Gita ai bordi dell'Atlantico:
Cognac e Pineau des Charentes
di Marco Pala
Siamo
andati in visita alla regione delle Charentes nella Francia sud-occidentale
per godere dei benefici dell'aria dell'oceano e per scoprire una delle
perle della distillazione mondiale: il cognac. La cittadina si
presenta ben tenuta e ordinata, classico borgo a vocazione turistica
come conferma la ciarliera proprietaria della gite dove alloggiamo:
ormai i locali non possono più tener casa propria, che i prezzi
sono fatti crescere a dismisura da inglesi e olandesi che già
si stabilirono da queste parti per più di un secolo, ai tempi
di Eleonora d'Aquitania e di Enrico Plantageneto. E in effetti gli inglesi
e olandesi amano ancora il sole e la mitezza di queste sponde bagnati
da un atlantico addolcito dalle isole sulla foce della Gironda,
l'Ile d'Oléron, celebre per le sue ostriche e l'Ile de Ré
che precede più in là l'ugonotta Rochelle. Non
si sa se in loro omaggio è stato creato in origine questo distillato
di acquavite, ma di certo è grazie a loro che il cognac
si è sparso per il mondo conquistando con il tempo sia l'America che
l'Asia, dove viene particolarmente apprezzato per le sue doti digestive
e le spinte riflessive.
La
cittadina è caratterizzata da architettura tardo medioevale,
con un bel castello storico, ma mura e merletti chiaramente ricostruiti,
che certo sanno un po' di falso per chi è abituato alle mura
vetuste dei bastioni dell'Italia centrale, ma si presta a ben servire
il turista desideroso di scoprire le sue prelibatezze alcoliche: qui
ogni casa produttrice, fino alla più piccola, ha il suo piccolo
museo e la sua sala degustativa. In questi giri, e nel museo del cognac,
ci rendiamo edotti su cosa sia questo liquore ambrato. Viene prodotto
da uve provenienti solamente dalle cinque regioni autorizzate, che come
un ventaglio circondano la cittadina: Grande Champagne, che da
il primo cru du cognac, la Petite Champagne, che ancora
produce un prodotto di grande eleganza e poi, in ordine di decrescente
qualità, la Borderies, Fins bois, la Bons bois,
e la Bois ordinaires, sulla riva dell'oceano.
I
vitigni possono essere molteplici (soprattutto ugni blanc) e comunque
poco considerati: qui conta il territorio. In effetti storicamente davano
vino di non buona qualità e bassa gradazione, tanto che per prevenirne
il veloce decadimento si cominciò ad aggiungerci dell'acqua vite,
il che portò alla scoperta della tecnica di fabbricazione del
cognac: la doppia distillazione. Questa si basa su alambicchi in rame
di tipica forma, l'alambic charentais, e permette una distillazione
di un "cuore" fortemente alcolico, tra 68 e 72% in volume,
che sarà poi fatto invecchiare nelle botti di quercia da cognac.
L'invecchiamento,
che dura almeno tre anni, si consuma in cantine dal gradevole profumo
e dai neri soffitti. Almeno il 2% del prodotto evapora ogni anno - è
quella che qui si chiama la parte degli angeli - e questo vapore, a
parte donare il piacevole sentore di acqua di colonia, nutre e moltiplica
un fungo microscopico che popola, inalienabile, tutte le pareti e dona
il colore scuro. Qui scopriamo anche l'importanza del lavoro del sommelier/miscelatore,
che deve conoscere i pregi di ogni botte e sapientemente miscelarle
per sfornare un prodotto che sia elegante e forte come nella tradizione.
Un mestiere di natura ereditaria, da passare di padre in figlio.
Dopo la gita nella cantina di una delle case più grandi, la
Hennessy, abbiamo visitato il suo museo e degustato alcuni suoi
prodotti standard. Purtroppo la Hennessy è di proprietà
del grande gruppo Louis Vuitton e tutto era veramente tropo luccicante,
fino a darci la sensazione di essere stati piuttostio in una casa di
moda che in una distilleria.
Ci
siamo riconciliati con lo scopo della gita visitando la maison
a gestione familiare Fransac, dove l'arzillo proprietario ci
ha intrattenuti per più di un'ora sulle proprietà rigeneratrici
del suo cognac. Qui abbiamo scoperto il Pineau des Charentes,
gradevolissima sorpresa per gli amanti del bere pre- piuttosto che post-prandiale.
Questo liquore da aperitivo è ottenuto dalla mescolanza di mosto
e di cognac che ne blocca la fermentazione e invecchia all'incirca per
un anno nelle botti di quercia della Limousine. Servito freddo
senza ghiaccio espande note floreali nella versione Pineau blanc
e rosse-fruttate in quella Pineau rosé. In un prossimo
futuro seguiremo il consiglio di accostarlo al fegato d'oca, risposta
alternativa a uno dei grandi dubbi della scienza dell'abbinamento cibo-vino.
Ecco le nostre degustazioni
Hennessy
VS. E' il cognac base della casa, invecchiato fino a 8 anni. Deriva
dalla miscela d'una quarantina di eaux de vie differenti. Di
colore dorato, al naso risulta robusto con note floreali, mentre in
bocca si rivela speziato e dominato da sentori terziari.
Hennessy VSOP. Cognac ottenuto dalla miscelatura di una sessantina
di eaux de vie. E' più armonioso e complesso del precedente.
Avendo invecchiato maggiormente il colore è ambrato. Al naso
ritornano le suggestioni floreali, mentre in bocca è caratterizzato
dal più lungo invecchiamento in botte, che gli conferisce un
gradevole carattere mieloso.
Hennessy Fine de Cognac. Questo cognac nasce da una miscela
di liquori provenienti sopratutto dalla Fins bois. Al naso risulta
un aroma floreale impermeato di sentori agrumati, sopratutto limone
e arancio. In bocca si scopre più delicato dei precedenti, con
note di mandorle e un persistente retrogusto briosciato.
Fransac VSOP. Ottenuto con eaux de vie selezionate in
maggioranza dalla Petite Champagne è di colore dorato.
Il naso è floreale e persistente, mentre in bocca trasmette sentori
fruttati e vanigliati.
Fransac XO. Ottimo cognac invecchiato 20 anni in botti di rovere.
Selezionato da provenienze delle due regioni più rinomate, Grande
Champagne e Petite Champagne, possiede un colore ambrato
scuro datogli dal lungo affinamento, ha un naso intenso e floreale.
In bocca è mellifluo e caloroso e rilascia note di frutti secchi
e liquirizia.
Fransac Pineau des Charentes blanc. Questo amabile liquore
da aperitivo invecchia circa un anno in legno e viene prodotto dalla
miscela di mosto di ugni blanc e di cognac a 60 gradi alcolici.
Di colore dorato ha un naso di frutti gialli, mentre l'invecchiamento
in legno gli conferisce un gusto vanigliato.
Fransac Pineau des Charentes rosé. Di grande freschezza
e convivialità viene prodotto a partire da uve rosse tra cui
cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot. Il naso e la bocca sono
riconoscibili per i frutti rossi tra cui spiccano more e ciliegie.
17 marzo 2008