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Anteprima 2003 a Lucca: nel primo test dell’annata 2002 nasce l’Associazione Grandi Cru della Costa Toscana
di Riccardo Farchioni


Se fate mente locale all’anno scorso, ricorderete sicuramente l’estate più anomala degli ultimi anni. Dopo un finale di Giugno dal caldo asfissiante si è assistito ad un mese di Luglio e (soprattutto) Agosto terribili, dalle temperature molto più basse della media, con piogge e grandinate che hanno prodotto danni ingentissimi in Piemonte, ma anche in Toscana ed in altre zone italiane, salvando parte del sud, la Sicilia in particolare.

Un primo test complessivo dei vini usciti dalla vendemmia 2002 si è svolto nella manifestazione Anteprima Vini della Costa Toscana che ha avuto luogo dal 31 maggio al 2 giugno nella lucchese villa Bottini, ed ha riguardato quelle zone di produzione che sono più prossime al mare, come l’alta Toscana, la lucchesia, le colline pisane e Montescudaio, fino a Bolgheri, alla Val di Cornia, alla Maremma del Morellino e del Montecucco.

In Toscana è stato fatto il possibile per selezionare accuratamente le uve, ma è stato un limitare i danni, piuttosto ingenti anche nelle zone (vedi Bolgheri) che tradizionalmente non conoscono piogge da Maggio a Settembre, e provocati soprattutto da pesanti attacchi delle principali malattie della vite come peronospora, oidio e botrite. Quello a cui si assisterà spesso a livello di marcato sarà l’assenza dei “cru” più prestigiosi, perché si tenderà a far confluire le uve più sane, selezionate una per una in vigna, nei secondi vini o nei “prodotti base”.

E il lavoro in vigna è stato a quanto pare ben eseguito, visto che il commento più frequente raccolto fra chi ha partecipato alle degustazioni è stato “pensavo peggio”. È chiaro che ogni confronto con le annate precedenti sarà perdente, ma sono stati senz’altro limitati gli eccessi vegetali, le magrezze e le diluizioni eccessive. Certo, si sente spesso un certa mancanza di spinta e di spalla, soprattutto in quei territori come il bolgherese che fanno dell’eleganza una chiave del loro successo. L’apertura dei profumi già riscontrabile nelle espressioni del territorio pisano e della nuova zona della DOC Terratico di Bibbona suppliscono a qualche magrezza; qualche dubbio in più sull’assetto qualitativo complessivo ci è venuto dalla maremma, ma il caso che ci ha maggiormente sorpreso (e in qualche misura sconcertato alquanto) è stato quello della Val di Cornia, contraddistinta da veri e propri “sciroppi” iperfruttati sui quali i limiti dell’annata sembrano non avere avuto particolare effetto.

I produttori che hanno dato vita a questa manifestazione, unica nel suo genere nel presentare prodotti in assoluta anteprima a pochi mesi dalla vendemmia, hanno deciso di fare un passo in avanti nella loro “alleanza” fondando l’Associazione Grandi Cru della Costa Toscana che si pone con decisione, con le sue novanta aziende di primo piano per ora iscritte, quale secondo soggetto in importanza per quanto riguarda il panorama del vino toscano che potrà fronteggiare, con il dovuto spirito di iniziativa, il grande blocco della Toscana interna costituito da Chianti Classico, Montepulciano, Montalcino.

È questo un fenomeno molto interessante di progressiva saldatura di realtà diverse (ma strettamente accomunate dalla strategia della qualità) che da una parte “bypassa” regole e regolette burocratiche entro le quali alla fine tutti si infilano appiattendo il profilo complessivo di un territorio, dall’altra rende possibile un impatto promozionale e mediatico arduo da sostenere anche dalle realtà più blasonate che infatti, ad iniziare dal marchese Niccolò Incisa della Rocchetta (peraltro presidente onorario della associazione), hanno fin dal primo momento aderito all’idea.

I tredici produttori che hanno trovato lo spirito di unione per compiere questa sono la Tenuta di Valgiano, la Fattoria Colle Verde, la Fattoria di Fubbiano e Terre del Sillabo dalla lucchesia; la Tenuta di Ghizzano, i Giusti e Zanza vigneti, San Gervasio e Podere La Regola dal pisano; la Tenuta San Guido nel livornese, la Fattoria Sassotondo e la Agricola La Marsiliana nel grossetano; Collemassari con Podere Grattamacco e con la sua nuova azienda nel Montecucco. Ed hanno scelto come presidente quella determinatissima donna del vino che è Ginevra Venerosi Pesciolini (tenuta di Ghizzano), sotto la cui guida energica puntano a far diventare l'associazione una controparte italiana del modello a cui hanno guardato, l’Union des Grands Crus de Bordeaux.

8 giugno 2003

La seconda e la terza foto per gentile concessione di Beppe Lo Russo

 

   

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