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Tutti pazzi per il cioccolato! Anteprima Eurochocolate a Pisa
di Riccardo Farchioni


Tutti pazzi per il cioccolato? Pare proprio di sì, a guardare la foto qui a fianco che abbiamo scattato nel pomeriggio di Sabato 13 Ottobre, seconda giornata della manifestazione Anteprima Eurochocolate svoltasi a Pisa in attesa dell’Eurochocolate di Perugia che si è poi tenuta nel capoluogo umbro dal 19 al 27 Ottobre.

È questa solo una delle tante conferme che l’attenzione verso il cioccolato è assai cresciuta da parte degli italiani i quali ne sono stati sì sempre consumatori ma magari in maniera poco consapevole, avendo a che fare con prodotti industriali e “globalizzati”, senza molta chiarezza negli ingredienti e personalità nei sapori.
Ed è anche grazie a questo interesse che abbiamo assistito alla nascita di nuovi soggetti i quali, avendo sempre presente la gloriosa lezione piemontese, ci consentono di parlare di nuova scuola con un forte nucleo toscano che la città della Torre è stata chiamata a rappresentare in questa occasione.

Anche perché nel territorio pisano si è andato formando un vero e proprio un pool di cioccolatai nei nomi di Amedei da Pontedera (che ormai è cult a livello nazionale), de Bondt da Pisa (il nome tradisce origini belga), Simone De Castro da Montopoli Valdarno, Roberto Catinari da Agliana Terme; una sensibilità verso il “cibo degli dei” che comincia a contagiare la città, come dimostra per esempio il negozio Chocolate messo proprio nel cuore del mercato cittadino, la rinnovata Piazza delle Vettovaglie.

Ma oltre Pisa, e oltre al “grande assente” Slitti da Monsummano Terme (Pistoia), c’erano 3D di Claudio Pistocchi da Firenze, Urzi ed Experimenta da Scandicci (Firenze), Stainer da Pontremoli (Massa), Bonci da Montevarchi (Arezzo), tutti con produzioni di altissimo livello. E, al di là della Tuscan Valley, c’era Hotel Sacher Wien (forse lo stand più scenografico) c’erano Christian Constant, Aux Delices de La Tour, Jean Paul Hevin (straordinariamente eleganti le sue confezioni), Le Maison du Chocolat Richart e Belin dalla Francia, la Confiserie Sprüngli dalla Svizzera, Eichorn Ulrike dalla Germania, Rococo Chocolate dall’Inghilterra, Wittamer e Galler Chocolates dal Belgio, Booij Patisserier Chocolatier Glacier dall’Olanda, Enric Rovira e Mallorca per la Spagna, per finire a Richard Donnelly dagli USA e Mary’s Chocolate dal Giappone.

Ma cosa c’è di più interessante di guardare un cioccolataio che crea, o ascoltare in presa diretta la sua filosofia? La sezione “Chocolive” era dedicata proprio a questo, e nonostante il programma stravolto, i forfait, ed un’organizzazione che ha abbandonato a se stessa questa iniziativa in sé molto interessante, siamo riusciti a seguire il giovane e talentuoso Simone de Castro eseguire davanti ai nostri occhi una complicata scultura si cioccolato in stile Dalì ottenuta dall’assemblaggio di parti minuziosamente realizzate.

E una ventata di modernità ci è arrivata dal giovane catalano Enric Rovirà (www.enricrovira.com), manco a dirlo spesso collaboratore di “El Bulli” Ferran Adrià, che ha descritto la sua storia professionale iniziata una decina di anni fa e andata progressivamente identificandosi con una visione “concettuale” che attraverso il cioccolato ambisce a veicolare concetti e significati. Ed infatti, a parte la tavolette a varia gradazione di cacao e oltre le praline (al pepe rosa, al chicco salato di mais - il kiko spagnolo – alla peta-zeta, la caramella alla coca cola che scoppietta in bocca ricordo d’infanzia di tutti gli spagnoli) la sua produzione comprende, appunto, la linea “concettuale”.

La “Ruta del Mundo en Chocolate” è composta di cinque settori, ognuno ad evocare un continente: chicchi di caffè etiope rivestiti di piccole praline a rappresentare l’Africa; riso soffiato e cioccolato nero per l’Asia; mandorla e cioccolato nero per l’Europa, semi di girasole e cioccolato al 70% con sale in polvere per l’America; infine, cioccolato e un noce locale assai diffusa per l'Oceania. Il “2002”, dedicato ad un anno palindromo (2002 non cambia se letto da destra o da sinistra) è una bellissima disposizione “a pettine” di cioccolatini le cui morbide gradazioni di colore passano dal bianco dell’esterno al nero del centro in modo perfettamente simmetrico, come simmetrico è appunto il numero 2002. Dal prossimo anno questo prodotto prenderà come nome una parola catalana, naturalmente palindroma. Il “Planetario”, insieme di sfere di cioccolato dalle stupende sfumature di colore, in vendita a 15 euro ed immediatamente esaurito. Il “Passato, Presente e Futuro” nel quale sapori più classici e più moderni vengono affiancati: pancetta salata e fritta (simbolo di un cibo antico e di una antica metodologia di conservazione) abbinata a cioccolato per il passato; cioccolato e ginger fresco per evocare la freschezza e l’immediatezza del presente, cioccolato e biscotti ad alto contenuto d’aria a simboleggiare l’impalpabilità del futuro.

Il consumo del cioccolato di qualità va inserirsi in un desiderio crescente di prodotti di profilo più alto che vadano oltre il semplice appagamento di un bisogno fisiologico; questo spesso implica prezzi ai quali non siamo abituati (4.5 euro le tavolette da 100 grammi di De Castro, 3 euro i 50 grammi di Rovira, arrivavano a 9 euro i 100 grammi di La Maison du Chocolat), a fronte tuttavia di una intensità e complessità di sensazioni che sono alla base di un consumo consapevole e, se vogliamo, “culturale” e che fatalmente riducono le quantità, aspetto non indifferente a livello dietetico. Ma se nella scelta consapevole è fondamentale il momento dell’assaggio, dobbiamo dire che nella manifestazione pisana questo momento è purtroppo mancato.

(12/11/2002)

   

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