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"Al Museo con Acinello"

I fatti

Martedì 11 settembre, presso il Ristorante Ibiza di Milano, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Al Museo con Acinello”, organizzata dall’Azienda Agricola Ricci Curbastro di Capriolo (BS), realtà ormai affermata nel panorama vitivinicolo italiano legata al territorio della Franciacorta. A presentare l’iniziativa sono stati Riccardo Ricci Curbastro, cotitolare dell’azienda, Giovanna Sveva Ricci Curbastro, curatrice dei rapporti dell’azienda con l’esterno, e Savio Girelli, che ha curato l’aspetto didattico del progetto.

“In cantina con Acinello” si propone come percorso didattico indirizzato agli allievi di Scuole Materne, Elementari e Medie Inferiori, e ha come sede l’azienda stessa.
Il percorso si divide in tre momenti definiti: la visita al Museo Agricolo e del Vino, dove i bambini prenderanno contatto con gli oggetti in esso raccolti, una spiegazione del processo di produzione del vino, dove verrà esemplificato il procedimento tecnico di nascita di un Franciacorta dalla vite alla bottiglia, e il laboratorio di degustazione del gusto e dell’olfatto, nel quale saranno svolte attività di degustazione che non prevedono, ovviamente, il vino.

Le visite saranno condotte da animatori appositamente preparati ad accogliere i bambini per farli sentire a proprio agio e per condurli lungo il percorso utilizzando il linguaggio appropriato, cercando di stimolarli al dialogo. Ogni fase del percorso ha una sua logica: la visita al Museo ha l‘obiettivo di mettere in contatto i bambini con la memoria del territorio, la spiegazione del processo di produzione si propone di offrire un momento tecnico e scientifico, il laboratorio di degustazione cercherà di stimolare l’attività sensoriale attraverso la degustazione di latte e succo d’arancia proposti nelle due versioni “fresca” e “conservata”.

Ogni bambino, al termine della degustazione, riceverà in regalo il “libercolo”, un sussidio didattico previsto in tre diverse versioni secondo il livello scolastico, che potrà portare a casa come stimolo ulteriore all’approfondimento della giornata. Un altro regalo sarà il diploma di “Mastro degustatore” che il bambino stesso personalizzerà. Acinello è il personaggio principale del “libercolo” e accompagnerà i bambini lungo il percorso.

Girelli, coordinatore del lato didattico del progetto, definisce l’iniziativa come un progetto interdisciplinare dove aspetti storici, esperienziali e tecnici si fondono insieme su un solco caratterizzato dalla ricerca dello stare bene insieme e del divertirsi: il segno che alla fine della giornata dovrebbe rimanere è costituito dalla scoperta di qualcosa di nuovo in sè nel rapporto con il mondo. Inoltre, l’aspetto storico svolto all’interno del Museo si propone di raccontare qualcosa ai bambini della realtà legata agli oggetti che vedranno, come riscoperta di un passato che sembra lontanissimo ma che in realtà risale a una cinquantina d’anni fa e a un mondo che raccontato dai nonni sembra impossibile esserci stato.

All’interno della giornata è prevista anche una drammatizzazione della storia di Acinello, effettuata dagli animatori. Per ogni visita è prevista una durata di circa 3 ore, e si potrà fare, previa prenotazione, nell’arco di tempo previsto per l’intero anno scolastico. Il costo è fissato a 15 euro per bambino.

L’Azienda Ricci Curbastro ha già attivato una campagna di mailing rivolta a circa 2000 istituti nelle provincie di Bergamo e Brescia, primo passo verso una pubblicizzazione più estesa dell’iniziativa che avverrà nel 2003.

Un’anteprima promozionale di queste giornate si svolgerà domenica 22 settembre presso l’azienda, contemporaneamente al Festival della Franciacorta: i genitori interessati si facciano avanti prenotando telefonicamente presso l’azienda (030 736094), l’iscrizione è a costo zero.

L’opinione

Ricci Curbastro sbarca a Milano non al seguito della solita kermesse di presentazione di prodotti, ma con i suoi progetti, o meglio i “sogni” come lui ama definirli, e da buon contadino, come ama definirsi, vuole lasciare una traccia diversa da quella lasciata nella terra in campagna.

Acinello è un’idea interessante che cerca di portare i bambini verso il mondo dell’agricoltura e verso il recupero dell’uso dei sensi, entrambe le cose secondo me sono fondamentali per vivere al meglio il mondo che ci circonda. Nella storia scritta all’interno dei “libercoli” è possibile riconoscere nei protagonisti i due fratelli Ricci Curbastro, i quali sono stati gentilmente sollecitati da Savio Girelli a vestirne i panni nel corso di qualche drammatizzazione.

I “libercoli” sono interessanti e ben mirati, sebbene quello rivolto alle Scuole Medie Inferiori ritengo abbia una grafica troppo ingenua che potrebbe non risultare gradita ai ragazzi che, a quell’età, cominciano già a sentirsi “grandi”. Un’altra considerazione che sento di fare è che il “libercolo”, una volta nelle mani degli “utenti finali”, debba essere supportato da una presenza adulta, quindi genitori o docenti, pena il rischio di essere abbandonato nella maggior parte dei casi come un “gadget” qualsiasi, un destino che sarebbe immeritato.

Qualcuno si chiederà, e lo ha già adombrato durante la conferenza stampa, se dietro questi nobili intenti non ci sia anche un operazione di marketing: indubbiamente un riflesso positivo è lecito attenderselo su questo fronte anche se il rischio di passività economica in questa operazione esiste, se vogliamo considerare nel conto complessivo anche il tempo investito per la progettazione. Ma ridurla a tutto ciò credo sia ingiusto, non credo infatti che quest’azienda abbia bisogno di complicarsi la vita per vendere qualche bottiglia in più. Però, io dico, fosse anche promozione credo valga di più rispetto a una normale pubblicità sui mezzi di informazione: si corre il rischio, infatti, di svegliare dentro ad almeno un bambino qualcosa che, diversamente, mai si potrebbe manifestare. Io dico che se almeno uno di loro tornerà a casa e chiederà ai suoi genitori il latte fresco, oppure una spremuta d’arancia naturale, e saprà portare avanti più o meno consciamente questa selezione tra ciò che cerca di essere naturale e genuino e quello che, negli anni passati, ci è stato passato come la grande innovazione miracolosa dell’industria applicata ai prodotti della natura, Ricci Curbastro meriterà un grande urrah e anche qualche bottiglia venduta in più.

Un’altra cosa: anche il mondo degli adulti avrebbe bisogno di un “libercolo” per acquisire, o recuperare, le conoscenze di un mondo, quello del vino e dell’agricoltura, di cui si ha una scarsa cognizione e una quasi congenita sottostima, perchè il contadino, nell’immaginario collettivo, è quello “delle scarpe grosse e del cervello fino”.


Riccardo Modesti
(20/9/2002)

 

   

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