Ferrara: la delicatezza
fatta città
di Lola Teale
Vi
voglio raccontare una storia: la storia di una mongolfiera e di una
città che va al ritmo di una pedalata. Questa città è
Ferrara che ha ospitato a fine settembre il Balloon Festival,
ovvero il festival della mongolfiera. Per il cielo di Ferrara si sono
librate decine di mongolfiere, a spicchi, a scacchi, a forma di arancia,
di pupazzi, e a tinta unita. Sospese tra cielo e terra, galleggiano
trasportate dal vento sempre più distanti dal mio occhio fino
a diventare una lontana sagoma.
Ferrara,
ho scoperto, non è solo questo ma molto di più. Una città
in piano con biciclette che sfrecciano a destra e a manca, e piste ciclabili
che percorrono l'intero perimetro delle antiche mura, una città
che vive dei fasti passati degli estensi ma anche di una vitalità
innata della popolazione cordiale e affabile. Visitare Ferrara è
un piacere poiché il traffico non è spaventoso, e le strade
ampie e ariose permettono di guardarsi intorno e lasciar vagare lo sguardo
distratto da turista fino al cielo, notando alcuni particolari ma soprattutto
comprendendo il tutto della città. Il centro storico, che comunque
si è espanso e mescolato con nuovi palazzi dalle forme più
o meno congeniali a ciò che li circonda, è un grande salotto.
Ogni bar ha il suo dehor delimitato da vetri temperati per smorzare
la morsa del freddo invernale, piccole e accoglienti culle dove lasciarsi
andare ai piaceri della tavola.
Nelle mie peregrinazioni non poteva mancare una sosta per uno spritz
che da quelle parti è l'aperitivo per eccellenza, e naturalmente
per una vera piadina. Una piadina non in un bar turistico ma in un vero
chiosco all'aria aperta in mezzo ai ferraresi in pausa pranzo. Il chiosco
in questione è Mordicchio la Piadina: due lavagne con
una ventina di tipi di piadine differenti e la possibilità di
ordinare anche una piadina integrale, che è stata la vera scoperta
del mio viaggio. Sapevo o almeno supponevo fossero così buone
come la gente diceva ma quelle integrali sono un altro mondo. Friabili
e saporite, aggiungono un tono "esotico" allo squacquerone
e alla rucola, mentre ad esempio il prosciutto arrosto si sposa meglio
con la piadina classica. Per non parlare delle panetterie con le loro
"coppie lunghe o corte" (pane tipico ferrarese a base di pasta
dura) e pani di almeno dieci tipi differenti che solo ad assaggiarli
tutti non basta una settimana, i cappellacci alla zucca, gli gnocchi
alla zucca tipici della zona, il timballo di pasta al ragù bianco
in pasta sfoglia, la tipica torta al cioccolato "Tenerina"
e il tradizionale Pampapato.
Nelle
mie peregrinazioni di turista le scoperte e le piacevoli sorprese non
si sono fatte attendere. Ad esempio il moderno Lounge Cafè
Tsunami nella zona universitaria è un luogo perfetto per
un aperitivo come lo è anche La Borsa Wine Bar, e la trattoria
Fuocolento è un vero e proprio gioiello. Un locale ben
ristrutturato e accogliente che propone pane e pasta "fatti in
casa" e squisite ricette dai sapori mediterranei, come gli spaghetti
alla chitarra al pesto di olive, la salsa di pomodoro fresca e squacquerone,
e il semifreddo al caffè con le paste frolle al sale di Cervia.
Prima di concludere un ultimo aromatico indirizzo: Artlife Caffè
(www.artlifecaffe.com)
una torrefazione proprio nel centro storico di Ferrara in cui si ha
la possibilità non solo di comprare pregiati caffè e tè
ma di degustarli ad arte, facendo quattro chiacchiere con il proprietario
che si profonde in spiegazioni sia per i neofiti sia per i tecnici.
Ferrara è una città che ti entra nel sangue, non è
da visitare ma da conoscere.
30 ottobre 2007