono vini molto interessanti: in questa occasione facciamo conoscenza
con il Grachano, vitigno autoctono della Rioja, fino a qualche anno
fa soltanto complementare del più noto Tempranillo. Oggi, come
sta succedendo anche in Italia, la riscoperta dei vitigni autoctoni
ha portato a considerare il Grachano un prodotto dalle potenzialità
incredibili, fino a farlo risultare, vinificato in purezza, all'altezza
e in certi casi anche superiore, ad un Tempranillo.
Poco
sotto Laguardia, lazienda Remirez de Ganuza produce
Tempranillo e Grachano su 50 ettari, in filari misti, con i vigneti
di circa 60 anni di età. Nei progetti futuri cè
la volontà di sostituire man mano il Tempranillo con il Grachano,
che come già accennato in precedenza è protagonista di
una grande riscoperta in fatto di qualità e tradizione viticola.
Il vino di punta dellazienda è il Rioja Riserva
due anni di barrique più due di bottiglia - con 100.000 bottiglie
prodotte e vendute anche allestero, mentre il rosso giovane si
attesta ad un quarto della produzione rispetto alla riserva, ed è
destinato al consumo locale. Singolare uno dei loro vini, ottenuto interamente
da macerazione carbonica e quindi con tutte le caratteristiche di un
Novello, ma che viene venduto diversi mesi dopo limbottigliamento,
e consumato quasi un anno dopo la vendemmia, perché, a quanto
pare così preferisce la clientela.
Lassaggio di questo prodotto, chiesto per pura curiosità,
ci conferma per lennesima volta che vini ottenuti con macerazione
carbonica, dopo tutto quel tempo, perdono le loro migliori peculiarità
olfattive, di colore e di piacevolezza in bocca. Cosa questa confermata
anche da un'altra bottiglia di "Novello", questa in regola
con i tempi e nel suo pieno vigore, che proponeva un vino completamente
diverso e sicuramente più piacevole. Insomma, un modo decisamente
strano, quello di bere il Novello nella Rioja. Il proprietario, Fernando
Remirez de Ganuza e il suo collaboratore allexport, Jeroen
Nagtegaa, ci hanno tenuto compagnia e guidato, oltre che nella visita
e degustazione, anche in una interessante disquisizione sulle qualità
dei diversi sugheri, sui tappi ottenuti da certe lavorazioni e i difetti
ad esse legati.
Nella
località Laguardia, visitiamo lultima azienda vitivinicola
del programma. La Bodega Viñedos De Contino, di proprietà
di Ricardo Pérez Villota, si estende su 62 ettari che
è anche la massima capacità produttiva della cantina.
Situata in bellissima e fortunata posizione, nellansa del fiume
Ebro, con una diversità di terreno notevole: calcareo, argilloso
ferroso e alluvionale in prossimità del fiume. Queste differenze
permettono la produzione di vini profondamente diversi ma dotati tutti
di grande personalità ed eleganza, aggettivi che calzano bene
per una fra le migliori aziende della Rioja.
Lenologo Jesus Madrazo illustra le caratteristiche di questo
terroir, che ammette essere comune in molte zone della Rioja, ma Viñedos
de Contino, è lunico produttore a possedere tutte e tre
varietà di terreno nella stessa azienda. Il Tempranillo ad esempio,
da un vino più minerale e con forte carica polifenolica, nella
zona calcarea; più aromaticità di fiori che frutta nella
seconda zona, mentre nella parte di terreno alluvionale, il vino ottenuto
si presenta di gradazione alcolica più elevata. Anche Contino
punta in modo particolare sul Grachano, vitigno che qualche anno fa
ha rischiato lestinzione nella Rioja, ed è tuttoggi
coltivato in piccolissime aree. Ma anche in questo caso, lassaggio
di un Grachano in purezza si rivela molto più interessante di
altri ottimi Tempranillo degustati: un Riserva e un Gran Riserva, messo
in commercio dopo 3 anni di barrique ed altrettanti di affinamento in
bottiglia.
Nelle foto:
- Luis Zudairé
- Vini rossi della Navarra
- Vini rosati della Navarra
- Vigne della Rioja
- Vigne di Tempranillo
- Ricardo Pérez Villota
- Jesus Madrazo
9 dicembre 2005