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Si è conclusa la 37^ edizione di Vinitaly

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Si è conclusa la 37^ edizione di Vinitaly
di Riccardo Farchioni

Condizionata in partenza dalle problematiche legate alla guerra, all’economia europea che non brilla per dinamismo e da ultimo dalla “tegola” della polmonite atipica, la 37^ edizione di Vinitaly rifletteva alla vigilia uno stato d’animo caratterizzato da una certa inquietitudine. Questo stato d’animo si è dissolto con l’apertura dei battenti, quando la consueta folla di visitatori si è rovesciata su stand e padiglioni, e alla fine la generalità dei produttori si è detta sollevata e soddisfatta dell’affluenza di pubblico ed operatori, anche se il risultato delle trattative (in termini concreti di ordini) potrà essere verificato solo nei mesi a seguire.

Vinitaly è stata la consueta grande rappresentazione nel quale si mescolano agli assaggi e alle trattative momenti più leggeri e folkloristici: noi stessi, mentre l’enologo Luca D’Attoma ci conduceva in una tecnicissima degustazione di una ampia panoramica dei suoi vini, ci deliziavamo alla musica della fisarmonica che proveniva dall’attiguo padiglione dell’Enoteca Italiana. E se questo fa storcere il naso agli addetti ai lavori, è un comprensibile tentativo di avvicinare ad un mondo spesso criptico e un po’ minaccioso nei confronti chi si reputa un semplice ed ingenuo fruitore del prodotto-vino.

Il sud ha creduto molto nella manifestazione: uno spazio più ampio e vivibile che in passato è toccato alla Sicilia, dove accanto ai produttori già affermati hanno potuto dunque trovar posto tanti esordienti che costituiscono la linfa del vino italiano (e del giornalismo a caccia di novità) tutti felici e convinti che “a Vinitaly bisogna esserci”. E la Calabria, per non essere da meno, ha ricostruito un gigantesco evocativo “parco archeologico” con tanto di colonne greche. Confermati invece nelle loro strutture i grandi padiglioni di Toscana e Piemonte, sempre molto affollati, come anche quelli del Friuli e dell’Alto Adige.

Quest’anno, ad affiancare la kermesse vinicola, hanno assunto grande valore autonomo Enolitech (il Salone delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e delle tecniche olivicole) che nel 2003 ha ottenuto la qualifica di Internazionale, e Sol, il salone dell’olio di oliva di qualità sul quale le realtà produttive italiane sembrano puntare fortunatamente sempre di più e che ha visto la presenza di 414 espositori e di 11 paesi esteri.

15 aprile 2003

 

   

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