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Trevigiana e tanti Studenti. Un simpatico 3 x 2 sulle
rive del Piave
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un anno dopo
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Anteprima2003:
nel primo test dellannata 2002 nasce lAssociazione
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Vino
in Villa: la piacevolezza del Prosecco in un contesto
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lultima magia del "Big Luciano" della Grappa
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il vino, beviamo lacqua
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Vino senz'anima
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Tocai, Tokay e Tokaji, un
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il Festival di quest'anno e quelli
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Quell'amor di bollicine
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Pittori "aboliti"
e agnelli "nostrani"
Fiocco rosa, anzi corallo
"Al Museo con Acinello"
Prego, vuol ballare
con me?
Grandine!
In archivio


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Wine
Festival di Merano 2002: il Festival di quest'anno
di Riccardo Modesti
I fatti
Martedì 8 ottobre 2002, presso la galleria darte Ta Matete
a Milano, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della
undicesima edizione della manifestazione Merano Winefestival,
che si terrà nella bellissima cittadina altoatesina nelle date
del 9, 10 e 11 novembre 2002, presso la Kurhaus.
Levento, nato nel 1992 dalliniziativa di tre amici con in
comune la passione per il vino, ha guadagnato anno dopo anno unimportanza
sempre crescente, ponendosi allo stato attuale come una delle manifestazioni
più qualificate nel mondo del vino.
Due sono i punti qualificanti della manifestazione, sottolineati nella
presentazione da Helmut Köcher, uno dei tre amici di cui sopra
nonchè Presidente dellorganizzazione: la grande selezione
delle aziende partecipanti e la presenza fisica dei produttori dei vini
in mostra.
Lelevata qualità dei vini presentati è frutto di una
selezione molto accurata che si apre a gennaio, con la richiesta alle
aziende interessate dei campioni dei vini, e prosegue da aprile a giugno
con le degustazioni di selezione delle 5 commissioni approntate che assegnano
a ogni campione un punteggio di valutazione espresso in centesimi. Lenorme
lavoro delle commissioni, 95 degustazioni cieche di 3254 vini proposti
da 1182 aziende vitivinicole, produce una ulteriore selezione, la cosiddetta
Finale, alla quale partecipano i prodotti di quelle aziende
di cui almeno due vini hanno ottenuto un punteggio superiore a 80/100.
La finale, svoltasi tra giugno e luglio in due riprese, produce una classifica
dalla quale vengono selezionate le aziende da invitare. Considerando il
fatto che la richiesta dei campioni alle aziende è iniziato a gennaio
e che la manifestazione si svolge a novembre, si può dire con buona
approssimazione che dietro ai tre giorni del Merano Winefestival cè
il lavoro di un anno intero. Va anche aggiunto che ogni azienda può
presentare in degustazione i soli vini che hanno partecipato e superato
la selezione.
Le aziende selezionate dalla graduatoria sono state divise in due gruppi:
nel primo, denominato I Cento, sono raccolte cento aziende,
di chiara fama e prestigio consolidato almeno negli ultimi 4/5 anni di
attività. Un secondo gruppo, denominato Gli Emergenti,
è invece formato da 61 aziende, i cui vini si sono classificati
positivamente, che sono poco conosciute o che, pur essendo aziende storiche,
hanno cominciato a produrre vini di alta qualità solamente negli
ultimi anni. A confermare la serietà della selezione, Helmut Köcher
ha tenuto a precisare che i punteggi ottenuti dai vini sono stati in media
4/5 punti inferiori a quelli trovati nelle guide più importanti.
Ogni azienda partecipante potrà presentare in degustazione solo
i vini che hanno concorso alla selezione. Altri ospiti saranno 6 consorzi
vitivinicoli italiani, un gruppo di produttori di Montepulciano dAbruzzo,
selezionati in onore di questo vitigno che sta ultimamente riscuotendo
un grande interesse, e 12 produttori italiani di vini dolci, questi ultimi
a costituire la sezione Dulcis in fundo.
Quanto detto vale per lItalia. Il Winefestival ospita però
anche una nutrita pattuglia straniera, con 50 produttori di punta della
Union Grands Crus de Bordeaux e con altre 45 aziende provenienti
da varie parti del mondo, raccolte queste ultime sotto letichetta
International top producers.
Ma non finisce qui: poiché nel corso della selezione lAlto
Adige è stato valutato come migliore zona produttiva dItalia
per lalta qualità dei vini proposti, lorganizzazione
ha programmato quattro degustazioni guidate che hanno come tema principale,
per lappunto, i vini altoatesini. Nel dettaglio si svolgeranno Southtyrol
World Wine Challenge, degustazione comparata di vini altoatesini
e internazionali dello stesso tipo e selezionati tra quelli allinterno
del festival, Southtyrols rarities, degustazione di
vini altoatesini degli anni 50 e 60, Der Vernatsch
La Schiava, che mette in risalto la longevità dei vini a
base di Schiava, e per finire Bordeaux/Alto Adige, degustazione
comparata e cieca di vini altoatesini e bordeaux, per cui ovviamente si
parla di vini della stessa tipologia. Queste degustazioni si svolgeranno
in collaborazione con la sezione AIS dellAlto Adige.
Come evento indipendente e di contorno si svolgerà, sempre allinterno
del Kurhaus e in concomitanza temporale con il Merano Winefestival, Culinaria,
ovvero il festival della tradizione gastronomica regionale. In essa troveranno
spazio prodotti, selezionati con la stessa modalità attuata per
le aziende vinicole, di diverso genere, quali salumi, formaggi, oli, aceti
balsamici tradizionali, dolci, caffè, pani, paste e risi. Per Culinaria
saranno presenti 62 aziende di tutta Italia, le quali devono garantire
una produzione artigianale di alto livello qualitativo. Federica Schir,
Coordinatrice organizzativa del Merano Winefestival, ha poi sottolineato
nel suo intervento il lungo lavoro di selezione e ha elencato le tappe
in cui verrà presentata la manifestazione, tra le quali spiccano
Torino, Firenze, Venezia e Roma.
Carlo Vischi, coordinatore di Edizioni Il Gusto, la divisione
enogastronomica della Casa Editrice Gribaudo, ha poi fatto una brevissima
introduzione alla conferenza stampa di anteprima della presentazione del
libro Vigneto Italia, curato appunto da Edizioni Il
Gusto, che si svolgerà il giorno venerdì 11 ottobre
2002 presso il Circolo della Stampa di Milano, allinterno della
Terza Giornata dei Vini di Lombardia. Il libro sarà
poi presentato ufficialmente nel corso del Merano Winefestival.
Vittorio Ruffinazzi, presidente di Ascovilo, ha poi introdotto brevemente
la manifestazione del giorno 11 ottobre, annunciando anche la presenza
dellAssessore allAgricoltura della Regione Lombardia.
Note a margine
La manifestazione Merano Winefestival raggruppa sicuramente una quantità
di grandi nomi del mondo del vino, ne cito alcuni per darvi unidea:
Masciarelli, Fattoria Zerbina, Livio Felluga, Le vigne di Zamò,
Conti Sertoli Salis, Bruno Giacosa, Pio Cesare, Voerzio Gianni, Argiolas,
Planeta, Avignonesi, Poliziano, Foradori, Pojer e Sandri, Arnaldo Caprai,
Le Crétes, Allegrini, Maculan, Cantina Terlano, Cantina Termeno,
Elena Walch. Non me ne vogliano gli altri se non li ho citati, ma fare
tutto lelenco è impossibile.
Helmut Köcher ha sottolineato, con una punta dorgoglio, che
la rassegna ha il meglio del meglio e che lItalia è
così ben rappresentata che ci sono molti operatori esteri che vedono
Merano come lappuntamento principale per valutare lo stato dellarte
della produzione vinicola del nostro paese. Con precisione tedesca,
anche se liquidare gli altoatesini con questa etichetta non è nè
preciso nè da loro gradito, Köcher ha anche citato le dimensioni
dei tavoli assegnati a ogni espositore, vale a dire centimetri 175 per
80.
Mi piace che dove ci siano dei vini da degustare ci siano anche le facce
di chi li produce: per quanto sempre utili i banchi dassaggio dove
ci sono i vini ma non i produttori mi lasciano sempre un pò lamaro
in bocca. Selettiva la selezione dei produttori, ma anche dei visitatori:
il biglietto di ingresso alla manifestazione costa 55 euro per una giornata,
95 per due giornate e 130 per le tre giornate. È tantissimo per
un curioso, ma tanto anche per un appassionato. Sicuramente non è
per tutti, lesclusività talvolta può fare a pugni
con la divulgazione, e spero che un accesso così poco economico
venga ripagato con un organizzazione allaltezza della situazione
anche se, trattandosi di Merano, quindi di Alto Adige, si può stare
certamente tranquilli.
Segnalo inoltre una scarsa presenza di giornalisti alla conferenza stampa,
che nulla ha a che fare con la posizione centrale della galleria darte
Ta Matete, tra laltro affacciata sulla piazzetta dove sorge la chiesa
di San Simpliciano che è molto bella e poco conosciuta, una considerazione
questa fatta da Köcher per tentare di spiegarsi linopinata
mancanza di un auditorio allaltezza della situazione. Io, da milanese
munito di scooter, aggiungo che è difficile parcheggiare un automobile
in Corso Garibaldi, ma i mezzi pubblici davvero non mancano. Forse la
buona volontà si.
(21/10/2002)
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